La scelta più personale: perché Andrea Pirlo continua ad affidarsi a Roberto Baronio
- Postato il 26 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Andrea Pirlo ha avuto compagni più forti di Roberto Baronio. Ma nessuno è rimasto al suo fianco quanto lui. L’attesa fortifica. Se però diventa ansia, corrode. L’annuncio di Pirlo come nuovo commissario tecnico della Nazionale sembrava una formalità.
Invece il tempo si è allungato. Sono sopraggiunti fatti nuovi a fomentare malumori che erano già impennati: un legame di Pirlo con l’agenzia di scommesse russa Fonbet, ha suggerito al presidente della Figc, Giovanni Malagò, massima cautela.
È una partita che si sta sbrigando anche con gli avvocati: le indiscrezioni riportano nervosismo. Con Pirlo, attende anche l’amico di una vita, diventato il collaboratore fidato e prezioso. Roberto Baronio, classe 1979, figlio della provincia bresciana. Pirlo e Baronio si conoscono da sempre.
- Quando la carriera di Pirlo sembrava fosse il destino di Baronio
- Il gol di Baronio a Buffon nel torneo di Viareggio del 1996
- Pirlo e Baronio tra Reggina e Italia U21
- L'intuizione di Mazzone riscrive i termini del paragone
- Pirlo e Baronio diventano allenatori
- La scelta più personale di Andrea Pirlo
Quando la carriera di Pirlo sembrava fosse il destino di Baronio
Per qualche anno, tra Brescia e Reggio Calabria, sembrava che il futuro del ruolo di regista avesse un nome preciso: quello di Baronio. Andrea Pirlo era il suo compagno di squadra. Il calcio è pieno di destini che si incrociano. Qualche volta anche il calcio si incaglia tra prospettive che vengono stravolte. Più raramente riesce a farsi veicolo di legami autentici, duraturi, inscalfibili.
Quello tra Roberto Baronio e Andrea Pirlo nasce negli stessi campi.
Brescia, primi anni Novanta. La prima squadra vive tra Serie A e Serie B, ma dietro le difficoltà del calcio dei grandi cresce una generazione destinata a lasciare un segno. Il settore giovanile diventa il patrimonio più prezioso della società.
Tra i ragazzi che nei pomeriggi di allenamento entrano dal cancello del centro sportivo del Brescia c’è Roberto Baronio. Arriva da Manerbio e ha qualità già evidenti: tecnica, personalità e la capacità naturale di leggere il gioco. Accanto a lui, un altro talento bresciano, Andrea Pirlo. Stessa maglia, stessi maestri: due percorsi che condividono radici profonde.
Il gol di Baronio a Buffon nel torneo di Viareggio del 1996
Tra il 1995 e il 2000 Baronio conquista rapidamente spazio e attenzione. Esordisce in Serie A il 23 aprile 1995, a 17 anni, e nella stagione successiva guida la Primavera del Brescia alla conquista del Torneo di Viareggio, uno dei principali appuntamenti del calcio giovanile internazionale.
La finale contro il Parma di Gianluigi Buffon del 19 febbraio 1996 diventa il simbolo delle aspettative. Il Brescia vince 3-1 e Baronio firma la terza rete con un pallonetto da oltre quaranta metri: è la giocata che racconta di un ragazzino già pronto per il palcoscenico maggiore.
Pirlo e Baronio tra Reggina e Italia U21
La Lazio di Sergio Cragnotti punta su di lui e investe 6,5 miliardi di lire per portarlo a Roma. Baronio entra nel calcio dei grandi come uno dei giovani registi italiani più interessanti della sua generazione.
Il percorso lo porta alla Reggina nella stagione 1999-2000, dove ritrova Andrea Pirlo. Due ragazzi bresciani diventano il motore della squadra appena promossa in Serie A. Condividono la stanza nei ritiri, lavorano sulle punizioni dopo gli allenamenti e costruiscono un legame destinato a proseguire nel tempo.
A Reggio Calabria, Baronio è il regista che riceve il primo pallone, detta i tempi, organizza il gioco. Pirlo porta creatività e fantasia, ancora alla ricerca della definitiva collocazione tattica. Franco Colomba descrive così: “Avevo due fonti di gioco: Andrea più geniale, Roberto dispensatore e anche incontrista”.
La loro sintonia prosegue nell’Italia Under 21 di Marco Tardelli. Nell’estate del 2000 conquistano il titolo europeo: nella finale contro la Repubblica Ceca, Pirlo firma la doppietta decisiva e Baronio guida il centrocampo degli Azzurrini.
L’intuizione di Mazzone riscrive i termini del paragone
Il percorso di Baronio prosegue tra Lazio, Fiorentina, Perugia, Chievo, Udinese, Brescia e Atletico Roma. Con la maglia biancoceleste conquista quattro trofei e raccoglie 114 presenze complessive. La sua carriera racconta oltre 220 presenze in Serie A.
Pirlo, invece, rientra all’Inter, dove trova poco spazio. Nel gennaio 2001 torna al Brescia ed è lì che Carlo Mazzone ha un’intuizione. Chiede al presidente Gino Corioni di non cederlo e decide di arretrarlo stabilmente davanti alla difesa. “Più lo vedevo e più rimuginavo: io a questo gli cambio il ruolo”, racconterà anni dopo.
È la scelta che cambia la storia del calcio italiano. Il ruolo che aveva caratterizzato Baronio diventa l’identità definitiva di Pirlo, che da regista arretrato costruisce una carriera straordinaria con Milan, Juventus e Nazionale, culminata con il titolo mondiale del 2006.
Il rapporto tra i due resta uno degli elementi più forti della loro storia. Baronio ha sempre raccontato Pirlo con ammirazione: “Come giocatore non mi sono mai avvicinato a lui. Mai nessuna invidia”.
Pirlo e Baronio diventano allenatori
Nel 2020 Pirlo sceglie Baronio per accompagnarlo nella nuova avventura da allenatore alla Juventus. La chiamata rappresenta la continuità di un rapporto costruito in oltre vent’anni: “Mi ha telefonato: io quasi svenuto, lui calmo come sempre”, ha raccontato Baronio.
Da quel momento il loro percorso prosegue insieme: Fatih Karagümrük, Sampdoria, United FC. Ogni nuova sfida di Pirlo ha trovato in Baronio un punto di riferimento tecnico e umano. Sarà così anche se arrivasse la chiamata della Nazionale.
Roberto Baronio oggi è il vice di Andrea Pirlo nello United FC. La sua storia parte da Brescia: per qualche anno il futuro del ruolo di regista sembrava avesse un nome preciso. Il suo. Invece a Mazzone arriva un’intuizione: cambia tuttoa.
La scelta più personale di Andrea Pirlo
C’è un’istantanea conservata negli archivi della memoria di chi c’era: quella di Pirlo e Baronio che, da ragazzi, entrano dallo stesso cancello del centro sportivo del Brescia. Pirlo sembra il meno pronto dei due: diventa uno dei più grandi centrocampisti della storia. Su Baronio avrebbero scommesso in tantissimi: chiude con una carriera che non è esplosa.
Il calcio ha cambiato il destino di Roberto Baronio. Andrea Pirlo non ha mai cambiato idea su di lui.