La storia del cimitero degli animali, diventato una discarica a cielo aperto di cani e gatti morti

  • Postato il 16 marzo 2026
  • Cronaca
  • Di Blitz
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Una vera e propria fossa comune di animali in un’area di campagna non lontana dall’autostrada A14, a Scossicci, tra Loreto e Porto Recanati, nelle Marche. La scoperta dell’area, venuta alla luce circa un mese fa, continua a scuotere il territorio marchigiano, considerando che alcun carcasse sono state trovate con zampe legate o teste decapitate. Sarebbero almeno 55 i corpi (tutti senza microcip) recuperati dai Carabinieri Forestali del Conero nella vegetazione. Sul caso è in corso un’indagine, coordinata dalla pm Stefania Ciccioli della Procura di Macerata, mentre le prime verifiche investigative si muovono tra il mondo degli allevamenti e quello dei cani da caccia, anche se il fascicolo resta formalmente contro ignoti.

La risposta della Federazione Italiana della Caccia

Massimo Buconi, presidente di Federcaccia, ha così commentato la notizia del ritrovamento della fossa comune: “Quanto sta circolando in queste ore, per altro su una scoperta risalente a più di un mese fa, è al solito imbarazzante e inaccettabile. Imbarazzante per i media, che invece di riportare una cronaca basata sulla realtà oggettiva dei fatti danno spazio a illazioni diffamatorie e ipotesi a senso unico colpevolizzando, ecco l’inaccettabile, come sempre una categoria intera di persone che con i propri cani hanno in realtà un legame emotivo e rapporti ben diversi da quelli che strumentalmente si cerca da anni di far passare per contribuire a disegnare il cacciatore come una figura spregevole e priva di sentimenti. Certo, nemmeno noi possiamo affermare il contrario”.

“Non abbiamo la prova  – aggiunge Buconi – per poter affermare che l’autore, o gli autori, di questo infame gesto evidentemente ripetuto nel tempo non sia un cacciatore, ma prima di pronunciarci aspettiamo siano gli inquirenti a fornire l’esito delle indagini. Auspichiamo quindi che chi sta indagando sui fatti ponga tutta l’attenzione e la cura necessaria ad individuare il prima possibile i responsabili. E posso assicurare che qualora venisse provato il coinvolgimento di appartenenti al mondo venatorio Federcaccia sarà la prima ad esprimere e non solo a parole la sua ferma condanna, mettendosi a fianco degli organi giudicanti. A chiacchiere, dicerie e maldicenze diamo invece il peso che hanno, ovvero nulla. Non possiamo esimerci però da richiamare gli organi di stampa a quel dovuto dovere deontologico della verità dei fatti, che dovrebbe guidare ogni loro articolo”.

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Autore
Blitz

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