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La Corte dei Conti e le vecchie abitudini che soffocano la sanità

  • Postato il 1 agosto 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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La Corte dei Conti e le vecchie abitudini che soffocano la sanità

Il Quotidiano del Sud
La Corte dei Conti e le vecchie abitudini che soffocano la sanità

CATANZARO – Problemi vecchi e persistenti. La sanità continua ad essere il problema dei problemi in Calabria. Pur migliorando sui Lea, continuano le vecchie abitudini degli accantonamenti e alle anticipazioni di cassa, i pazienti curati fuori regione restano tantissimi, tanti da generare un costo di 326,9 milioni di euro e si “consolidano” inefficienze già viste l’anno scorso e i precedenti. Così specifica la Procura della Corte dei conti nella relazione alla parifica del bilancio regionale.

LA FUGA DEI PAZIENTI

La mobilità passiva è il grande problema calabrese. La Corte dei conti cerca di spiegarne i motivi nei tempi lunghi di attesa, carenze organizzative e qualitative, maggiore fiducia garantita dalle altre Regioni. Poi elenca gli interventi della Regione, dagli accordi con l’Emilia-Romagna ai fondi dati alle Asp per abbattere le liste d’attesa. La digitalizzazione del Cup e il supporto economico per pazienti oncologici e caregiver “Un passo in più”. Iniziative che puntano a riduzione ma non a risoluzione, o quantomeno serio abbattimento, del problema.

PNRR

I dati non sono aggiornati e si riferiscono al 2025, su Case e Ospedali di comunità qualche piccolo passo avanti è stato fatto, ma nello spiegare i ritardi la Regione specifica come le ditte incaricate da Invitalia non fossero, di fatto, adeguate. Al punto che a fronte di “richieste di aumento di maestranze specializzate – scrive la Regione – nulla è stato attuato”. Criticità “contestate in diverse fasi di lavorazione dei cantieri, alcune superate solo grazie ad interlocuzioni locali da parte di Enti della Regione”. C’è però da chiarire perché tutte queste discrepanze invece nei corsi di formazione finanziati da fondi Pnrr, 3,1 milioni di euro per il personale ospedaliero. Su una platea di oltre 11mila hanno partecipato in 8mila e 900 e solo 140 hanno finito il periodo di formazione. Dato troppo basso e anomalo PERSONALE – L’estate è il momento in cui gli effetti della mancanza generalizzata di personale si fanno sentire con più durezza. Ed è complesso uscirne fuori di anno in anno. In fase di parifica del bilancio regionale la Procura della Corte dei conti, nella relazione, ha fotografato la situazione alla fine del 2025. In Calabria aumenta il personale nel sistema sanitario (20mila 340), ma diminuiscono i medici, con il numero dei nuovi assunti che resta inferiore ai pensionamenti. Il problema è che la Calabria continua a muoversi in regime di emergenza per garantire il funzionamento del sistema. Resta molto alto l’utilizzo dei contratti a tempo determinato, mentre Azienda zero nel 2026 ha avviato più di un concorso per nuovi medici.

IL PARADOSSO INTRAMOENIA

Le visite a pagamento dei medici nelle strutture sanitarie pubbliche negli ultimi anni sono costantemente aumentate. Nel 2021 la Regione ha raccolto oltre 8,8 milioni, ma c’era da fare i conti anche e soprattutto con la pandemia, gli ospedali a “gestione ridotta” e le disposizioni sui cittadini. Nel 2025 i ricavi sono arrivati a 11,8 milioni, poco meno del 2024 (12,7 milioni). Per la Procura della Corte dei conti questo è indicativo di un sistema profondamente sbilanciato. Questo “progressivo aumento dei ricavi” – dicono – trova la sua spiegazione nell’insostenibilità “per gli utenti, dei tempi di erogazione dei servizi, a causa della criticità relativa alla gestione delle liste d’attesa”. Pagare per non aspettare. L’indicazione è chiara: “vigilare a tutti i livelli in modo da non vanificare lo sforzo economico di compartecipazione dei cittadini, contrastando il fenomeno dell’esercizio illecito ed abusivo.

LE ANTICIPAZIONI

La Procura della Corte dei conti continua a sottolineare le “resistenze” maggiori all’interno del sistema sanitario regionale. In una Calabria dove gli interessi sono aumentati del 600% in pochi anni. Solo quegli interessi che la Regione matura sulle anticipazioni di denaro necessario a mandare avanti l’intero apparato. Un segnale “preoccupante”, segnala la Corte dei conti – perché è un segnale di inefficienza. Che “rischia di erodere le risorse straordinarie che sono previste ed assegnate per supportare il risanamento economico del servizio sanitario regionale”. La Regione intanto continua a mostrare le sue debolezze.

Negli ultimi due anni le segnalazioni sono state costanti e la Regione aveva indicato attività e iniziative per “ridurre il ricorso al finanziamento esterno e abbattimento degli oneri finanziari”. Risultati positivi, dice la Corte dei conti, non ce ne sono. In totale l’anticipazione nel 2025 è stata di quasi 298 milioni di euro, una cifra inferiore comunque al 2024. Ma resta il problema di un “inadeguato ed intempestivo approvvigionamento degli enti del sistema sanitario regionale delle risorse finanziarie necessarie al proprio funzionamento”.

Insomma, senza liquidi si producono sempre i due soliti effetti: “il ricorso alle anticipazioni” e “il ritardo nei pagamenti dei fornitori. Entrambi i fenomeni che producono costi ulteriori senza “produrre” nulla.

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La Corte dei Conti e le vecchie abitudini che soffocano la sanità

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