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La febbre di tuo figlio è virale o batterica?

  • Postato il 4 ottobre 2026
  • Di Focus.it
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  • 2 min di lettura
In sintesi

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La febbre di tuo figlio è virale o batterica?
I neogenitori lo sanno: quando la temperatura corporea di un bambino che ha meno di tre mesi di vita raggiunge o supera i 38 °C, è necessario fare un giro dal pediatra (o, se è sabato o domenica, recarsi al pronto soccorso) per capire se la febbre sia causata da un'infezione batterica o da un virus. Il problema è che i test che lo determinano impiegano diverse ore a dare il risultato e nel frattempo, per sicurezza, al bambino viene somministrato un antibiotico (e i batteri diventano sempre più resistenti). E se ora, per saperlo, bastasse un esame del sangue che dà l'esito in 15-20 minuti?. Tommaso Bellini, medico specialista in pediatria d'urgenza, ne ha parlato al Congresso Europeo di Medicina di Emergenza a Parigi, presentando i risultati del suo studio condotto su 85 bambini di 90 giorni: dei piccoli febbricitanti che giungono in pronto soccorso, spiega Bellini, solo il 15% ha davvero un'infezione batterica che necessita di antibiotici. «Nei bambini molto piccoli con febbre distinguere un'infezione batterica grave da un'infezione virale che si risolverà spontaneamente rappresenta una delle principali difficoltà diagnostiche», sottolinea.. Due proteine Per sviluppare un test più rapido, Bellini e colleghi hanno dunque analizzato i campioni di sangue dei piccoli pazienti, andando alla ricerca in particolare di due proteine: la CD64 e la CD169. Sappiamo da studi precedenti che queste proteine si diffondono in alcune cellule del sangue quando l'organismo risponde alle infezioni: la CD64 aumenta quando si tratta di infezioni batteriche, mentre la CD169 sale in risposta ai virus.. Analizzando i livelli di entrambe le proteine espresse in due tipi di globuli bianchi chiamati neutrofili e moniciti, gli studiosi sono riusciti a identificare correttamente 15 casi di infezione batterica, 44 di infezione virale e 26 casi senza alcun tipo di infezione in corso. Il tutto con un semplice esame del sangue, che ha restituito i risultati in appena 15-20 minuti.. Il precedente francese Il lavoro di Bellini si sviluppa a partire dagli studi di Fabrice Malergue, il primo ad avere scoperto che guardare ai livelli delle due proteine poteva aiutare a distinguere infezioni virali da infezioni batteriche. Mentre il ricercatore francese aveva condotto i propri test su un campione adulto, Bellini li ha estesi ai bambini, «un importante passo avanti», secondo Malergue. . Il test sviluppato da Malergue è stato già utilizzato da uno dei suoi collaboratori in Martinica, durante un'epidemia di dengue: l'analisi ha rilevato correttamente che alcune persone avevano in realtà la leptospirosi, un'infezione batterica potenzialmente letale se non curata con antibiotici. Il prossimo obiettivo di Bellini è ampliare il campione dello studio, coinvolgendo da 300 a 500 neonati in più ospedali..
Autore
Focus.it

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