Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

La giovane Italia di Mancini

  • Postato il 17 settembre 2026
  • Di Panorama
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

La giovane Italia di Mancini

Quello di Roberto Mancini sarà un ritorno al futuro, un salto indietro e avanti nel tempo per cercare di accorciare le fasi della rinascita azzurra e contemporaneamente provare a gettare le basi per il dopo. Lui che nel primo regno a Coverciano aveva chiamato Zaniolo ancora a zero presenze in Serie A oppure vestito d’azzurro l’adolescente Pafundi: non tutte scommesse vinte, ma proiezioni sul futuro.

Il primo Mancini dopo il ritorno a casa si muoverà sulla quella linea con una grande attenzione alle nuove tendenze del calcio mondiale. Lo fanno tutti, lo farà anche l’Italia: andare a prendere i ragazzi più promettenti che sono italiani o hanno il passaporto italiano, devono scegliere quale nazionale servire ed è meglio averli qui piuttosto che scoprire poi di aver perso talenti interessanti e di prospettiva.

E’ una delle mission che il nuovo ct si è dato e non perderà tempo. Ecco perché l’elenco dei convocati per la maxi sosta con quattro impegni di Nations League tra fine settembre e inizio ottobre non dovrà stupire. L’Italia non può permettersi di snobbare avversari e torneo, ma al tempo stesso deve fare spazio a ragazzi da inserire in un lungo percorso da selezionabili in azzurro.

Chi sono? Qualche nome da aspettarsi nella lista, che non sarà corta, che Mancini ha preparato: Issa Doumbia (classe 2003, Sporting Lisbona), Mohamed Alì Zoma (attaccante del Norimberga), Samuele Inacio Pià (Borussia Dortmund), Alessandro Romano. Quest’ultimo si è messo in mostra con il Cagliari e ha scelto di rinunciare alla Svizzera per vestire italiano, nonostante il pressing elvetico. Il nuovo corso manciniano è cominciato nella consapevolezza che bisogna fare in fretta e bisogna fare bene per non lasciare liberi talenti potenzialmente utili.

Altri ce ne sono, osservati da vicino dallo staff della Figc e che potranno entrare nelle prossime chiamate perché quello che conta – secondo le norme della Fifa – non è tanto la trafila delle giovanili quanto la presenza nella nazionale maggiore. E si può cambiare idea una sola volta, non di più. Farà storcere il naso a molti, gli stessi che hanno contestato la chiamata di Mateo Retegui, sempre di Mancini, ma è un lavoro che fanno ormai tutte le federazioni da tempo.

Altri profili da seguire ce ne sono. Ad esempio Eddy Kouadio, difensore che gioca nel Monza ma è di proprietà della Fiorentina ed è già un perno dell’Under 21 di Baldini dove potrebbe essere lasciato per non danneggiare un gruppo che è al momento della verità. Un rischio, perché Kayode ha anche passaporto della Costa d’Avorio che lo corteggia: cosa fare? Sacrificare le esigenze della Under 21 per ragionare in prospettiva o aspettare un mese o più?

E poi Alphadio Cisse, esploso con la maglia del Milan dopo un’ottima stagione al Catanzaro. Oppure Koleosho e Ndour. Mancini avrà mille difetti, non quello della paura di lavorare con i giovanissimi e lanciarli. Anche per questo è forse il ct ideale in questa fase storica di ricostruzione dopo i fallimenti mondiali. La Nations League sarà il primo banco di prova, senza perdere di vista la necessità di non mettere a rischio la permanenza nella Serie A del torneo della Uefa; retrocedere significherebbe complicarsi la vita in vista della corsa a Euro 2028 e, in proiezione, anche per il Mondiale del 2030.

Autore
Panorama

Potrebbero anche piacerti