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La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 28 aprile

  • Postato il 28 aprile 2026
  • Politica
  • Di Blitz
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  • 3 min di lettura
In sintesi

La giornata del 28 aprile si caratterizza per importanti sviluppi nel panorama politico italiano. Le prime pagine dei quotidiani nazionali evidenziano una serie di questioni cruciali che riguardano le istituzioni, con particolare attenzione alle richieste formulate dal Quirinale nei confronti del ministero. Le verifiche avviate rappresentano un momento significativo nel dibattito politico contemporaneo, riflettendo la costante tensione tra i diversi poteri dello Stato e le loro responsabilità costituzionali.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 28 aprile

Sono diverse le notizie di oggi in apertura sui quotidiani: dalle verifiche richieste dal Quirinale al ministero della Giustizia riguardo alla grazia concessa a Nicole Minetti, ai negoziati fra Iran e Stati Uniti. Spazio anche alla sparatoria nella notte fra sabato e domenica durante un evento a cui ha partecipato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Hormuz, i dubbi Usa sull’offerta dell’Iran (e il ruolo di Putin)”, è l’apertura del Corriere della Sera. “Minetti, il caso Colle-Nordio”, titola La Stampa. “La grazia alla Minetti finisce al Var”, è invece la prima pagina di Libero.

La rassegna stampa di oggi: 

“Grazia Minetti, il Quirinale contro Nordio” (La Repubblica).

“Hormuz, i dubbi Usa sull’offerta dell’Iran (e il ruolo di Putin)” (Il Corriere della Sera).

“La pace va difesa senza crearsi alibi”, di Angelo Panebianco: “Porgere l’altra guancia? Ricapitolando quanto dicono unanimemente i vari sondaggi esiste una maggioranza, sia pure relativa, di italiani contraria a aumenti della spesa militare, favorevole a riacquistare il gas russo (e al diavolo gli ucraini), contraria a inviare navi militari nello stretto di Hormuz per bonificare-sorvegliare l’area dopo un eventuale consolidamento della tregua. Tutto ciò richiama alla memoria una celebre battuta attribuita a un fumettista, Walt Kelly: «Ho incontrato il nemico: siamo noi». L’atteggiamento di tanti italiani si riassume così: noi vogliamo solo tirare a campare qui e ora. Di che cosa accade intorno a noi e, persino, di cosa potrebbe accadere al nostro stesso Paese in un prossimo futuro non ci importa nulla”.

“Minetti, il caso Colle-Nordio” (La Stampa).

“Decreto lavoro, arrivano i bonus 2.0 per donne, giovani e Zes Unica” (Il Sole 24 ore).

“Minetti, la grazia diventa un caso” (Il Messaggero).

“Il rischio America in preda alla paura”, di Angelo De Mattia: “L’attentato contro la cena di gala dei giornalisti con Trump o ,più direttamente, contro Trump può aprire uno scenario nuovo, se si ricordano i riflessi, positivi per il Presidente, dell’altro attentato, quello subito dal Tycoon nel corso della campagna elettorale, in verità, un attentato più chiaro nella sua offensività e, dunque, non suscettibile di interpretazioni anche scettiche che ora pur sono presenti in alcune parti della cittadinanza. Non può, tuttavia, negarsi la gravità chè tale resterebbe, sia pure in una veste diversa, anche se dovesse emergere qualche ipotesi di ben studiata riduzione dei controlli per l’accesso alla sala dove era iniziata la cena”.

“Trump e la violenza Dem: Folli, io non sono un re” (Il Giornale).

“Cronaca vera” (Il Manifesto).

“Grazia e disgrazia” (Il Fatto Quotidiano).

“Grazia, graziella…”, di Marco Travaglio: “ra che Mattarella ha letto il Fatto, ha capito di essere stato buggerato sulla grazia frettolosa e clandestina alla Minetti e ha scaricato Nordio che gli aveva confezionato il pacco farlocco, la cosiddetta informazione può finalmente raccontare agli italiani quello che i lettori del Fatto sanno da diversi giorni”.

“Sicurezza di carta” (Avvenire).

“La grazia alla Minetti finisce al Var” (Libero).

“Preché bisogna tutelare Presidente e Guardiasigilli”, di Mario Sechi: “L’ufficio complicazioni della nostra Repubblica è sempre aperto, l’ultimo caso è eccezionale nell’ipotesi, vedremo se lo sarà anche nelle conclusioni: in sostanza, la grazia concessa dal Presidente Sergio Mattarella a Nicole Minetti sarebbe viziata da un problema a monte, cioè la falsità dei fatti sui quali si è basata la richiesta di clemenza. Bisogna dire subito che la grazia è un potere esclusivo del Presidente della Repubblica…”.

“Mattarella, che disgrazia. Ora si pente della Minetti” (La Verità).

“Minetti manda in tilt le istituzioni. La grazia fu gestita da Bartolozzi” (Domani).

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Autore
Blitz

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