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In sintesi
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Oltre ad avere la fama di "animale più brutto del mondo", nonché di essere una specie particolarmente violenta capace di praticare persino lo schiavismo, l'eterocefalo glabro è anche uno dei pochissimi mammiferi eusociali: stabilisce colonie simili a quelle delle api, nella quale i compiti sono strettamente divisi tra esemplari e, soprattutto, c'è una sola regina che si riproduce, mentre le altre femmine sono sterili. La domanda che ci poniamo da tempo è: come fa? Ebbene, un team del Max Delbrück Center for Molecular Medicine di Berlino l'ha finalmente scoperto, e ha pubblicato i risultati su Nature.
. La molecola regale
La scoperta è stata quella che gli stessi autori dello studio definiscono "la spiegazione di un mistero di vecchia data", ed è arrivata quasi per caso. "Quasi" nel senso che il team voleva investigare il profilo chimico delle sostanze emesse dall'eterocefalo, nella speranza di capire se conducesse a una spiegazione sul meccanismo per cui le regine sono le uniche femmine fertili delle loro colonie.
Nel corso dell'identificazione delle sostanze chimiche prodotte dall'eterocefalo, il team è incappato in una particolarmente promettente, perché presente solo nelle regine e quasi assente nelle altre femmine: si chiama miristato di isopropile (IPM) ed è un liquido inodore e incolore che le femmine di eterocefalo producono in grande quantità soprattutto durante il periodo di ovulazione.. Il fatto che l'IPM fosse un'esclusiva delle regine ha spinto il team a sperimentare con la sostanza. La prima cosa che hanno scoperto è che la sua presenza stimola i neuroni olfattivi delle femmine sterili: a questo punto hanno provato a rimuoverne alcune dalla colonia, e a bloccare la capacità di annusare in altre.
In entrambi i casi, le femmine hanno smesso di produrre un ormone chiamato prolattina, che è legato alla loro sterilità: senza esposizione all'IPM, anche le femmine non riproduttive sono riuscite ad accoppiarsi con dei maschi.. Non solo l'eterocefalo
Insomma, una singola sostanza è tutto quello che serve alla regina per stimolare nelle "suddite" la produzione di un ormone che le rende sterili; e al contrario, una volta tolto l'IPM tutte le femmine si sono rivelate delle potenziali regine.
È solo il primo passo per capire come funziona davvero l'eusocialità nell'eterocefalo: per esempio, non sappiamo ancora come mai l'IPM abbia effetto sulle altre femmine ma non su quella che lo produce, e come fa quindi la regina a rimanere tale nonostante l'esposizione a una sostanza "bloccante".. Sembra comunque chiaro che l'IPM ha un ruolo decisivo nella struttura sociale dell'eterocefalo – e non solo: il team ha sperimentato anche con altri Batierigidi, cioè specie della sua stessa famiglia, e ha scoperto che anche il genere Fukomys produce questa sostanza.
Considerato che almeno una specie di Fukomys è eusociale, è possibile che l'IPM possa essere un metodo diffuso tra i mammiferi per regolare il comportamento riproduttivo di un gruppo sociale, e il suo uso potrebbe essere più diffuso di quanto pensassimo..
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