Tuttiquotidiani e completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

La libertà di stampa è il vero antifascismo

  • Postato il 24 aprile 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 8 min di lettura
La libertà di stampa è il vero antifascismo
La libertà di stampa è il vero antifascismo

Caro Direttore, dovrà convenire che spesso in materia di libertà di stampa le disgrazie si succedono l’una all’altra. Così, in primo luogo, contro i giornali dell’editore Angelucci - Libero, Giornale, Il Tempo - i Grillini hanno dato vita persino a manifestazioni di stampo squadrista. I capi grillini che in materia di mascherine per il Covid, primo fra tutti Conte, e sul terreno di spericolate manovre giudiziarie sul terreno delicatissimo della strage di Via D’Avanzo che ha colpito Borsellino, erano sicuri di essersi coperti in modo geniale, mettendosi addirittura al riparo sia nella commissione parlamentare di inchiesta sul Covid sia nella commissione antimafia, si sono trovati privi della copertura della presidente della Commissione Antimafia e specialmente di alcuni giornali liberi quali quelli dell’editore Angelucci che hanno messo tutto in piazza, rendendo edotti i lettori sia di quello che è stato combinato a suo tempo sulle mascherine sia addirittura di intercettazioni assai imbarazzanti dove Borsellino era trattato come «un coglione» mentre Scarpinato e Natoli concordavano le domande che il primo avrebbe fatto al secondo in sede di commissione antimafia, alzandogli la palla. A quel punto i grillini sono impazziti e la parola è passata ad alcuni grotteschi “squadristi della immagine”, che si sono fatti fotografare davanti alle redazioni di Libero e del Giornale con parole d’ordine minacciose, «prima le carogne».

Come inevitabile conseguenza le redazioni dei giornali sono state spinte ad acquisire altri elementi conoscitivi che rendono sempre più insostenibile la posizione di Conte sul piano Covid al netto delle sue smisurate ambizioni di diventare presidente del Consiglio, con la copertura suicida del Pd. Si è parlato tanto in Italia a proposito di Berlusconi di conflitto di interessi, oggi il conflitto di interessi di Conte rispetto ad una commissione d’inchiesta che indaghi sul suo operato e anche di Scarpinato in sede Antimafia è del tutto clamorosa e certo non contestabile in punta di diritto. Per molto meno Repubblica, La Stampa per non parlare del singolare Domani nel passato scatenarono l’inferno, oggi sono silenti e cercano di parlare d’altro. Ma a proposito di una operazione ad ampio raggio contro la libertà di stampa e di manifestazione del pensiero ne sta emergendo un’altra che riguarda alcuni giornali cosiddetti minori, come Il Riformista e l’Unità, minori per dimensioni editoriali ma non certo per l’importanza dei temi da essi sollevati. Ebbene, per mettere fuori gioco giornali e proprietà editoriali a un nucleo di magistrati non basta essere stati tra i protagonisti della storia d’Italia negli anni 92-94, ma vogliono che di essa non si possa parlare se non in termini encomiasti ed elogiativi, per parafrasare un motto dei gruppi terroristi che si occupano di Mani Pulite “avrà del piombo”. Nella fattispecie non va visto in modo cruento come conflitto a fuoco ma sottoforma di ricorso sistematico alle querele volte a colpire sia la libertà personale dei giornalisti sia i bilanci delle società editoriali. Emblematico quello che è accaduto a Sansonetti per una causa di diffamazione, ovviamente attinente a vicende giudiziarie. Il pm ha chiesto la sua condanna a tre anni e mezzo di carcere: se siamo bene informati, la sentenza di condanna in prima istanza si è trasferita sul piano economico. Sansonetti è stato condannato a più di 100.000 euro di multa.

È evidente che le sue finanze personali sono rase al suolo e in serie difficoltà vengono messe le finanze dell’editore se deve venire in soccorso al suo più significativo giornalista. È evidente che tutto ciò non avviene a caso, ma sulla base di un disegno preciso: parasquadrismo nei confronti dei giornali dell’editore Angelucci, attacco insieme penale e finanziario nei confronti di giornali minori che rompono molto le scatole e devono essere messi a tacere. Ancora una volta il Partito Radicale ha capito la gravità della situazione e il 25 Aprile ha fissato una manifestazione a Castro Pretorio che ha al centro proprio la libertà di stampa. Non a caso una manifestazione del genere avviene il 25 Aprile giorno dell’antifascismo. Purtroppo grazie all’Anpi delle manifestazioni ufficiali si sono impadroniti addirittura i pro Pal che non hanno alcun diritto di partecipare ad esse visto che i loro avi erano schierati con i nazisti, adesso i pro Pal servono per aggredire gli Ebrei e per rovesciare il contenuto di manifestazioni che si rifanno alla lotta di liberazione e al 25 Aprile. Grazie al Partito Radicale è offerta a tutti l’occasione per manifestare a Castro Pretorio per la libertà di stampa e di informazione che è il modo per rendere reale l’Antifascismo il cui significato di fondo è stato quello della riconquista della libertà nel nostro Paese.

Continua a leggere...

Autore
Libero Quotidiano

Potrebbero anche piacerti