La “Divina Commedia Opera Musical” sbarca in Cina: tutti i dettagli

  • Postato il 30 marzo 2025
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Il Quotidiano del Sud
La “Divina Commedia Opera Musical” sbarca in Cina: tutti i dettagli

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La “Divina Commedia Opera Musical” è pronta a intraprendere un nuovo, entusiasmante viaggio, questa volta oltre i confini nazionali, verso l’Oriente. Grazie alla collaborazione con We Opera Studio Limited, il kolossal prodotto dalla Mic International Company si prepara a conquistare la Cina con un tour internazionale che toccherà ben 15 città, tra cui Pechino, Shanghai e Hong Kong.


Nel cuore pulsante di Roma, tra i meravigliosi affreschi della Galleria del Primaticcio a Palazzo Firenze, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’attesissimo tour internazionale 2025 della “Divina Commedia Opera Musical”. L’evento, ospitato dalla Società Dante Alighieri in occasione del Dantedì (25 marzo), ha rappresentato un incontro tra passato e futuro, tra poesia e spettacolo. Un ponte di note e versi immortali, destinato a unire Oriente e Occidente attraverso la potenza evocativa del capolavoro dantesco.

Presentazione “Divina Commedia Opera Musical”

Ad aprire l’evento, il segretario generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi. Al suo fianco, Francesco Gravina, produttore e presidente di Mic International Company; Andrea Ortis, regista e attore, nonché coautore dei testi insieme a Gianmario Pagano; e il celebre compositore monsignor Marco Frisina, anima musicale dell’opera. In questa occasione, abbiamo intervistato i protagonisti di questo kolossal per approfondire il significato, le sfide e le emozioni dietro questa produzione ambiziosa e coinvolgente.

Un tour internazionale tra poesia, musica e tecnologia

“La Divina Commedia Opera Musical” non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza totalizzante: un’immersione nei tre regni ultraterreni del Sommo Poeta, tra 60 artisti italiani, scenografie virtuali ed effetti visivi d’avanguardia. Un’opera capace di fondere generi musicali diversi, dal rock al gregoriano, che ha già affascinato il pubblico italiano e ora si prepara a incantare la Cina. Grazie alla collaborazione con We Opera Studio Limited, il tour internazionale del kolossal prodotto dalla Mic International Company farà tappa in 15 città, tra cui Pechino, Shanghai e Hong Kong, con 57 repliche. Due ore e mezza di spettacolo avvolgente, in cui Inferno, Purgatorio e Paradiso prendono vita attraverso straordinarie soluzioni sceniche e tecnologiche, rendendo questo kolossal un’opera senza tempo e senza confini.

Il messaggio senza tempo di Dante

Il cuore pulsante di questo viaggio è il messaggio senza tempo che Dante, attraverso la sua poesia, continua a trasmettere nei secoli: la lotta tra il bene e il male, il cammino dell’uomo tra peccato e redenzione, la speranza di una rinascita. «Dante diventa ambasciatore della nostra cultura in Cina, in un momento storico in cui costruire ponti è più necessario che mai», ha dichiarato il segretario generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi, il quale ha sottolineato il valore di questa iniziativa come strumento di dialogo culturale tra due civiltà millenarie, nonché il costante impegno della Dante Alighieri nella promozione della lingua e della cultura italiana a livello internazionale.

«Ricordo quando Monsignor Frisina inaugurò questo spettacolo a Roma, riscuotendo un successo straordinario. In qualità di delegato del presidente della Dante Alighieri, consegnai una medaglia d’oro per celebrare un’iniziativa così significativa, avviata con passione da Monsignor Frisina. Da allora, il suo lavoro non si è mai arrestato: la promozione della Divina Commedia, da lui ideata, continua a raccogliere consensi e a conquistare nuovi pubblici» ha ricordato il segretario generale.

Inoltre, Masi ha annunciato che, in concomitanza con il debutto dello spettacolo in Cina, una delegazione della Società Dante Alighieri partirà per Pechino per avviare corsi di italiano. «Il progetto Marco Polo-Turandot ha già portato migliaia di studenti cinesi in Italia».

Dante conquista la Cina: l’intervista a Francesco Gravina

Francesco Gravina, produttore e presidente della Mic International Company, ha ripercorso con orgoglio la storia della Divina Commedia Opera Musical, nata in Italia nel 2007 e protagonista di un lungo viaggio attraverso i principali teatri del Paese. «Abbiamo toccato le più grandi città italiane, riscuotendo un enorme successo» racconta. Ora, però, si apre un nuovo capitolo: il debutto internazionale. «Siamo onorati di poter finalmente portare lo spettacolo all’estero. È un sogno che diventa realtà e che ci permetterà di attraversare 15 città cinesi in tre mesi di tournée. Sarà un’avventura straordinaria e impegnativa, che ci vedrà coinvolti nei prossimi mesi. Nel 2026, poi, torneremo a portare lo spettacolo in Italia».

L’organizzazione di un tour di questa portata ha rappresentato una sfida complessa, soprattutto dal punto di vista logistico. «È la nostra prima esperienza fuori dall’Italia» spiega Gravina, «e gestire il trasporto della scenografia è stato un compito delicato. Abbiamo dovuto progettare una versione adattabile al viaggio in container navali». Il tour coinvolge oltre 60 persone con un lavoro meticoloso su più fronti. «Oltre agli artisti, c’è un team di professionisti che si occupano della logistica e degli aspetti tecnici, compreso il service. È stata una prova impegnativa, ma anche stimolante».

L’idea di portare lo spettacolo in Asia è nata quasi per caso. «I distributori e produttori cinesi hanno visto lo spettacolo in Italia, se ne sono innamorati e ci hanno contattati per portarlo in Cina» racconta Gravina. Da quell’incontro è nata non solo una collaborazione professionale, ma anche un rapporto di amicizia, che ha reso possibile questa grande produzione, pronta a debuttare il 25 aprile. E l’Italia rimane sempre nel cuore. «Ci auguriamo di poter tornare anche in Calabria. Il territorio ci ha riservato un’accoglienza straordinaria sin dalla tournée del 2008», conclude con entusiasmo.

La sfida di musicare Dante: intervista a Marco Frisina

«Musicare Dante mi sembrava una sfida notevole» ha confessato nella nostra intervista Marco Frisina, il compositore che ha dato voce e suono al viaggio ultraterreno del Sommo poeta. «Poi ho scoperto che Dante stesso mi suggeriva la musica da usare. Così ho voluto inserire tutto: dal rock al gregoriano, dalla sinfonica all’opera, in maniera tale che si potesse caratterizzare questo viaggio con i personaggi così come Dante forse avrebbe voluto». A rendere l’impresa ancora più imponente, un’orchestra di 80 elementi, solisti, cori e strumenti che spaziano dai flauti dolci alla chitarra elettrica, unendo epoche e generi in un’unica sinfonia. La fusione tra antico e moderno diventa il linguaggio universale con cui Dante dialoga con il presente.

Scrivere per il Sommo poeta: Gianmario Pagano racconta il libretto

Gianmario Pagano ricorda con emozione il momento in cui Marco Frisina lo coinvolse nella scrittura del libretto per la prima edizione dell’opera. «Fu un’impresa capace di far tremare “le vene e i polsi”» ammette, consapevole della grandezza della sfida. D’altronde, la Divina Commedia è stata un’opera che ha segnato il suo percorso fin dall’infanzia, complice anche l’influenza della scuola.

«Ripenso spesso a quanto sarebbe orgoglioso il mio professore d’italiano» confessa. Per lui, la cultura non è solo memoria del passato, ma un ponte che collega epoche e popoli diversi. Quando una tradizione diventa patrimonio universale, può davvero unire le persone. «E se questa non è cultura, allora cosa lo è? Comunicare con le nostre anime, con i valori che ci hanno cresciuti, che ci rendono umani ed empatici nell’universo degli altri». Ma la vera scoperta, secondo Pagano, è rendersi conto che la storia narrata da Dante non appartiene solo al poeta fiorentino o all’Italia, ma a tutti noi. «Scoprire che la sua storia è la storia di ciascuno di noi, di un popolo, di molti popoli, è forse l’emozione più grande: sentirsi parte di qualcosa di universale. È una scintilla!».

La fase più complessa del lavoro, però, è stata la selezione dei passi da mettere in scena. Riassumere il viaggio dantesco in appena due ore e mezza di spettacolo era una sfida titanica. «Speriamo di essere riusciti a offrire una chiave di lettura che invogli gli spettatori ad approfondire l’opera». E se il progetto potesse stimolare una nuova traduzione della Divina Commedia in cinese? «Sarebbe straordinario» conclude Pagano, lasciando aperta la porta a nuovi orizzonti culturali.

Il viaggio teatrale della Divina Commedia Opera Musical, tra tradizione e innovazione: l’intervista ad Andrea Ortis

L’allestimento della nuova produzione si preannuncia ancora più spettacolare: realtà aumentata 3D, scenografie proiettate, coreografie rinnovate. Dante ci guida attraverso paesaggi mozzafiato: boschi oscuri, fiumi infernali, ghiacci perenni e cieli dorati del Paradiso. Andrea Ortis, regista, coautore e interprete di Virgilio, sottolinea con entusiasmo l’importanza delle sfide affrontate in questa produzione. Per lui, il vero obiettivo è credere nella cultura come motore di cambiamento. «Noi siamo persone che credono e sperano che la cultura possa cambiare questo stato di cose, umanizzando la nostra società» afferma. «La sfida più grande è ritenere che la cultura possa essere la vera rivoluzione. Che la bellezza e il garbo possano diventare nuovi modi di comunicare in un mondo abituato a urlare o, peggio ancora, a tacere, rifugiandosi nella dimensione dell’immagine».

Il tour che li attende in Cina è lungo e ambizioso, ma rappresenta un’occasione straordinaria per rendere La Divina Commedia accessibile a un nuovo pubblico. «Se dopo 700 anni quest’opera continua a essere studiata e rappresentata, significa che ha in sé qualcosa di eterno, inspiegabile e decifrabile allo stesso tempo» spiega Ortis. «Dante racconta le virtù e i grandi baratri dell’animo umano, le cadute, le meraviglie, la luce che abita in ogni uomo. È proprio questa modernità del testo dantesco a guidare il nostro lavoro».

Uno degli aspetti più gratificanti del progetto è il coinvolgimento delle nuove generazioni. «Il nostro pubblico è composto in gran parte da giovanissimi. Abbiamo incontrato tantissimi istituti scolastici, ed è straordinario poter raccontare l’uomo Dante, farlo vivere sul palcoscenico. È qualcosa che arriva ai ragazzi in modo diretto, restituendo loro il senso profondo della sua opera».

Ma portare in scena La Divina Commedia non è semplice, soprattutto perché il testo richiede una continua trasformazione scenica e narrativa. «Le scene più difficili? Tutte!» ammette Ortis. «Dante, in un solo endecasillabo e tre parole, può passare da un magma infernale a un lago ghiacciato. Seguirlo in questa agilità è una sfida continua. Sintetizzare un’opera così vasta senza compromettere la dimensione narrativa e drammaturgica è un lavoro complesso».

L’allestimento sfrutta anche le più moderne tecnologie per creare un’esperienza immersiva. Le proiezioni assecondano le scene, alternando 70 diversi scenari. Lo spettatore viene letteralmente avvolto da questa dimensione visiva, passando da boschi a paesaggi pietrosi, da montagne alla laguna, fino all’Acheronte di Caronte, alle grotte ghiacciate e, infine, alla luce stellata del Paradiso.

Curiosità dal backstage

Il backstage è un luogo di studio e coinvolgimento emotivo. Ogni attore, ogni musicista, ogni tecnico sente il peso e la bellezza di portare in scena Dante. «Con tutti i cast che si stanno alternando, c’è una fase intensa di approfondimento. Dante e la Divina Commedia entrano dentro di noi, coinvolgendoci profondamente» racconta Andrea Ortis. «Il dolore di Ugolino, di Francesca, viene assorbito. È la stessa meraviglia che prova Dante nello scoprire i propri limiti e aspirazioni, ed è qualcosa che arriva forte, dentro e fuori la scena».

Divina Commedia Opera Musical: un viaggio senza tempo e senza confini

Il viaggio della Divina Commedia non si fermerà in Oriente: nel 2026, lo spettacolo tornerà in Italia, rinnovato e arricchito dall’esperienza internazionale. Nel frattempo, la poesia di Dante risuonerà nei teatri cinesi, confermando il suo valore eterno e universale. Dopo sette secoli, la voce del Sommo Poeta continua a parlare al mondo, facendo di quel viaggio nell’Inferno, nel Purgatorio e nel Paradiso un cammino che, oggi più che mai, ci unisce al di là di ogni confine.

La Divina Commedia non è semplicemente uno spettacolo, ma un’esperienza che va oltre il palco. È un invito profondo alla riflessione, un richiamo all’anima, un’opportunità di esplorare l’essenza umana. Nel 2025, il pubblico cinese avrà la possibilità di immergersi in quest’opera monumentale, dove parola e musica si intrecciano in un unico respiro. Un viaggio nell’aldilà che parla al presente, un ponte tra mondi apparentemente distanti, che oggi si trovano più vicini che mai.

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