L’Asp di Cosenza finisce in piano di rientro
- Postato il 2 luglio 2026
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Il Quotidiano del Sud
L’Asp di Cosenza finisce in piano di rientro
L’Asp di Cosenza finisce in piano di rientro. Dai fitti passivi agli appalti, Azienda zero impone efficienza. Debiti a oltre 602 milioni, più della metà quello dei fornitori.
Conti che peggiorano, contenziosi che si moltiplicano, debiti ai fornitori gonfiati ulteriormente. L’Asp di Cosenza va in piano di rientro per un “buco” a fine esercizio 2025 di oltre 84 milioni di euro. Milioni apparsi dopo una verifica sugli esercizi passati che avrebbe “fatto emergere” debiti e squilibri precedentemente non rilevati. Il trenta giugno è stato il giorno della presentazione dei bilanci di tutte le aziende sanitarie e ospedaliere della regione. E l’Asp di Cosenza è ancora una volta quella che fa peggio di tutte, con il grande mistero dei debiti “riapparsi” lì dove a Reggio, invece, si è riusciti a liquidare oltre il 90% dei debiti precedenti al 2021.
ASP COSENZA, FINISCE IN PIANO DI RIENTRO: IL BILANCIO IN ROSSO E IL PASSAGGIO DI CONSEGNE AL COMMISSARIO
L’Azienda è in perdita di oltre 84 milioni di euro, un tracollo enorme se si guarda all’anno precedente, quando l’Asp chiuse con un attivo di quasi 70mila euro. Una cifra minuscola per un’azienda che assorbe più di un miliardo di euro all’anno di fondo sanitario regionale. La situazione è particolarmente grave, al punto da richiedere “manovre di riassorbimento” studiate assieme al dipartimento salute e Azienda zero. Una “perdita elevata” che porta, inevitabilmente, al piano di rientro. E questo è l’ultimo atto di Antonello Graziano, oggi direttore generale a Crotone, sostituito a gennaio 2026 da Vitaliano De Salazar nel ruolo di commissario ad acta dell’azienda.
Il piano di rientro, di fatto, mette sul piatto i nodi da tempo denunciati e in larga parte smentiti dalla direzione generale nel corso degli ultimi anni. La “promessa” è riallineare tutto nel corso di questo 2026, con un passaggio anche “tecnico” sull’integrazione tra Asp e Azienda ospedaliera. Una sorta di cantiere sperimentale di una riforma più su larga scala ancora in divenire.
SINERGIE OPERATIVE CON L’AZIENDA OSPEDALIERA E OTTIMIZZAZIONE DEI COSTI SUL TERRITORIO
La parola d’ordine è “sinergie operative” per ottimizzare, soprattutto i costi e riallineare i conti. Il punto centrale è il Paup firmato a maggio scorso. Una sorta di punto di accesso d’emergenza per codici a bassa intensità utile a non ingolfare il pronto soccorso di Cosenza. C’è poi l’altro aspetto tecnico. Considerare chi, in provincia, desidera curarsi in ospedale e non nelle strutture dell’Asp non come migrazione sanitaria ma “prestazioni interne a un unico ecosistema sanitario”. Contare, quindi, non tanto per struttura quanto per territorio. “Ciò azzererà – si legge nella relazione – strutturalmente i conflitti tariffari e i difetti di imputazione territoriale”.
CENTRALIZZAZIONE DEGLI ACQUISTI E CONTROLLO SULLE VIGILANZE
L’altro aspetto riguarda gli appalti. Azienda zero pretende la centralizzazione degli acquisti non sanitari. In altre parole, vanno unificati i contratti per “pulizie, manutenzioni, vigilanza e utenze”. l’Asp di Cosenza è l’azienda con l’appalto milionario a Snam Lazio Sud del senatore Lotito e della “guerra” tra le aziende di vigilanza per la gestione della sicurezza. Gli appalti, ora, vanno tutti unificati, segno che dentro quelle situazioni c’era davvero qualcosa che non andava.
RISPARMIO ENERGETICO, ABBATTIMENTO DEI FITTI E INFORMATIZZAZIONE
Al risparmio anche sull’energia. Per tagliare i costi vengono imposti “interventi di sostituzione di lampadine con quelle a Led, isolamento termico e installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei poliambulatori di proprietà Asp per abbattere le bollette energetiche”. Giova ricordare il caso dei pannelli mai messi in funzione nelle strutture dell’Asp che causarono anche un consistente danno erariale pochi anni fa.
FITTI PAGATI E STRUTTURE DI PROPRIETÀ VUOTE
E ancora: dismettere i fitti passivi e riempire strutture ad oggi vuote. L’Altro paradosso: l’Asp ha strutture di proprietà ma paga il fitto per gestire i servizi altrove. Anche sui farmaci l’Azienda dovrà modernizzarsi. Va informatizzato tutto: digitalizzare i reparti introducendo la cartella clinica elettronica. “Il sistema – scrivono – permetterà il monitoraggio prescrittivo in tempo reale, vincolando l’erogazione dei farmaci innovativi ad alto costo e dei dispositivi (microinfusori) ai rigorosi registri Aifa, riducendo le scorte e abbattendo i costi di stoccaggio”. Per farlo la Regione ha “offerto” l’utilizzo dei fondi vincolati del Programma operativo complementare. E ancora acquisto di farmaci per tutta la Regione. L’intero sistema va centralizzato “generando economie di scala in grado di riassorbire l’incremento di due milioni di euro registrato nell’esercizio chiuso”.
LA TRANSIZIONE DEL NODO 118 VERSO AZIENDA ZERO
Poi c’è il nodo 118 che ha prodotto da solo quasi 26 milioni di debiti dovuti a tutto il personale regionale in carico nella fase di transizione dalle Asp ad Azienda zero. “È stato attivato – si legge – un tavolo permanente con Azienda Zero per accelerare il trasferimento formale e materiale di tutto il personale dipendente e convenzionato. E dove non arrivano le convenzioni deve pensarci seriamente solo l’Asp, come riorganizzare il personale amministrativo sanitario e cancellare completamente le ore di straordinario.
ASP COSENZA, FINISCE IL PIANO DI RIENTRO: DEBITO MONSTRE AI FORNITORI E PARADOSSO SCREENING ONCOLOGICI
Insomma, un colpo durissimo per un’azienda che ha visto letteralmente esplodere il debito complessivo a 602 milioni di euro circa, 317,4 solo in mano ai fornitori. Un debito con il tesoriere di 133 milioni circa e ancora l’assurda situazione degli screening oncologici. Ancora senza personale, ancora con la necessità di riorganizzare i punti prelievo (è la quarta volta in quattro anni che si scrive la stessa identica cosa) e l’attesa, ancora, del collaudo di un analizzatore feci.
Il Quotidiano del Sud.
L’Asp di Cosenza finisce in piano di rientro