La Lidl Trek e la saga degli errori: per Milan la maglia rosa resta tabù. E fa festa Magnier, "l'altro" Paul
- Postato il 8 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Aspettavano tutti Jonathan Milan di rosa vestito, si sono ritrovati con un francesino di nome Paul (un altro: Seixas non bastava?) che per giunta aveva fatto sapere ai quattro venti che a lui l’idea di prendere la maglia al termine della prima frazione suonava piuttosto piacevole. E così Paul Magnier ha messo tutti nel sacco, soprattutto una Lidl Trek che definire disastrosa è poco: una tattica suicida, certo condizionata anche dalla maxi caduta che ha ridotto la volata a un brandello di corridori, ha finito per costare a Milan un’occasione (forse) più unica che rara.
- Errori in serie: una volta tanto attesa, ma giocata malissimo
- In Francia è Paul mania: ma non c'è solo Seixas...
Errori in serie: una volta tanto attesa, ma giocata malissimo
Lo sprinter friulano ho dovuto rimandare una volta di più il proposito di conquistare la prima maglia rosa. Un desiderio che affonda le radici anche nella storia, perché di velocisti in rosa il Giro ne ha raccontati tanti (Cipollini, Petacchi e Cavendish su tutti), ma Milan, che di questa epoca è uno dei migliori in assoluto (se la batte con Philipsen per la palma del più forte), finora s’è visto sempre rimbalzare quando s’è presentata l’occasione.
E questa era oggettivamente la più ghiotta di tutte, con il treno della Lidl Trek che avrebbe dovuto pilotarlo nel modo migliore. Invece di pasticci nei chilometri finali la formazione dello sprinter friulano ne ha combinati parecchi: ai -5 molti compagni hanno perso posizioni e così facendo hanno lasciato troppo solo il leader designato, che complice anche una strada che s’è fatta sempre più stretta a faticato a ritrovarli. Poi, dopo la caduta del norvegese Blikra che ha tagliato fuori praticamente tutto il gruppo (tranne una decina di corridori), ha pagato dazio alla fatica di tornare sulle ruote dei primi, e non ha trovato lo spunto per uscire.
“Non so perché ho atteso tanto, ma non mi sentivo al massimo. Ho speso tanto per rientrare dopo che avevamo perso qualche posizione di troppo prima della caduta, ma in generale ho commesso troppi errori”. Inspiegabile anche la scelta di Walscheid, l’unico compagno di Milan rimasto, che ha provato ad anticipare la volata senza provare a pilotare il “suo” velocista.
In Francia è Paul mania: ma non c’è solo Seixas…
Insomma, nel caos generale dell’arrivo di Burgas, a spuntarla è stata Paul Magnier. Che ha avuto uno spunto notevole e ha dimostrato di essere in grande condizione di forma. Per la Francia, inutile girarci intorno, è un periodo florido di buone nuove: Seixas è un predestinato, ma Magnier è comunque una solida certezza, sebbene abbia appena 22 anni.
Un movimento che continua a sfornare talenti e al quale in tanti guardano con ammirazione, destinato a trovare terreno fertile in un ciclismo che sembra essere tornato a strizzare l’occhio ai transalpini.
Domani intanto tappa adatta a cacciatori e avventurieri, con tanti saliscendi che potrebbero favorire l’arrivo della fuga. I velocisti torneranno in ballo domenica a Sofia, e forse per Milan non ci sarà più spazio per rivestire di rosa.