L’asta della Collezione Zabludowicz da Christie’s a Londra è stato un test (superato solo in parte) per il mercato dell’arte più contemporanea
- Postato il 26 giugno 2026
- Mercato
- Di Artribune
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Era tra gli eventi più importanti di questa chiusura di stagione l’arrivo in asta della Zabludowicz Collection da Christie’s a Londra, dove il 25 giugno 2026 si è tenuta la sessione dal vivo dedicata a una delle più importanti raccolte private di arte contemporanea e ultra-contemporanea, fondata da Anita e Poju Zabludowicz. Resta, invece, aperta online fino al 30 del mese una seconda selezione di poco più di 40 opere e in range di prezzo più contenuti. A un giorno di distanza dalla vendita da record per l’Europa di Sotheby’s Londra per la Lewis Collection, che ha visto rinnovarsi la risposta efficace del mercato per le opere più storicizzate, la scommessa di Christie’s non è stata solo sul gusto dei coniugi Zabludowicz e sulla permanenza delle loro scelte negli ultimi trent’anni, quanto più ampiamente sulla tenuta economica e finanziaria degli artisti contemporanei e ultra-contemporanei. E il test, finora, appare solo parzialmente superato.
L’asta live da Christie’s per la Zabludowicz Collection
Alla vendita serale dedicata alla Collezione Zabludowicz, Christie’s portava sul rostro un catalogo di 56 lotti, diventati 53 dopo 3 ritiri, e il risultato finale si è attestato, entro le stime, a quota £15,4 milioni. Un totale più che rispettabile e misurato, seppure senza particolari scintille nella sale room di King Street. A guidare la vendita Beyond Ordinary – Then. Now. Next. Works from the Zabludowicz Collection è stato, secondo le previsioni, il dipinto di Philip Guston Mirror Head del 1977, che da stime di £3,5-5,5 milioni è stato aggiudicato, vicino al valore basso, a £3,9 milioni.
I top lot della collezione di Anita e Poju Zabludowicz
Sul secondo gradino del podio delle migliori aggiudicazioni della serata sono saliti poi i lotti di Richard Prince, Untitled (Cowboy) del 1994, che da stime di £800.000-1.200.000 è stato venduto per £1,6 milioni, e di Mark Bradford, Farther South and Elsewhere del 2015, passato di mano a £1,3 milioni, entro le stime preasta. Subito dietro di loro hanno raggiunto buoni risultati anche Rashid Johnson, Yoshitomo Nara e Damien Hirst, tutti aggiudicati entro le stime. Ha lasciato convintamente indietro la stima bassa, invece, il lotto di Rose Wylie Sailing Boat (2015), che da previsioni di valore comprese tra £150.000-£350.000 ha raggiunto quota £292.100, nuovo record d’asta per l’artista, che è stata anche la prima donna protagonista di una mostra personale nelle gallerie principali della Royal Academy di Londra. Tra gli altri record d’asta aggiornati ci sono anche i risultati soddisfacenti di Anj Smith con Awake from Yesterday (2006) a £35.560, ben oltre le stime di £12.000-15000, e di Jakub Julian Ziółkowski, con Bestiarium (Bestiary) del 2013, venduto per £59.690 rispetto alle stime preasta di £20.000-30.000.
I risultati in chiaro-scuro della Collezione Zabludowicz in asta da Christie’s a Londra
Sono stati sette, invece, i lotti invenduti, tra cui opere di Tauba Auerbach, Alex Katz, Wade Guyton e Alex Israel, mentre sono tornati dopo un primo passaggio senza acquirenti e sono stati aggiudicati in seconda battuta quelli di KAWS e di Kenny Scharf, rispettivamente sotto le stime e poco sopra la minima. Molto sotto i valori attesi si sono fermati anche Haim Steinbach, a quota 1.200 sterline rispetto alle 10.000-15.000 ipotizzate per family ties, come per Pixelator (Infinite Mask) di Aaron Curry, addirittura venduto per 381 sterline. A conferma che a mancare è stata una solida valorizzazione, attesa o sorprendente, un guizzo in grado di alzare il grado di entusiasmo per le proposte della Collezione Zabludowicz, che ha totalizzato un risultato entro le stime, sì, ma non ha scaldato la sala e i clienti di Christie’s a Londra. O meglio, non lo hanno fatto, le opere di arte contemporanea e ultra-contemporanea comprate negli ultimi trent’anni da Anita e Poju Zabludowicz. In modo non del tutto imprevisto, c’è da dire, tanto che restano poco chiare le ragioni della scommessa su un momento, quello attuale, in cui il mercato risponde positivamente all’arrivo in asta di collezioni di peso ma con opere storicizzate, e molto meno alle ricerche più contemporanee, che si sono, infatti, già di molto assottigliate nei cataloghi delle major degli incanti. Di sicuro la vendita di questo 1% di una raccolta di oltre 8.000 opere non mancherà di sostenere il desiderio di rinnovamento espressa da Tiffany Zabludowicz, figlia dei coniugi Anita e Poju, che ha preso in carico la direzione della collezione.
Cristina Masturzo
L’articolo "L’asta della Collezione Zabludowicz da Christie’s a Londra è stato un test (superato solo in parte) per il mercato dell’arte più contemporanea" è apparso per la prima volta su Artribune®.