Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

La Madonna del Palio diventa transgender

  • Postato il 12 agosto 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 6 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

La Madonna del Palio diventa transgender
La Madonna del Palio diventa transgender

Anche chi segue da lontano il Palio di Siena e le vicissitudini ad esso legate si sarà fatto l’idea di una “creatura” viva eppure tenacemente legata alle proprie consuetudini, codificate dagli uomini e dal tempo, indispensabili per mantenerlo in vita nonostante venga fatto parecchio, sia sul tufo sia in altre “stanze”, per sabotarlo. C’è chi lo fa anche involontariamente (e allora il dolo o la negligenza andrebbero caricate su chi glielo permette) e stavolta succede all’artista rumena Teodora Axente, incaricata di realizzare il drappellone di questo agosto 2026. A un grande “cencio” (in gergo così chiamato il palio) viene chiesto di tenere insieme il sacro (perché ogni volta è dedicato alla Madonna: a quella di Provenzano il 2 luglio, all’Assunta il 16 agosto), il popolo e la città. Con un trattamento di riguardo al protagonista indiscusso e più amato, il cavallo. All’artista viene lasciata libertà espressiva, ma deve ricordare che si confronta con un oggetto che è insieme simbolo religioso, emblema civico, memoria storica e patrimonio identitario delle Contrade.

Per questo motivo l’originalità non può diventare fine a se stessa, né la ricerca stilistica può prevalere sul dovere di comunicare con chiarezza l'anima della festa. Se il cencio è un supporto da galleria d’arte contemporanea su cui calare, in maniera autoreferenziale, il proprio armamentario di ossessioni formali e linguaggi metamorfici, allora la sperimentazione diventa un azzardo sguaiato. E fallito. L’opera della Axente è un fiasco proprio nella traduzione di questi elementi simbolici nel linguaggio richiesto dalla sensibilità della città, già interdetta per il palio di luglio firmato da Ismaele Nones. Il cavallo è sparito, le contrade appaiono entità surreali e impersonali. Ma il punto di rottura più sconcertante risiede proprio nella figura apicale del dipinto, la Madonna. Nella cupezza della cromia complessiva (mentre Siena è anima e colori), la Vergine, che per il popolo senese è Advocata e madre protettrice, appare priva di ogni grazia e dolcezza mariana. Le fattezze del volto risultano fortemente mascolinizzate, rigide e quasi androgine. Siamo al Palio gender e questa proprio non ce l’aspettavamo. “È un Madonno”, dicono a Siena, ma vanno anche oltre, con ferocia toscana: “Pare un omo”, che nel senese quotidiano vuol dire maschio senza alcun doppiosenso, ma in questo caso...

DEPISTAGGI A questo si aggiunge un’esasperazione simbolica che per essere contestualizzata richiede uno sforzo di intellettualismo accademico. La fusione metamorfica tra i cherubini (ma paiono più degli orrendi piccioni...) e le figure ittiche, elemento caratteristico del percorso personale dell’Axente, appare un’incursione estranea. E pensare che il pesce dovrebbe richiamare la simbologia cristologica... Depistaggi artistici già avvenuti in passato, vedi lo sgradito palio di Fernando Botero del 2002, dove le sue inconfondibili e voluminose anatomie trasformarono la Vergine e i personaggi in figure percepite come sproporzionate e goliardiche; vedi Renato Guttuso nel 1971 o di Jean-Michel Alberola nel 1995, mal digeriti per astrattismo e espressionismo ritenuti troppo ermetici. La Siena smontata e rimontata dalla Axente - non certo Leonor Fini - sulla quale incombono nuvoloni neri, dovrebbe essere un rimando al quinto centenario della Battaglia di Camollia (sconfitti l'esercito del Papa e i fiorentini, ultima vera gloria militare della storia comunale e repubblicana senese, con riverberi anche sugli equilibri statali europei dell'epoca), qui si ha solo la sensazione di tempi bui in arrivo per questa festa che per sopravvivere e cambiare dovrebbe rimanere sempre più fedele a se stessa, aprirsi proteggendosi, facendosi bandiera di fede, di appartenenza e di storia civica. A volte, pare proprio non sia così.

Continua a leggere...

Autore
Libero Quotidiano

Potrebbero anche piacerti