La Grande Bellezza nascosta

  • Postato il 26 gennaio 2026
  • Cultura
  • Di Agi.it
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La Grande Bellezza nascosta

AGI - C’era una volta Roma. Anzi, in realtà c’è ancora, solo che adesso bisogna cercarla. È quella della bellezza cesellata a mano che miracolosamente sopravvive, discreta e fascinosa come mai prima, nel secolo della tecnologia. Celata tra i vicoli del centro della Capitale. Con ‘Segreti artigiani’ (Gagio Edizioni) Alessandro Rosi ha dato alle stampe un testo che ibrida indagine giornalistica, guida di viaggio e reportage fotografico, dedicandolo alla più storiche botteghe artigiane di Roma ancora attive. Un’intrigante operazione nostalgia che restituisce alla vita la più genuina tradizione delle arti e dei mestieri della Città Eterna, di cui abbiamo parlato proprio con il suo autore.

Cos’è e come nasce ‘Segreti artigiani’?
È un atto di amore verso Roma e chi la rende unica. Ma soprattutto vuole essere una raccolta di aneddoti tramandati di generazione in generazione. Come lo scherzo che l’architetto della fontana di Trevi giocò a uno dei commercianti della piazza, svelato dal titolare della stamperia Trevi - la più antica nell’Unione Europea e scelta anche dalla premier Giorgia Meloni per i suoi biglietti da visita. Oppure la vera storia celata dietro uno dei cioccolatini più amati in Italia.

In base a quale criterio ha selezionato le botteghe raccontate nel libro?
Ne ho trovate e ‘studiate’ più di 30 nel corso degli anni, ma poi inserite nel libro solo 14. La selezione non è avvenuta in base a meriti o anno di nascita, ma per le loro storie. Ancora oggi mi emoziona parlare del calzolaio che un giorno serve un cardinale e quello dopo accende la tv e lo vede affacciarsi dal balcone di San Pietro mentre lo nominano Papa. Non potrò mai dimenticare dell’odore della colla usata dal restauratore Squatriti, che inonda le strade vicine a piazza del Popolo, o quello della cera d’api modellata dai cesellatori Mortet, che pervade le vie adiacenti piazza Navona. Sono luoghi simbolici e magici, perché la loro attività ha un fascino che rapisce la vista – come quando si vede il cappellaio Sandro all’opera, oppure il marmoraro o l’incisore mentre lasciano il proprio segno sui materiali. O la gola! È il caso del biscottificio Innocenti, della Pasticceria di Zio o dell’inimitabile cioccolata di Moriondo e Gariglio. Scovarli è un vero e proprio viaggio, che ancora continua. E tante delle botteghe che ho trovato, come ad esempio Franchi Argentieri, non sono riuscito a inserirle in questa edizione. Spero sia possibile farlo nella prossima.

Ci racconta qualche aneddoto tra quelli che di certo le avranno riferito gli intervistati?
Quando Gorbacëv doveva venire in visita a Roma nel dicembre del 1989, Andreotti decise di regalargli la replica di una fontana della Capitale. Sono le opere più gettonate dei cesellatori Mortet, che hanno bottega vicino piazza Navona, e che l’ex presidente del Consiglio apprezzava particolarmente. “Quale vuole che realizzi?” Domandò
l’artigiano al politico “La fontana di Trevi?”. E lui, scherzosamente, rispose: “No, la fontana di Trevi no. Altrimenti questo ritorna!” Un episodio curioso, che però ci racconta di Roma - e della leggenda secondo cui se getti una moneta nella fontana poi la rivedrai. Ma parla anche molto del periodo storico e politico, del disgelo dopo la caduta del Muro di Berlino e del profondo rapporto tra gli statisti.
Il testo è bilingue: la traduzione in inglese ha l’aria di un invito alla scoperta rivolto ai tanti turisti della Capitale.

È un libro a due facce, come Giano Bifronte. Una rivolta ai romani e a tutti gli italiani, per ricordare il valore fondamentale dell’artigianato che ci contraddistingue in tutto il mondo; l’altra ai turisti più curiosi, in cerca di qualcosa di unico nella Capitale. Per questo la parte in inglese è intitolata ‘Made in Rome’. Ciò che realizzano questi artigiani lo trovi solo qui. D’altra parte, è inutile nasconderlo, molte delle botteghe attuali sopravvivono grazie ai turisti: sia con i corsi - da centinaia di euro - che con i lavori.
Ormai le botteghe artigiane bisogna scovarle: Roma sta perdendo la sua anima?
La città sta cambiando. Molte botteghe si sono spostate dal Centro alla periferia, come un laboratorio di orologeria che da Testaccio è passato a Marconi - senza perdere la maggior parte dei clienti, che continuano a frequentarlo. Nelle zone turistiche gli affitti sono sempre più cari e le spese più ingenti. Ma non tutto è perduto. Il mosaicista Fabio Bordi è un esempio di artigianato che resiste. Da giovane perito in Elettronica e Telecomunicazioni ha scelto di cambiare strada dopo aver visto un cartello con su scritto “corso di mosaico” vicino via dei Coronari. Ora alle sue lezioni partecipano celebrità come Angelina Jolie e John Legend. La possibilità di proseguire esiste ancora

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Autore
Agi.it

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