La Liguria ci riprova: Sarzana “l’impavida” candidata a Capitale della Cultura 2028

  • Postato il 19 febbraio 2026
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  • Di Genova24
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Generico febbraio 2026

Natura, arte, storia e artigianato che attraversano il territorio da Luni a Ventimiglia: la Liguria riprova a proporsi come regione ospite della Capitale della Cultura nel 2028, e lo fa con Sarzana, “l’impavida”, capofila di una candidatura diffusa.

Simbolo della candidatura è il martin pescatore, scelto come “Virgilio” nel video che verrà presentato venerdì prossimo al ministero della Cultura nel corso di un’audizione decisiva. L’audizione sarà supportata, oltre che dal filmato, da una programmazione artistica che fa di Sarzana il perno di un sistema culturale diffuso.

Il dossier “Sarzana Capitale della Cultura 2028”

Il dossier “Sarzana 2028”, cui ha collaborato Genova Liguria Film Commission, ha aggregato le principali istituzioni culturali liguri. Accanto alla città si schierano le principali realtà culturali liguri, a partire dalla Fondazione Palazzo Ducale, dal Teatro Nazionale di Genova e dal Teatro Carlo Felice, insieme ai territori che vanno dalla Spezia al Golfo dei Poeti fino a Ventimiglia, coinvolgendo teatri, musei, aree archeologiche, fortezze e spazi produttivi.

Progetti dedicati integrano patrimonio, paesaggio e produzione contemporanea. La visione si apre infine a una dimensione europea e mediterranea, intrecciando la Via Francigena con le aree produttive, trasformate in nuovi luoghi di produzione culturale.

Tra i progetti del 2028 vi è la riscoperta del legame tra Sarzana, Genova e i grandi centri dell’arte italiana, con Domenico Fiasella, detto “il Sarzana”, come figura simbolo: formatosi a Roma, rappresenta la cerniera tra naturalismo caravaggesco e classicismo. Il dossier prevede un percorso triennale che, mettendo in dialogo Sarzana e Genova, parte proprio dalla riscoperta di Fiasella per approfondire l’eredità di Caravaggio tra Liguria, Italia ed Europa.

La scelta di Sarzana, storico crocevia ligure

Sarzana, storico crocevia ligure, è stata scelta dopo Savona (finalista per il 2027)  proprio per le ridotte dimensioni geografiche, la ricchezza di offerta culturale e paesaggistica: “Il progetto Impavida dimostra come una città media possa diventare un hub di innovazione culturale, superando la marginalità geografica attraverso la qualità della proposta”.

Il progetto assume inoltre una forte dimensione internazionale grazie al sostegno di istituzioni e amministrazioni francesi, tra cui il Comune di Nizza, e al collegamento con la rete euro-mediterranea dell’Euroregione Alpi-Mediterraneo.

Una dimensione naturale per la Liguria che, attraverso Sarzana, storico crocevia, si propone all’intero sistema Paese come laboratorio nazionale capace di offrire risposte concrete alle grandi sfide contemporanee: lo spopolamento dei borghi, le alternative alle metropoli, la qualità della vita urbana, il turismo diffuso e di qualità come risposta all’overtourism, la cultura come leva di sviluppo, formazione e Made in Italy, elementi centrali della strategia culturale del dossier.

Il presidente della Regione Bucci: “Sarzana un modello per tutta la Liguria”

Sarzana non corre da sola – ha detto il presidente della Regione Marco Bucci –. La forza di questa candidatura risiede nella capacità di essere un modello per tutta la Liguria: una città che sa fare rete, che unisce la Val di Magra, la Val di Vara e il Golfo dei Poeti e si connette con le grandi istituzioni culturali di Genova. La Regione supporta convintamente questo percorso perché crediamo che la cultura sia il motore principale per lo sviluppo e la rigenerazione dei nostri territori. Se vince Sarzana, vince l’intero sistema Liguria. Siamo pronti a sostenere questo progetto con risorse e infrastrutture, dimostrando che la nostra regione sa essere unita e competitiva ai massimi livelli nazionali».

«Il dossier di Sarzana è solido, visionario e concreto – ha aggiunto la vicepresidente della Regione Simona Ferro –. La collaborazione con la Genova Liguria Film Commission per il video di presentazione e la sinergia con i teatri e i musei genovesi per il programma 2028 dimostrano che abbiamo superato la logica del campanile per abbracciare quella di un “sistema culturale diffuso”. Riscoprire Fiasella come protagonista del dialogo tra Roma e Genova significa fondare la nostra candidatura sulla storia dell’arte e su contenuti di alto profilo scientifico».

«Andiamo a Roma con l’orgoglio di chi sa di aver costruito un progetto che va oltre i confini della nostra città – hanno concluso il sindaco Ponzanelli e l’assessore Borrini –. Essere “Impavidi”, oggi, significa avere il coraggio di trasformare la cultura in welfare, in lavoro, in futuro. Sentire la forza della Regione Liguria e di tutte le sue istituzioni alle nostre spalle ci dà la certezza che Sarzana è pronta. Pronta a essere Capitale, pronta ad accogliere l’Italia».

Autore
Genova24

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