Lamezia, lavoratore reintegrato ma «deve stare lontano da Sacal»
- Postato il 4 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
Lamezia, lavoratore reintegrato ma «deve stare lontano da Sacal»

Lamezia, lavoratore reintegrato con retribuzione ma «deve stare lontano da Sacal», la replica dell’amministratore dopo la sentenza.
LAMEZIA TERME – Reintegro con retribuzione, ma stia a casa il dipendente licenziato da Sacal gh spa, con ciò prefigurando una ulteriore lesione del lavoratore da parte di una società partecipata pubblica che paga uno stipendio a vuoto. Non si è fatta attendere la reazione dell’amministratore unico Marco Franchini, di Sacal Ground Handling spa e di Sacal spa, alla notifica della sentenza, pubblicata l’ 11 febbraio, da parte dell’avvocato Domenico Giampà, sul reintegro del dipendente Sacal GH spa Massimiliano Mancuso, dismesso il 17 aprile 2023 con il provvedimento di “licenziamento per giusta causa”, come anticipato da l’Altravoce il Quotidiano.
LA SENTENZA DEL GIUDICE DEL LAVORO E L’ANNULLAMENTO DEL LICENZIAMENTO
Un provvedimento considerato “illegittimo” dal giudice del lavoro del Tribunale di Lamezia Terme Maria Francesca Cerchiara e perciò è stato annullato il licenziamento intimato a Mancuso Massimiliano, accogliendo la tesi della difesa di sproporzione del provvedimento di licenziamento, per genericità della contestazione nonché per la violazione degli artt. H35, H36, G40 e segg. del Ccnl di categoria, in quanto, i fatti contestati potevano rientrare tra le condotte punibili anche solo con una sanzione “conservativa”.
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LAMEZIA, LAVORATORE REINTEGRATO: LA REAZIONE DI SACAL E L’ESONERO DALLA PRESTAZIONE LAVORATIVA
Franchini, però, in una comunicazione del 20 febbraio scorso, comunica che «la società ripristinerà giuridicamente il rapporto di lavoro nei termini previsti dalla sentenza, esonerando Massimiliano Mancuso dal rendere la prestazione lavorativa, anche al fine della doverosa tutela di altri dipendenti ai sensi dell’articolo 2087 codice civile (tutela dell’integrità dei lavoratori), oltre che della convenzione ILO 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro (ratificata in Italia con la Legge 15 gennaio 2021, n. 4), nelle more dell’annullamento di una così inspiegabile ed ingiusta sentenza in accoglimento del ricorso in appello già depositato, dal prof. avv. Antonio Pileggi di Roma». Se da un lato il giudice, accogliendo il ricorso dell’avvocato Giampà, alla luce dei fatti, definisce il licenziamento sproporzionato, dall’altro l’amministratore unico Marco Franchini invoca la tutela degli altri dipendenti Sacal con l’articolo 2087 del codice civile e promette l’annullamento della sentenza.
TENSIONI AZIENDALI E CARENZA DI PERSONALE NELLO SCALO LAMETINO
Due posizioni inconciliabili, ma che descrivono bene il clima che si respira nell’azienda “pubblica”, dove come raccontano spesso i lavoratori e come il Quotidiano del Sud ha dato conto non è la prima volta che si creano queste tensioni, determinate spesso dalla carenza di personale, soprattutto nel settore dell’accoglienza delle persone con disabilità.
Si ricordi che presso lo scalo lametino transitano milioni di persone e quindi se non c’è un adeguato numero di dipendenti in servizio è ovvio che sorgano conflitti tra i dirigenti e il personale. Oltre alle diverse interpretazioni del contratto di lavoro, o come avvenuto in alcuni casi, il rifiuto di congedi parentali per esigenze familiari.
RIPRISTINO DEL RAPPORTO E ATTESA DEL RICORSO IN APPELLO
Comunque, Sacal GH ha riattivato a Mancuso la casella email aziendale in assegnazione, quale domicilio digitale, oltreché per la ricezione dei cedolini e comunicazione aziendale e, come già detto, nelle more del ricorso, «la società provvederà a corrispondere l’importo delle cinque mensilità oggetto di sentenza al netto delle somme che la società deve trattenere a seguito della riforma in appello del decreto ingiuntivo 56/200 del 6 giugno 2022 la sentenza numero 1405, 2024 della corte d’appello di Catanzaro risulta infatti ancora inottemperata – conclude Franchini – il dipendente Mancuso dovrà restituire tutto quanto, ivi comprese le retribuzioni che gli verranno corrisposte fino alla sentenza d’appello».
Il Quotidiano del Sud.
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