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La Juventus di Spalletti sta diventando il salvagente di Antonio Conte: perché è una doppia beffa per il tecnico bianconero

  • Postato il 10 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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La Juventus di Spalletti sta diventando il salvagente di Antonio Conte: perché è una doppia beffa per il tecnico bianconero

In comune avrebbero poco: sanguigno uomo del Sud Antonio Conte, arguto toscano Luciano Spalletti, metodi di gioco diversi, modalità di comunicazione con l’esterno opposti eppure ci sono due punti su cui sono simili. Il primo è un percorso comune in carriera, l’aver entrambi allenati sia il Napoli e l’Inter che la Nazionale, il secondo invece si lega all’attualità più stretta che vede i bianconeri in difficoltà.

Pioggia di infortuni sulla Juventus

Mai come in queste prime settimane di stagione la Juventus è stata tanto tormentata dagli infortuni: e titolari sono già stati operati: ci sono i lungodegenti come Kenan Yildiz operato il 31 agosto (osteosintesi della frattura della base del quinto metatarso del piede sinistro), Khephren Thuram che ha sostenuto l’intervento il 3 settembre (condroplastica al ginocchio sinistro) e Manuel Locatelli operato ieri (sutura del menisco esterno del ginocchio destro), tutti con tempi di recupero lunghi o lunghissimi.

Già 18 i ko dei bianconeri

Poi si sono aggiunti gli altri: Jeff Ekhator che era stato già ai box una quarantina di giorni per una lesione di basso grado del bicipite femorale della coscia destra e che a fine agosto si è fermato ancora per una lesione di medio grado al muscolo semitendinoso della stessa coscia, Juan Cabal si è infortunato (lesione di basso grado) al muscolo semimembranoso della coscia sinistra e Jeremie Boga che starà fermo oltre un mese e mezzo per la lesione – medio grado – del bicipite femorale della coscia sinistra. In assoluto tra acciacchi vari ed emergenze gravi sono già 18 gli infortunati da inizio stagione che hanno accumulato 200 giorni di indisponibilità.

Il paragone col Napoli di Conte

Cosa c’entra Conte? Semplice: il suo Napoli nei due anni della sua gestione, ma soprattutto l’anno scorso, ha raggiunto picchi da record di infortuni, soprattutto di carattere muscolare. Da Lukaku, che fu il primo, a De Bruyne e Neres in pochi si sono salvati: chi prima e chi dopo sono passati quasi tutti dall’infermeria. In molti hanno accusato proprio il sergente di ferro Conte con i suoi metodi da Full Metal Jacket e i suoi allenamenti massacranti anche se per guai fisici gli azzurri, allo stesso punto della scorsa annata, avevano saltato solo 9 partite, il 10,71%, ma con un solo lungodegente: Romelu Lukaku. La Juve ne ha già tre.

Anche Lazio, Monza e Sassuolo sono alle prese con un numero elevato di infortuni: vuoi vedere che i metodi di Conte non c’entrano niente con l’ecatombe degli azzurri dello scorso anno? L’esempio di Spalletti, che non è certo noto per “massacrare” i giocatori, sta lì a “salvare” Conte. C’entrano i tanti impegni di fila conditi da un pizzico (variabile) di sfortuna.

Il futuro dei due ex ct

Tra Spalletti e Conte c’è però anche un altro link: se il tecnico di Certaldo dovesse fallire anche quest’anno il quarto posto e la zona Champions difficilmente verrebbe confermato sulla panchina della Juve e il candidato principale a prendere il suo posto è proprio Conte, che si è preso un anno sabbatico (difficilmente accetterebbe di entrare in corsa) per tornare l’anno prossimo più affamato che mai.

Autore
Virgilio.it

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