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La Uefa adotta la “regola Messi”: niente rosso per la mano davanti alla bocca, Ceferin smentisce Infantino

  • Postato il 2 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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La Uefa adotta la “regola Messi”: niente rosso per la mano davanti alla bocca, Ceferin smentisce Infantino

La UEFA prende una strada diversa rispetto alla FIFA e modifica l’applicazione di una delle novità arbitrali più discusse degli ultimi mesi. La cosiddetta “regola Messi”, diventata famosa per il gesto di coprirsi la bocca durante un dialogo in campo, non porterà automaticamente all’espulsione nelle competizioni europee. La decisione rappresenta una netta presa di posizione rispetto all’orientamento sostenuto dal presidente della FIFA Gianni Infantino. Saranno infatti gli arbitri a valutare caso per caso, evitando automatismi che hanno già fatto discutere durante il Mondiale.

La UEFA cambia rotta rispetto alla FIFA

Dopo l’introduzione della nuova norma da parte dell’IFAB e la sua applicazione al Mondiale, la UEFA ha deciso di non adottare lo stesso criterio nelle proprie competizioni. Nelle gare di Champions League, Europa League, Conference League, Nations League ed Europei, coprirsi la bocca durante una discussione con un avversario non comporterà automaticamente il cartellino rosso. Gli arbitri riceveranno invece indicazioni per valutare il contesto dell’episodio, distinguendo i casi realmente gravi da quelli riconducibili a semplice comportamento antisportivo. In assenza di elementi particolarmente rilevanti, la sanzione prevista sarà il cartellino giallo.

Il caso Vinicius ha dato origine alla nuova regola

L’origine della norma risale a un episodio avvenuto durante una partita di Champions League tra Real Madrid e Benfica. In quell’occasione Gianluca Prestianni parlò con Vinicius Junior coprendosi la bocca con la maglia, facendo nascere il sospetto di insulti discriminatori. Successivamente il giocatore argentino negò le accuse di razzismo, ma venne comunque sanzionato dalla UEFA per comportamento omofobo. L’episodio spinse l’IFAB a modificare il regolamento, ritenendo che il gesto di nascondere le labbra durante un confronto potesse rappresentare un elemento da punire con maggiore severità.

Al Mondiale le prime espulsioni hanno acceso il dibattito

La nuova interpretazione è stata applicata immediatamente durante il Mondiale, dove Miguel Almiron e Piero Hincapié sono stati espulsi per aver parlato a un avversario coprendosi la bocca in situazioni considerate conflittuali. In entrambi i casi non è emersa la prova di frasi offensive o discriminatorie, ma il semplice gesto è stato ritenuto sufficiente per l’espulsione. Proprio queste decisioni arbitrali hanno alimentato numerose polemiche, con diversi osservatori che hanno giudicato eccessivamente rigida l’applicazione della norma.

Più discrezionalità per gli arbitri europei

La scelta della UEFA rappresenta di fatto una smentita dell’impostazione sostenuta dalla FIFA e dal suo presidente Gianni Infantino. L’organismo europeo preferisce affidare maggiore responsabilità ai direttori di gara, chiamati a valutare il contesto e il contenuto del confronto prima di prendere un provvedimento disciplinare. Resta naturalmente la possibilità di aprire successivi procedimenti disciplinari qualora emergano comportamenti offensivi, discriminatori o razzisti. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra la tutela del rispetto in campo e l’evitare espulsioni automatiche per gesti che, da soli, non costituiscono necessariamente una violazione grave del regolamento.

Autore
Virgilio.it

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