Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

La “Tazzina della legalità” a Vibo: «Le istituzioni non si piegano alla violenza»

  • Postato il 29 settembre 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 0 Visualizzazioni
  • 5 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

La “Tazzina della legalità” a Vibo: «Le istituzioni non si piegano alla violenza»

Il Quotidiano del Sud
La “Tazzina della legalità” a Vibo: «Le istituzioni non si piegano alla violenza»

Tappa a Vibo per la “Tazzina della Legalità” con numerose testimonianze, tra cui quelle di Laura Pugliese e Simona Scarcella. Al centro dell’iniziativa, il ruolo delle istituzioni, la forza della denuncia e la necessità di non lasciare soli amministratori, imprenditori e cittadini che si trovano a fronteggiare intimidazioni e pressioni.


VIBO VALENTIA – Una giornata di testimonianze, appelli e impegni per trasformare la legalità da principio proclamato in una pratica quotidiana è stato il senso della tappa di Vibo della “Staffetta della Legalità”, promossa dall’associazione culturale “La Tazzina della Legalità” insieme all’Amministrazione provinciale e ospitata nei giorni scorsi a Palazzo provinciale.

Al centro dell’iniziativa, il ruolo delle istituzioni, la forza della denuncia e la necessità di non lasciare soli amministratori, imprenditori e cittadini che si trovano a fronteggiare intimidazioni e pressioni.

La manifestazione, ha rimarcato il presidente Sergio Gaglianese, «non vuole essere semplicemente una tappa, una commemorazione, ma deve diventare la matrice di un riscatto. Il riscatto di Vibo, il riscatto della provincia, il riscatto di una Calabria che vuole smettere di subire e desidera tornare protagonista del proprio futuro».

TESTIMONI E TESTIMONIANZE

All’iniziativa, coordinata anche dalla vice presidente de “La Tazzina della Legalità” Mary Troiano, hanno aderito numerosi amministratori locali, tra cui i sindaci di Vibo Valentia, Pizzo, Mileto, Nicotera, Dasà, Monterosso Calabro, San Nicola da Crissa, San Gregorio d’Ippona, Brognaturo, Gioia Tauro, Isola di Capo Rizzuto e il Presidente della Provincia di Vibo, Corrado L’Andolina. È stata una presenza partecipata che ha attraversato territori e province diverse, assumendo un significato ancora più forte perché si è affiancata alla adesione di rappresentanti delle istituzioni regionali, delle forze dell’ordine, del mondo imprenditoriale, accademico, religioso e della società civile.

Appassionanti sono stati gli intervenuti dei testimoni di giustizia: Salvatore Barbagallo, Martino Ceravolo, Tiberio Bentivoglio, Patrizia Rodi Morabito, Raffaele Fazio, Laura Pugliese, don Angelo Facciolo, Pasquale Saccà e dei sindaci di Gioia Tauro, Simona Scarcella e di Isola di Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga. Hanno portato una testimonianza anche Vincenzo Neri, conduttore di Radio onda verde e gli agenti di scorta Mimmo Scordino e Pasquale Saccà. «Legalità è una idea che nasce in di difesa dei cittadini per gli abusi dello stato assolutistico – ha espresso il presidente L’Andolina -. Nel tempo questo paradigma si è rovesciato e l’idea di legalità ha assunto un significato completamente differente, di osservanza della legge da parte dei cittadini. Questo passaggio si è verificato in un momento di particolare debolezza della politica».

L’INTERVENTO DI LAURA PUGLIESE

La consigliera di Vibo Laura Pugliese, ancora nel mirino dei malviventi, ha ringraziato chi oggi partecipa per «dire con voce ferma che nessuno è solo. L’atto vile che abbiamo subito – ha ribadito l’esponente politico vibonese – non è solo un’offesa a una persona o a un’istituzione, è un attacco alla libertà di tutti noi. A chi pensa di piegarci con la paura, noi rispondiamo con la forza della nostra unione e alla luce del sole. Le istituzioni democratiche non si piegano alla violenza e la comunità è unita nella difesa della libertà di scelta e di azione dei suoi rappresentanti».

Laura Pugliese

SIMONA SCARCELLA RACCONTA LE INTIMIDAZIONI SUBITE

Della sua vicenda e delle minacce di morte ai figli ha parlato la sindaca Simona Scarcella, sostenendo che dopo le sue denunce alla prefettura, «la risposta è stata quella di mandare la commissione d’accesso. Se scrivi ancora – ha proseguito, raccontando delle intimidazioni subite – ti scanniamo i figli e il cane. Il mio figlio minore è diabetico e tutte le sere escono, con il cane, a camminare perché gli fa bene per la sua patologia, ma adesso sono chiusi in casa. Una mamma cosa deve fare, è più istituzione di un sindaco e poiché hanno toccato i miei figli io vado avanti, perché su questa cosa pretendo giustizia».

Simona Scarcella

L’APPELLO DI MARIA GRAZIA VITTIMBERGA

Da parte sua Maria Grazia Vittimberga ha detto che gli amministratori in Calabria hanno bisogno del sostegno delle istituzioni e non della cultura del sospetto: «Non abbiamo bisogno d’istituzioni ostili – ha espresso -, ma che ci diano coraggio per continuare ad amministrare in maniera serena. Noi siamo un presidio di legalità, impendendo che possano prendere il sopravvento i poteri forti. Facciamo un fronte comune perché se stiamo insieme, possiamo fare una narrazione diversa della Calabria».

L’INTERVENTO DI POLIMENI (PRESIDENTE COMMISSIONE ANTINDRANGHETA)

Infine, Marco Polimeni, presidente della Commissione contro il fenomeno della ‘ndrangheta, ha proposto un minuto di raccoglimento in onore alla memoria di Denise Cosco, figlia Lea Garofalo che si è tolta la vita a trentacinque anni. La mamma aveva la stessa età quando fu uccisa dalla ‘ndrangheta. Una dramma, una vita tremenda, un’oscurità che ci fa pensare, anche sentendo le storie raccontate qui, quanto alle volte si è impotenti e lo Stato fallisce, anche il giorno dopo».

Il Quotidiano del Sud.
La “Tazzina della legalità” a Vibo: «Le istituzioni non si piegano alla violenza»

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti