La guerra sconvolge il calendario del motorsport: Dakar a rischio cancellazione, Arabia Saudita via dal WRC, trema la F1
- Postato il 18 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Sappiamo della guerra in Iran, il conflitto mosso da Stati Uniti e Israele nei confronti del regime degli ayatollah che ha sì decapitato la guida suprema e annichilito per ora le difese e le infrastrutture militari, ma non ha messo veramente sotto scacco Teheran e ha costretto gli USA ad impantanarsi in un conflitto regionale che non si riesce a sbloccare definitivamente. Così come resta incerta la situazione dello stretto di Hormuz, vera e propria arma d’assalto in mano all’Iran e in cui non si può ancora garantire la sicurezza alle navi che transitano. A complicare il tutto ci si sono messi pure i ribelli Houthi dello Yemen, alleati di Teheran e responsabili dell’attacco che di recente ha preso di mira la base aerea saudita di Taif.
- La guerra in Iran e l'escalation degli Houthi contro l'Arabia Saudita
- WRC, salta l'Arabia Saudita: il Mondiale si chiude col Rally Italia Sardegna
- Elfyn Evans favorito per il suo primo titolo WRC dopo la cancellazione dell'Arabia Saudita
- A rischio la Dakar 2027
- Il calendario 2026 della F1 è ancora più incerto: Qatar e Abu Dhabi in bilico
La guerra in Iran e l’escalation degli Houthi contro l’Arabia Saudita
Mentre Riad prova a chiedere una tregua di due settimane e intanto denuncia un tentativo di incursione da parte di un drone dallo Yemen verso la Mecca, cosa che gli Houthi hanno negato ma che rappresenterebbe lo sfondamento di una linea rossa che l’Arabia Saudita non può assolutamente tollerare, il Congresso degli Stati Uniti ha di nuovo votato, con una maggioranza che vede in prima linea anche sette repubblicani, la richiesta di chiudere la guerra in Iran o tuttalpiù chiedere l’autorizzazione ai deputati per ulteriori azioni.
Ma la conclusione del conflitto sembra ancora lontana dal realizzarsi, considerando anche l’allargarsi delle ostilità nella regione mediorientale. Abbiamo citato l’Arabia Saudita, di fatto alle prese anch’essa con questa guerra: per questo motivo la priorità adesso è la sicurezza, mettendo gli eventi di motorsport in secondo piano.
WRC, salta l’Arabia Saudita: il Mondiale si chiude col Rally Italia Sardegna
In questi giorni infatti è stato ufficializzato dalla FIA che il Rally Italia Sardegna, penultimo appuntamento del Mondiale WRC in programma dal primo al 4 ottobre ad Alghero (è l’ultima volta dell’isola, giacché dal prossimo anno la tappa del campionato del mondo si disputerà al Rally di Roma Capitale, mentre la Sardegna acquisirà l’Europeo ERC), diventerà a questo punto l’ultimo round del 2026.
Inizialmente la tappa conclusiva avrebbe dovuto essere proprio l’Arabia Saudita nel fine settimana dal 12 al 15 novembre, ma nella situazione attuale è impensabile far svolgere una gara che richiama team e staff da tutto il mondo. Anche per le difficoltà logistiche delle squadre, e per preservarne la sicurezza negli spostamenti.
Elfyn Evans favorito per il suo primo titolo WRC dopo la cancellazione dell’Arabia Saudita
Dopo il Cile, appuntamento precedente, meglio riparare in Europa e da lì non muoversi, insomma. Gli sterrati del nord Sardegna decideranno il campione WRC 2026, giacché quelli per il WRC2 e WRC3 sono stati già matematicamente assegnati.
Per la competizione principale domina invece l’incertezza, sebbene Elfyn Evans si ritrovi adesso con pronostici più favorevoli per il suo primo, e tanto agognato, titolo in carriera, rispetto a Sami Pajari (su cui il gallese di Toyota Gazoo Racing ha un vantaggio attuale di 17 punti) e Oliver Solberg (in questo caso il divario è di 21 lunghezze). A Evans insomma basteranno 19 punti (su 35 in palio al Rally Italia Sardegna), a prescindere da cosa faranno i suoi diretti rivali, per laurearsi campione.
A rischio la Dakar 2027
Ma il WRC non è il solo che accusa il colpo dagli sconvolgimenti geopolitici. E qui ritorniamo all’Arabia Saudita, che tra le altre cose ospita dal 2020 la Dakar. Il leggendario rally raid tornerà nel 2027 dal primo al 15 gennaio, ma con questi chiari di luna la cosa non è per niente scontata.
L’edizione online di Auto Motor und Sport ha lanciato infatti una indiscrezione clamorosa: la gara organizzata da ASO rischia proprio di saltare il prossimo anno. Nei prossimi giorni verrà presa una decisione definitiva da parte degli organizzatori in concerto con la FIA, ma considerata la situazione nel Golfo ora come ora sembra difficile mettere in piedi il rally raid in maniera sicura.
Oltre al fatto che saremmo di fronte alle difficoltà logistiche dei team che devono recarsi nel regno saudita. Tra gli addetti ai lavori pare circoli da tempo la voce che la cancellazione della Dakar 2027 rappresenti qualcosa di più concreto di una ipotesi. Come scrive ancora Auto Motor und Sport Heinz Kinigadner, consulente di KTM sentito da Speedweek, ha affermato che alcuni tecnici e meccanici hanno già detto di non volersi proprio recare in Arabia Saudita.
Il tempo comunque stringe, mancano poco meno di quattro mesi ma la Dakar richiede una preparazione in largo anticipo, motivo per cui ASO dovrà necessariamente prendere al più presto una decisione definitiva.
Il calendario 2026 della F1 è ancora più incerto: Qatar e Abu Dhabi in bilico
Così come la F1 dovrà presto mettere un punto al calendario 2026, con le tappe conclusive in Qatar e Abu Dhabi che restano sempre in bilico. Dopo la cancellazione del Bahrain (recuperato nel primo weekend di ottobre, ma che si svolgerà in Malesia) e Arabia Saudita ad aprile, gli appuntamenti nella regione mediorientale tra fine novembre e inizio dicembre potrebbero rischiare di saltare alla luce dei cambiamenti che stanno vivendo campionati come il WRC e il Mondiale Rally Raid.
Nel caso della F1 però è difficile pensare a delle cancellazioni senza gare sostitute: per questo motivo si parla dell’Europa per mantenere il numero di appuntamenti necessario per validare il campionato, con Imola che resta in pole come potenziale rimpiazzo.