“La procura non ci ha avvertiti dell’archiviazione di Bellini”: la protesta dei familiari delle vittime delle stragi

  • Postato il 3 aprile 2025
  • Mafie
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Non sono stati avvertiti dalla procura di Firenze della richiesta di archiviazione avanzata nei confronti di Paolo Bellini. È un comunicato di protesta quello diffuso dal Coordinamento nazionale delle Associazioni dei familiari delle vittime delle stragi, dopo aver appreso dell’archiviazione dell’ex esponente di Avanguardia nazionale, indagato per la strage di via dei Georgofili. “La legge prevede che, per i delitti commessi con violenza alla persona (art.408, comma 3° bis CPP), l’avviso della richiesta di archiviazione è in ogni caso notificato, a cura del Pubblico Ministero, alla persona offesa. La Procura di Firenze, invece, non ha provveduto a avvisare le vittime e i loro familiari, imposto dalla legge, così cancellando perfino l’esistenza delle vittime delle stragi e negando la possibilità di proporre opposizione alla richiesta di archiviazione”, si legge nella nota firmata, tra gli altri, anche da Salvatore Borsellino e Paolo Bolognesi.

“Quello che preoccupa è che quanto avvenuto, da ultimo, a Firenze nel procedimento per le stragi del 1993/94, è solo l’ultimo capitolo di un diffuso, ‘cattivo costume‘. Anche a Caltanissetta, più volte i familiari delle vittime delle stragi di Capaci e di via D’Amelio sono stati tenuti all’oscuro dalla Procura della Repubblica della avvenuta proposizione di richieste di archiviazione sulle due stragi. L’ultimo episodio del genere riguarda l’archiviazione, decretata dal gip di Caltanissetta su conforme richiesta della Procura della Repubblica, del procedimento contro ignoti relativo all’eventuale coinvolgimento nella strage di Capaci anche di soggetti gravitanti nelle formazioni eversive di destra, tra cui Stefano Delle Chiaie, già deceduto, archiviato dal Gip di Caltanissetta il 23 aprile 2024″, prosegue la nota stampa. Anche nel caso dell’inchiesta di Caltanissetta, i familiari delle vittime spiegano di aver appreso “solo dai giornali”. “Si tratta con tutta evidenza di una ormai ripetuta sottrazione alle vittime delle stragi di prerogative che sono loro riconosciute dalla legge”, spiegano ancora.

Sul punto dell’archiviazione di Bellini, il Coordinamento delle associazioni si chiede “come si possa parlare di assoluta mancanza di riscontri circa i legami con destra eversiva, laddove invece proprio la inquietante presenza di Bellini, peraltro ampiamente accertata in atti giudiziari, costituisca una tragica costante che collega le stragi che hanno insanguinato il nostro paese e, la sua figura, sia emblematica della collusione terroristica ed eversiva tra servizi segreti, neofascisti, criminalità organizzata e massoneria”. I parenti delle persone uccise nelle stragi di mafia e terrorismo esprime dunque “forte preoccupazione, ritenendo che questa diffusa pratica, oltre che contraria alla legge, eticamente del tutto inaccettabile, sia sempre piu frequentemente accompagnata da ripetute manifestazioni di ostilità e di insofferenza, di cui si sono resi protagonisti taluni esponenti del mondo politico-istituzionale, contro le Associazioni dei familiari delle vittime o contro singoli loro rappresentanti”. La nota, accompagnata da venti firme, conclude: “Riteniamo che quanto sta accadendo non possa essere sottovalutato e pertanto, quale espressione delle associazioni e familiari di vittime delle stragi, questo Coordinamento nazionale denuncia all’opinione pubblica la gravità della situazione, riservandosi di porre in atto ogni iniziativa finalizzata a interrompere la sistematica operazione di espulsione delle vittime dai procedimenti giudiziari e dal dibattito pubblico”.

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Il Fatto Quotidiano

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