La 'tattica' ungherese e lo sblocco dei 90 mld per l'Ucraina
- Postato il 22 aprile 2026
- Estero
- Di Agi.it
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La 'tattica' ungherese e lo sblocco dei 90 mld per l'Ucraina
AGI - Gli ambasciatori degli Stati Ue hanno approvato il prestito da 90 miliardi di euro per l'Ucraina, e il ventesimo pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia. A dare la nortizia alla stampa un portavoce della presidenza cipriota dell'Ue, che aggiunge che entrambi i provvedimenti saranno ora approvati tramite procedura scritta con scadenza domani pomeriggio.
"Oggi sia il prestito di 90 miliardi di euro per l'Ucraina, sia il ventesimo pacchetto di sanzioni sono stati inseriti all'ordine del giorno degli ambasciatori dell'Ue e sono stati approvati a livello di Coreper", il comitato dei rappresentanti permanenti, afferma il portavoce.
Entro domani l'approvazione finale
Le misure "passeranno ora a una procedura scritta per la loro adozione finale da parte del Consiglio. La procedura scritta dovrebbe concludersi domani pomeriggio. La presidenza cipriota ha lavorato instancabilmente per garantire che l'Ue continui a sostenere con decisione l'Ucraina e a esercitare pressione sulla Russia", si afferma ancora. Se non dovessero emergere obiezioni da parte di uno Stato entro domani pomeriggio, entrambe le misure potranno considerarsi approvate.
La ripresa del trasporto di petrolio greggio
Il flusso di petrolio verso l'Ungheria attraverso l'oleodotto Druzhba è intanto ripreso da questa mattina alle 11.35. Lo annuncia sui social il ministro ungherese per gli Affari europei, Janos Boka."Abbiamo ottenuto la ripresa del trasporto di petrolio greggio attraverso l'oleodotto Druzhba. Secondo le informazioni a nostra disposizione, oggi alle 11.35 è ripreso il trasporto di petrolio greggio lungo l'oleodotto Druzhba dalla Bielorussia in direzione dell'Ucraina. In base ai calcoli, il petrolio potrebbe arrivare sul territorio dell'Ungheria già oggi, ma al più tardi domani mattina", ha spiegato il ministro.
La tattica ungherese e lo sblocco dei fondi
Secondo Boka, Budapest nelle ultime settimane ha cercato di "rompere il blocco ucraino dell'oleodotto Druzhba introdotto per motivi politici. Ciò ha portato anche a gravi conflitti all'interno dell'Ue, ma affrontarli non era evitabile nella difesa dell'interesse nazionale. L'Ungheria ha sempre rispettato il principio della cooperazione leale. Il blocco della linea di credito per l'Ucraina da 90 miliardi di euro non era un obiettivo, ma uno strumento per far valere i nostri interessi, reso necessario dal comportamento in mala fede dell'Ucraina", ha spiegato il ministro, proprio mentre da Bruxelles l'ambasciatore ungherese, insieme agli altri 26, ha dato il primo via libera al prestito per Kiev oltre che al nuovo pacchetto di sanzioni, il ventesimo, nei confronti della Russia.
"Il blocco petrolifero ucraino è stato superato. È stato dimostrato che l'Ucraina ha bloccato le forniture di petrolio per considerazioni politiche, ed è stato dimostrato anche che loro hanno esaurito prima i fondi di quanto noi abbiamo esaurito il petrolio. La tattica ungherese ha avuto successo", ha esultato Boka.
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