La F1 2026 sta cambiando: la rivelazione su cosa è successo da dopo Miami
- Postato il 10 luglio 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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F1 2026, Pirelli: “La Formula 1 che ci aspettavamo di vedere da inizio stagione sta emergendo adesso”
La F1 2026 sta entrando soltanto adesso nella fase in cui le nuove monoposto riescono a mostrare il loro reale potenziale e questo lo sa anche Pirelli. Dopo i primi mesi di adattamento al nuovo regolamento tecnico, lo sviluppo delle vetture ha accelerato rapidamente e i team stanno imparando a conoscere sempre meglio macchine, pneumatici e nuove Power Unit.
È questo uno degli aspetti analizzati da Dario Marrafuschi, direttore Motorsport di Pirelli, nell’intervista concessa a F1inGenerale.com. Alla domanda sulla possibilità che il cambiamento nel comportamento delle gomme e nel degrado dipenda anche dall’adattamento dei piloti alle nuove vetture, Marrafuschi ha posto l’accento soprattutto sull’enorme velocità dello sviluppo tecnico.
«È una questione di sviluppo della macchina, di adattamento e soprattutto anche di sviluppo. Da Miami in poi sono arrivati dei pacchetti aerodinamici aggiornati per tutti i team», ha spiegato il direttore Motorsport Pirelli.
Lo sviluppo delle monoposto di F1 sempre più rapido dopo le prime gare
L’inizio di un nuovo ciclo regolamentare porta inevitabilmente le squadre a osservare con grande attenzione le soluzioni sviluppate dagli avversari. Le idee più interessanti vengono studiate e, quando compatibili con il progetto della propria monoposto, possono diventare uno spunto per gli aggiornamenti successivi.
Un processo che, secondo Marrafuschi, rende particolarmente elevato il tasso di sviluppo nelle prime fasi di una nuova era tecnica. «Inizia il campionato, guardi gli altri dieci team, quello che hanno fatto, e prendi pezzettini che ti possano andare. All’inizio c’è uno sviluppo pazzesco perché vai ad aggiungere alla tua macchina idee che hai visto su altre macchine e tutti lo fanno. Quindi all’inizio c’è un development rate molto elevato».
Questa rapida evoluzione delle vetture è visibile anche dal modo in cui vengono utilizzati gli pneumatici Pirelli. Dopo una fase iniziale nella quale le monoposto erano ancora relativamente immature, le prestazioni e i carichi generati dalle vetture si stanno avvicinando maggiormente ai valori previsti durante lo sviluppo delle gomme.
Le monoposto di F1 sono entrate nella finestra prevista da Pirelli
Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda proprio il confronto tra le previsioni fatte da Pirelli durante lo sviluppo degli pneumatici e le prestazioni che le monoposto stanno raggiungendo adesso. «Questo è accaduto, l’abbiamo visto anche dall’utilizzo dei nostri pneumatici. Siamo entrati in una finestra di utilizzo delle vetture che è fondamentalmente sul target che ci eravamo dati l’anno scorso come target».
In altre parole, le vetture stanno iniziando a raggiungere una condizione di funzionamento più vicina a quella che Pirelli aveva immaginato durante la progettazione degli pneumatici per il nuovo regolamento. Marrafuschi ha sintetizzato il concetto con una frase particolarmente significativa: «Stiamo vedendo la vera F1. O almeno, la Formula 1 2026 che ci aspettavamo di vedere la stiamo vedendo adesso».
Le prestazioni viste nelle prime gare, quindi, potrebbero non essere state pienamente rappresentative del potenziale delle monoposto. Con il passare dei Gran Premi, gli aggiornamenti aerodinamici e la crescente conoscenza delle nuove vetture stanno modificando sensibilmente il quadro tecnico.
Non solo aerodinamica, i team stanno imparando a gestire l’energia
La crescita delle squadre non riguarda solamente il comportamento aerodinamico o la gestione degli pneumatici. Un altro elemento fondamentale è rappresentato dalla conoscenza delle nuove Power Unit e dalla capacità di utilizzare nel modo più efficace possibile l’energia disponibile durante il giro.
Secondo Marrafuschi, le squadre stanno ancora affinando anche questo aspetto. «Vediamo anche come gli stessi team stanno conoscendo meglio le macchine. La gestione delle Power Unit, dell’energia durante il weekend, perché la programmazione delle Power Unit è molto in mano al team durante il weekend stesso».
Per spiegare quanto la distribuzione dell’energia possa influenzare la prestazione, il direttore Motorsport Pirelli ha citato il confronto tra Lewis Hamilton e Kimi Antonelli durante la qualifica Sprint di Silverstone. I due piloti avevano ottenuto un tempo sul giro complessivo molto simile, ma con differenze evidenti da un settore all’altro.
«Nella qualifica Sprint praticamente Lewis e Kimi avevano lo stesso tempo, ma un grosso vantaggio per Kimi nel primo settore, un grosso vantaggio di Lewis nel secondo settore e nel terzo se la giocavano. È tutta energia».
Un esempio che mostra quanto, nella Formula 1 2026, la prestazione non dipenda solamente dall’efficienza della monoposto o dalla capacità del pilota, ma anche da come ogni squadra decide di distribuire l’energia elettrica lungo il giro.
La sensazione, dalle parole di Marrafuschi, è quindi che il quadro tecnico del mondiale sia ancora in evoluzione. Le monoposto continuano a crescere rapidamente, i team stanno comprendendo sempre meglio le nuove Power Unit e anche il comportamento degli pneumatici sta cambiando insieme allo sviluppo delle vetture.
La Formula 1 2026 vista nelle prime gare potrebbe quindi essere stata soltanto una versione ancora acerba di quella che sta iniziando a emergere adesso.
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