Tuttiquotidiani e completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

La prima mappa in 3D del clitoride

  • Postato il 5 aprile 2026
  • Di Focus.it
  • 0 Visualizzazioni
La prima mappa in 3D del clitoride
A causa dei numerosi tabù culturali di un mondo che lo riduce a una "versione ridotta del pene" (ebbene sì, è questa la definizione che ne dà la 38ma edizione del 1995 del Gray's Anatomy, uno dei manuali di anatomia per eccellenza), il clitoride è uno degli organi meno studiati al mondo. Oggi, finalmente, quasi trent'anni dopo il collega maschile, abbiamo una mappa completa anche di quest'organo genitale femminile. I risultati, pubblicati su BioRxiv e non ancora sottoposti a revisione tra pari, correggono alcuni errori presenti nei manuali di anatomia e potrebbero migliorare le tecniche chirurgiche nella zona pelvica, riducendo il rischio di danni nervosi involontari.. Nuove scoperte ed errori corretti. Per giungere alle loro conclusioni i ricercatori hanno utilizzato una tecnica avanzata di imaging a raggi X su due pelvi femminili, che hanno indagato post-mortem. Le scansioni mostrano una struttura molto più complessa di quanto ipotizzato fino ad ora, composta da cinque rami nervosi (il più largo misura 0,7 mm) che si diramano all'interno del glande clitorideo. Alcune di queste ramificazioni raggiungono il monte di Venere (il cuscinetto di tessuto che si trova sopra l'osso pubico), il cappuccio clitorideo e le labbra, aree finora non considerate parte della rete nervosa del clitoride.. La nuova mappa 3D corregge, inoltre, un errore dei libri di anatomia. Finora si credeva infatti che il nervo dorsale, il principale nervo sensitivo del clitoride, si assottigliasse e "spegnesse" avvicinandosi al glande: le immagini mostrano invece che rimane attivo fino all'estremità.. Informazioni importanti per la chirurgia. Comprendere a fondo l'anatomia di un organo così importante ci permette di migliorare gli interventi chirurgici nella zona pelvica, riducendo i possibili danni. È, in particolare, rilevante per la chirurgia ricostruttiva che si pratica in seguito alla mutilazione genitale femminile, subita da oltre 230 milioni di donne in Asia, Africa e Medio Oriente, che nella sua versione più diffusa prevede la rimozione parziale o totale del clitoride e/o del cappuccio clitorideo, con conseguenze per la salute anche gravi.. Oltre a questo, lo studio potrebbe essere utile per migliorare la chirurgia del cancro vulvare, la chirurgia di riassegnazione di genere e gli interventi estetici genitali come la labioplastica, aumentati a livello globale del 48% tra il 2020 e il 2024..
Autore
Focus.it

Potrebbero anche piacerti