La nuova strategia di Trump per 'strangolare' l'Iran
- Postato il 19 agosto 2026
- Estero
- Di Agi.it
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La nuova strategia di Trump per 'strangolare' l'Iran
Per settimane, Donald Trump ha cercato, senza molto successo, di ottenere sviluppi positivi nei rapporti con l'Iran. Ieri, sostiene la Cnn, sembra aver adottato un nuovo approccio. Secondo un funzionario statunitense, il presidente degli Stati Uniti ha ordinato ai principali inviati dell'amministrazione di interrompere i colloqui con l'Iran.
Funzionari della Casa Bianca hanno recentemente comunicato agli alleati politici di aver cambiato strategia: l'obiettivo non sarebbe più "colpire l'Iran il prima possibile" ma "strangolarlo" gradualmente, secondo una fonte a conoscenza dei fatti. Invece di affermare che i colloqui stavano procedendo bene e che un nuovo accordo era imminente, come aveva ripetutamente sostenuto da quando il cessate il fuoco firmato a giugno era fallito, Trump ha annunciato che non era in corso alcuna attività diplomatica.
L'annuncio di Trump sui social
"Non ci sono colloqui o conversazioni in corso, ne' programmate, con la Repubblica Islamica dell'Iran", ha scritto Trump sui social media. "Il blocco navale rimane pienamente in vigore. Lo Stretto di Hormuz e' aperto e operativo. Tutte le mine acquatiche sono state rimosse o fatte brillare. Grazie per l'attenzione".
Di fatto, il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz rimane ridotto al minimo e le navi che attraversano questa via navigabile strategica continuano a essere bersagliate da proiettili iraniani. Eppure, frustrato dagli infruttuosi tentativi di riaprire il canale e di fronte alle crescenti domande sul prezzo che l'impopolare guerra ha imposto alle forze armate statunitensi, sostiene l'emittente Usa, Trump sta dando segnali di essere pronto a prendere le distanze dal conflitto.
Funzionari hanno dichiarato che l'ordine impartito da Trump al suo team negoziale, che comprende il vicepresidente JD Vance e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, di non intavolare trattative con Teheran è giunto dopo alcuni "colloqui positivi" con il Paese. Tuttavia, Trump non è ancora soddisfatto della riluttanza di Teheran a cedere alle sue richieste, hanno aggiunto i funzionari. Vuole aspettare che i leader del Paese segnalino una rinnovata disponibilità a raggiungere l'accordo che sta cercando prima di riprendere i negoziati.
La versione più ottimistica di Kushner
Il giorno prima del post di Trump sui social media, Kushner aveva offerto una valutazione più ottimistica dei negoziati durante il suo viaggio in Medio Oriente. In un'intervista a Fox News, aveva affermato che i colloqui tra Stati Uniti e Iran erano "probabilmente piu' solidi" che mai, aggiungendo che la delegazione americana stava parlando con diverse figure all'interno del regime. "Si stanno impegnando in modo molto deciso e questo e' piuttosto positivo", aveva detto, aggiungendo: "Stiamo avendo conversazioni molto positive e attive". I funzionari iraniani hanno ripetutamente smentito di essere impegnati in colloqui diretti con gli Stati Uniti.
Lo scontro con l'Oman
Trump in precedenza aveva espresso la sua rabbia per le smentite. Inoltre, dietro le quinte, si è mostrato sempre più insoddisfatto dei contorni che stanno emergendo dell'accordo che l'Iran sta cercando di raggiungere con l'Oman sulla gestione del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo fonti a conoscenza della questione. Questa settimana Trump si è scagliato contro l'Oman, minacciando di bombardare la nazione del Golfo, nonostante quest'ultima sia da decenni un partner strategico degli Stati Uniti.
"Non credo si siano comportati molto bene, ma li gestiremmo con molta facilità, proprio come facciamo con gli altri", ha dichiarato lunedì ai giornalisti nello Studio Ovale. Sia l'Iran che l'Oman si affacciano sullo stretto e l'accordo, così come descritto dai funzionari regionali, attribuirebbe a ciascun Paese il controllo sul traffico in entrata e in uscita dal Golfo Persico. All'interno della Casa Bianca serpeggia la preoccupazione che il piano, non ancora definitivo, possa rafforzare il controllo iraniano sulla via navigabile, sostiene la Cnn.
Alcuni funzionari ritengono che l'Oman si sia mostrato più favorevole all'Iran che agli Stati Uniti nei negoziati, anziché agire come partner neutrale. Tra le proposte a cui Trump e gli alti funzionari statunitensi si oppongono vi è la riscossione di pedaggi dalle navi che intendono transitare nello stretto. Trump ha insistito sul fatto che non debbano essere imposti pedaggi o altri pagamenti, ma alcune versioni dell'accordo circolate includono oneri legati alla protezione ambientale o alla sicurezza.
Gli obiettivi di Washington e di Trump
Non è così che Trump immagina il funzionamento del canale, prosegue l'emittente Usa. Desidera un accordo che ripristini completamente il passaggio allo stato prebellico, quando il traffico attraverso la via navigabile internazionale era illimitato. La sua amministrazione ha ripetutamente affermato che consentire a qualsiasi nazione di esercitare il controllo sullo stretto creerebbe un pericoloso precedente.
Il ripristino del traffico nello stretto è diventato la sfida centrale della guerra, sebbene Trump abbia affermato questa settimana che il suo obiettivo principale rimane quello di impedire all'Iran di ottenere armi nucleari. Si prevede che gli Stati Uniti imporranno presto nuove pesanti sanzioni all'Iran, forse già questa settimana, secondo quanto affermato da funzionari statunitensi. Funzionari militari, tra cui il segretario alla Difesa Pete Hegseth, hanno affermato che le forze americane nella regione sono pronte a far rispettare a tempo indeterminato il blocco statunitense dei porti iraniani.
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