La storia del gattino Grub, affetto dalla sindrome di Sly, fa il giro dei social. La sua proprietaria: “La vita con lui è questione di qualità non di quantità”
- Postato il 3 maggio 2026
- Di Il Fatto Quotidiano
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Il suo piccolo corpo sembra in equilibrio precario e invece è perfettamente adattato al suo mondo. Stiamo parlando di Grub, un gattino diventato noto sui social, che convive con una rarissima patologia genetica. A raccontarne la storia è stato per primo il sito Bored Panda lo scorso 25 marzo, poi ripreso da altri media anglosassoni e arrivato nelle ultime settimane anche su quelli italiani. Ma più che la malattia, una mucopolisaccaridosi di tipo VII, nota come sindrome di Sly, a colpire è il rapporto costruito giorno dopo giorno con Stephanie, la donna che ha scelto di prendersene cura.
Non è stata sempre Stephanie a occuparsi del piccolo micio: quando i suoi precedenti proprietari si sono accorti che non cresceva normalmente lo hanno portanto in un rifugio e proprio il rifugio ha contattato un’organizzazione di recupero animali con cui Stephanie collaborava. Non si è decisa subito, la vita era già frenetica senza Grub. Eppure continuava a pensare a lui. Alla fine è andata a prenderlo: “Mi sono innamorata in 24 ore”.
La condizione di Grub incide soprattutto sullo sviluppo fisico: pesa poco più di due chili, ha ossa più fragili e una conformazione che lo costringe a muoversi in modo particolare. Anche gesti semplici richiedono attenzione. La respirazione, ad esempio, può diventare complicata e l’ambiente in cui vive deve essere costantemente adattato per evitare rischi.
Se qualcuno sta pensando che sia tutto questo a definire la quotidianità del micio si sbaglia: Stephanie racconta che è curioso, affettuoso, sempre desideroso di partecipare a quello che succede intorno a lui. Attraverso il profilo Instagram dedicato a lui, seguito da utenti in diversi Paesi, la sua storia ha iniziato a circolare sempre di più. Non grandi imprese o momenti eccezionali, ma frammenti di vita quotidiana: piccoli spostamenti, momenti di riposo, interazioni semplici. “La vita con lui è una questione di qualità, non di quantità”, ha spiegato Stephanie.
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