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“La tratta delle bianche non è mai esistita, non c’entra con le sparizioni di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori”: il rapporto della commisione parlamentare d’inchiesta

  • Postato il 28 aprile 2026
  • Crime
  • Di Il Fatto Quotidiano
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In sintesi

La commissione parlamentare che indaga sulla scomparsa delle due adolescenti romane Emanuela Orlandi e Mirella Gregori nel 1983 ha pubblicato risultati sorprendenti. Secondo il rapporto ufficiale, la cosiddetta 'tratta delle bianche' non avrebbe mai rappresentato una realtà documentata, escludendo così questa ipotesi dai possibili scenari legati ai due casi di sparizione. Le investigazioni continuano su altre piste.

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“La tratta delle bianche non è mai esistita, non c’entra con le sparizioni di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori”: il rapporto della commisione parlamentare d’inchiesta

La “tratta delle bianche” non è mai esistita. A queste conclusioni è giunta la commissione parlamentare di inchiesta che indaga sulle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.

Quella della cosiddetta tratta, e soprattutto dei possibili intrecci con le due 15enni scomparse entrambe a Roma nel 1983, è stata oggetto della prima relazione sui casi Orlandi e Gregori, presentata oggi dalla commissione di inchiesta e redatta da un gruppo di lavoro che tra gli altri vede l’ex Magistrato Guido Salvini. Il rapporto si intitola “Emanuela Orlandi, Mirella Gregori e la pista delle ragazze scomparse” ed è stato presentato e messo ai voti per decidere se quella della tratta delle bianche sia una pista di reale interesse per risolvere i due casi di scomparsa. Il mistero delle due 15enni spesso è stato collegato ai numerosi casi adolescenti che non sono rientrate a casa nella provincia di Roma, tra il 26 marzo del 1982 e il 3 agosto del 1983.

L’esito della votazione

La relazione redatta dalla commissione aveva lo scopo di rispondere alla domanda: la pista del traffico sessuale di minorenni è esistita realmente, ed è legata alle scomparse di Emanuela e Mirella? No, a quanto pare. Dopo aver presentato e messo ai voti questa relazione, la commissione ha stabilito all’unanimità che “il fenomeno delle presunte giovani ragazze scomparse a Roma nei primi anni ’80 (…) non è in realtà mai esistito poiché tutte le ragazze sono state “identificate” e nessuna di queste è stata rapita o uccisa ma si è trattato, in sostanza, per loro di “allontanamenti volontari”. (fonte: Ansa). Si tratta in particolare, come appreso da una fonte del Fattoquotidiano.it di “177 soggetti di sesso femminili per cui risultava solouna denuncia di allontamanento”. Secondo la commissione nulla lascia emergere elementi comuni “tali da sostenere una regia o una matrice condivisa”, rispetto ai casi Orlandi-Gregori ma si tratterebbe più di un certo allarmismo mediatico che ha generato questa percezione comune, soprattutto negli anni ottanta.

La tratta delle bianche

A coniare l’espressione “tratta delle bianche” fu la rivista Panorama il primo agosto del 1983 nel servizio “Emanuela e le altre”. Ma l’interesse della commissione presieduta da Andrea De Priamo era sorto non da questo articolo ma da un rapporto della questura di Roma sulle tantissime ragazze scomparse a Roma in quegli anni. Lo stesso De Priamo nei giorni scorsi lo ha dichiarato al Tg1: “La nostra attenzione nasce da uno studio ha raccolto notizie sulle scomparse di un certo numero di ragazze per cui già all’epoca si era parlato di tratta delle bianche”. Tuttavia, “La pista delle ragazze scomparse – si legge quindi nelle conclusioni della relazione – deve ritenersi definitivamente ridimensionata come chiave interpretativa dei casi Orlandi e Gregori non emergendo elementi oggettivi idonei a sostenere l’esistenza di una regia comune o di un contesto criminoso unitario (…) Nessuno scomparve, in realtà. Pur tuttavia va rilevato che nella comprovata assenza delle 177 sparizioni albergano casi di ‘allontanamento volontario’ o anche presumibilmente forzato che si sono conclusi (quasi tutti tra agosto e settembre 83) senza scomparsa e le cui motivazioni restano ignote”.

A queste conclusioni fa eco la dichiarazione del vicepresidente della commissione Roberto Morassut: “Credo che nella ricostruzione completa delle vicende in esame da parte della Commissione sia stato giusto segnalarle nella Relazione, benché il loro significato risulti in un certo senso ridimensionato rispetto alle iniziali ipotesi di lavoro e di indagine”,

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Il Fatto Quotidiano

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