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L'anello smart che traduce la lingua dei segni

  • Postato il 26 maggio 2026
  • Di Focus.it
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  • 2 min di lettura
L'anello smart che traduce la lingua dei segni
Ci basta parlare a uno smartphone in qualunque lingua per ascoltare (o leggere) la traduzione quasi simultanea di quanto diciamo in 50 lingue diverse. Ma la lingua dei segni? Chi è sordo non ha gli stessi strumenti per farsi capire con facilità, e necessita sempre di un interprete: uno studio pubblicato su Science Advances ha presentato l'evoluzione del prototipo di un dispositivo, di cui vi avevamo già parlato qui,  che potrebbe aiutare chi parla il linguaggio dei segni a farsi capire da chiunque, solo indossando sette piccoli anelli sulle dita.. Sette anelli per farsi capire Il sistema, a differenza di altri dispositivi progettati in passato che prevedevano l'uso di guanti o videocamere, è leggero e senza fili: si tratta di sette anelli leggeri che chi parla la lingua dei segni deve indossare in tutte le dita tranne il pollice e il medio della mano sinistra e il mignolo della destra.. Ognuno di questi anelli contiene un piccolo accelerometro e un chip Bluetooth, che sono in grado di comprendere e tradurre in testo (per il momento) 100 parole della lingua dei segni statunitense e 100 parole della lingua dei segni internazionale con una precisione di oltre l'88%.. Dimmi come ti muovi, e tradurrò quel che stai dicendo Ogni anello è dotato di un accelerometro a tre assi (lo stesso che usano smartphone e smartwatch per contare i passi o capire se teniamo il telefono in orizzontale o verticale), capace di comprendere se il dito è fermo o in movimento. Quando la mano è ferma, la gravità aiuta il sensore a identificare l'orientamento del dito; quando si muove, il sensore registra i cambiamenti di accelerazione in tempo reale. La combinazione di questi due tipi di segnale permette al sistema di riconoscere sia le configurazioni della mano che i gesti in movimento, i due elementi fondamentali del linguaggio dei segni.. Il dispositivo è inoltre abbastanza veloce da sostenere una conversazione reale senza chiedere a chi parla di fermarsi, rallentare o scandire i gesti in modo artificiale.. Ancora solo un prototipo Il sistema è ancora solo un prototipo, e dev'essere molto migliorato: ne sono consapevoli gli ideatori, che ammettono alla rivista ZME Science la necessità di arricchire il vocabolario del traduttore, che per ora conta appena 200 parole. «Il linguaggio dei segni non è una semplice corrispondenza tra forme della mano e parole. È un linguaggio ricco e grammaticalmente complesso, in cui la posizione nello spazio, la direzione del movimento, l'espressione facciale e il contesto contribuiscono tutti al significato», spiega Kyowon Kang.. L'obiettivo, sottolineando gli autori, non è rimpiazzare gli interpreti dei segni o cambiare la cultura delle persone sorde, quanto piuttosto aiutarle nei momenti in cui hanno bisogno di comunicare con qualcuno che non parla la loro lingua nell'immediato (per esempio con dei medici dell'ospedale o in un ufficio pubblico)..
Autore
Focus.it

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