Lamezia, l’ex segretario Masi sospeso per un mese dal Pd

  • Postato il 4 marzo 2026
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Lamezia, l’ex segretario Masi sospeso per un mese dal Pd

Lamezia, l’ex segretario Masi sospeso per un mese dal Pd, Dopo la richiesta di espulsione, arriva solo il provvedimento minimo. Decisione della Commissione di garanzia a maggioranza ma non all’unanimità.


LAMEZIA TERME – Caso Masi, per l’ex segretario del Pd di Lamezia Terme, non c’è l’espulsione, ma la sospensione dal partito per un mese. La Commissione di Garanzia del Partito Democratico, dopo essersi presa un po’ di tempo dall’incontro tenutosi ad inizio febbraio nella sede regionale, interrotto per la protesta di una sessantina di iscritti (sostenitori di Masi) che ne contestavano l’oggetto della discussione, ora ha deciso “la punizione” da comminare a Gennarino Masi. La sanzione? Sospensione per un mese. I “maligni” sono pronti a scommettere che in questi trenta giorni di sospensione l’ex segretario sarà “sorvegliato speciale”, verrà soprattutto “pesato” per come si muoverà per le elezioni provinciali del 28 marzo.

IL PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE E LE SPACCATURE NEL NUOVO CORSO DEM

Il provvedimento disciplinare nei confronti del consigliere comunale dem, pare sia stato preso, dall’organismo di garanzia a maggioranza e non all’unanimità. Comunque sia, la vicenda probabilmente è destinata a far riesplodere le dissertazioni sul percorso intrapreso dal nuovo corso dem, nato nell’ultimo contestato congresso, che i “non allineati” dopo avere abbandonato l’assise, non riescono proprio a digerire. L’intervento dell’organismo di garanzia era stato chiesto, ormai più di un mese fa, con una duplice istanza del partito lametino. Alla richiesta di un provvedimento disciplinare che sarebbe stata trasmessa dal segretario cittadino Vittorio Paola e dal capogruppo consiliare Fabrizio Muraca, si sarebbe unita anche quella del vicesegretario cittadino Francesco Carito. Cosa comporterà ora questa sospensione per Masi? Non sono state ancora rese note, almeno pubblicamente, le motivazioni adottate dall’organismo.

LAMEZIA, IL PROVVEDIMENTI ALL’EX SEGRETARIO MASI: LE REGOLE STATUTARIE SULLA SOSPENSIONE E LE POSSIBILI CAUSE

In ogni modo se si fa riferimento allo statuto del PD, la sospensione è un provvedimento disciplinare o cautelativo adottato dagli organi di garanzia nei confronti di iscritti, dirigenti o organismi locali in casi di gravità, spesso in pendenza di procedimenti giudiziari o violazioni statutarie. La sospensione è disciplinare quando vi sono violazioni gravi e ripetute dello Statuto: inosservanza delle regole interne o delle decisioni degli organismi dirigenti, comportamenti lesivi dell’immagine: atti o dichiarazioni che danneggiano pubblicamente il partito.

Invece viene applicata la sospensione cautelare in contesti giudiziari. In pratica, nel caso di Masi gli si vorrebbe fare pagare “il peccato” di avere criticato più del dovuto i vertici del partito provinciale e regionale, ma anche quello di avere preso iniziative autonome senza allinearsi al gruppo consiliare gestito da Fabrizio Muraca (capogruppo) e Lidia Vescio.

LE TENSIONI NEL GRUPPO CONSILIARE E LE CONSEGUENZE PRATICHE

Non fa, invece più parte del gruppo Pd, la candidata a sindaco ed ex parlamentare Doris Lo Moro che pur restando nel centrosinistra è passata al gruppo misto, non condividendo la linea del partito lametino e la gestione del gruppo consiliare. Per quanto concerne la durata della sospensione di Masi, quella di un mese è la più lieve visto che è prevista dallo statuto fino al limite di un anno. Oltre tale limite, si arriva all’espulsione. Per quanto concerne le conseguenze pratiche, l’iscritto che è sospeso non può ad esempio partecipare alle assemblee e alla vita democratica del partito e non può utilizzare il simbolo del Pd. Ieri sera, infatti sembra che fosse prevista una riunione convocata dal Pd con i consiglieri comunali afferenti al centrosinistra alla quale Masi non sarebbe stato invitato.

IL REINTEGRO NELLE COMMISSIONI E IL CLIMA NEL CONSIGLIO COMUNALE

Ricordiamo, infine che Gennarino Masi è stato reintegrato nelle commissioni consiliari dopo che con un provvedimento del 23 gennaio la presidente del consiglio comunale, dietro comunicazione del capogruppo PD, aveva modificato le commissioni permanenti escludendolo. Quest’ultima vicenda ha creato non pochi trambusti all’interno del Partito Democratico e nell’ultima seduta del Consiglio comunale.

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