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La prima pista di orme di un T-rex adulto

  • Postato il 16 settembre 2026
  • Di Focus.it
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In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

La prima pista di orme di un T-rex adulto
Circa 11.000: è il numero di fossili di dinosauri scoperti ad oggi in tutto il mondo. Quattro: è il numero di orme che compongono l'unica pista di T-rex mai ritrovata. La scoperta, avvenuta nel 2025 nella Hell Creek Formation, in North Dakota (USA), e dettagliata in uno studio pubblicato sul Journal of Vertebrate Paleontology, è importante perché, come spiega Tyler Lyson, uno degli autori, se è vero che «le ossa ci raccontano moltissimo su questi animali, le impronte fossili catturano un istante del loro comportamento».. Passi lenti e ben distesi Le quattro orme, due della zampa destra e due della sinistra, misurano ognuna circa un metro di lunghezza per 60-80 centimetri di larghezza e si trovano a circa quattro metri di distanza l'una dall'altra. Insieme formano una pista lunga circa sette metri, calpestata attorno ai 66,5 milioni di anni fa, poco prima dell'estinzione dei dinosauri non aviani. Analizzando le orme e la loro distanza, gli studiosi hanno potuto stimare la velocità del T-rex, scoprendo che non andava certo di corsa: la sua andatura era di circa 5,4-7,2 km/h (una velocità pari a quella di una camminata veloce per un umano).. Un aspetto interessante è il modo in cui le orme si sono conservate fino ai giorni nostri. Il passaggio del dinosauro lasciò le impronte nel terreno ancora morbido: poi le acque sotterranee ricche di carbonato di calcio ne favorirono la cementazione, formando dure concrezioni di arenaria attorno alle impronte. Con il tempo, l'erosione consumò la roccia più tenera circostante, lasciando esposte queste concrezioni, che oggi conservano le orme come rilievi nella pietra.. Ulteriori scavi improbabili La pista di impronte affiora proprio sul bordo di un rilievo d'argilla facilmente erodibile e scivoloso quando bagnato. Questo dettaglio geologico è importante: se il T-rex ha fatto altri passi, com'è probabile dal momento che non si trattava di uno pterodattilo, le relative orme non sono scomparse ma dovrebbero essere sepolte più in profondità, sotto un consistente strato di roccia e sedimenti accumulatisi nei milioni di anni successivi.. Per riportarle alla luce servirebbe rimuovere una grande quantità di materiale sovrastante − un'operazione complessa, costosa e dall'esito incerto, dato che le eventuali impronte aggiuntive potrebbero comunque rivelarsi troppo danneggiate per fornire nuove informazioni. Per questo motivo gli autori dello studio ritengono che ulteriori scavi in questo sito siano difficilmente realizzabili..
Autore
Focus.it

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