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L. elettorale, stop commissione fino a lunedì, ok a prerogative capo Stato

  • Postato il 19 giugno 2026
  • Di Quotidiano del Sud
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L. elettorale, stop commissione fino a lunedì, ok a prerogative capo Stato

Il Quotidiano del Sud
L. elettorale, stop commissione fino a lunedì, ok a prerogative capo Stato

Roma, 19 giu. (askanews) – Comincia a prendere forma l’impianto della riforma elettorale proporzionale del centrodestra anche se la commissione Affari costituzionali della Camera che sta esaminando il testo si fermerà fino a lunedì sera, forse anche martedì mattina, per via della questione di fiducia posta dal governo al decreto Casa.

Tra ieri e oggi sono stati approvati tre emendamenti della maggioranza messi a punto per venire incontro ai dubbi di costituzionalità: il primo riguardava la rappresentanza nelle regioni Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, il secondo sulle liste circoscrizionali plurime. L’emendamento chiarisce che “il premio di governabilità è assegnato, nelle diverse circoscrizioni, a liste circoscrizionali appositamente presentate per un totale di settanta seggi complessivi” alla Camera e “trentacinque seggi complessivi” al Senato.

Infine questa mattina è stato approvato l’emendamento che garantisce le prerogative del capo dello Stato anche se la legge prevede l’indicazione del premier nel programma elettorale. Un principio difeso da tutta la maggioranza e anche dalla ministra delle Riforme Casellati che è intervenuta nel corso dei lavori in commissione: Il capo dello Stato mantiene la sua “autonomia” assicura la ministra “è una questione di chiarezza nei confronti dei cittadini, ma questo non significa che ci sia un obbligo da parte del presidente della Repubblica”.

Le opposizioni invece hanno votato compattamente contro e sollevato dubbi su questa previsione: “La destra forza la mano fino ad aggirare la Costituzione. In questo modo la figura del Presidente della Repubblica viene messa da parte, umiliata”, ha osservato Filiberto Zaratti di Avs.

Resta da votare poi un altro emendamento di maggioranza che introduce l’obbligo di doppia candidatura: ossia “ai fini dell’attribuzione del premio di governabilità il candidato nelle liste circoscrizionali è tenuto a candidarsi in almeno uno dei collegi plurinominali della circoscrizione in cui è stata presentata” la sua lista “in una delle liste ad essa collegate”.

Per mantenere l’impegno ad andare in aula entro il 26 giugno l’ufficio di presidenza ha stabilito un “contingentamento” degli interventi in dichiarazione di voto e questo ha suscitato le critiche delle opposizioni (e anche alcune tensioni nel corso del dibattito di ieri) che ora chiedono al Presidente della Camera Lorenzo Fontana di spostare il calendario della legge elettorale a metà luglio. In ogni caso i voti sono proseguiti a rilento e sono ancora centinaia le proposte di modifica da votare. I relatori di maggioranza hanno chiesto l’accantonamento degli emendamenti sulle preferenze, tema oggetto di una “sfida” interna al centrodestra con Fdi e Nm determinati a ripresentare il tema in aula. L’impressione delle opposizioni è che proprio per evitare un voto in commissione sulle preferenze la settimana prossima il Presidente Nazario Pagano imporrà la “tagliola” sugli emendamenti e porterà il ddl Bignami puntuale in assemblea entro venerdì anche se all’inizio della prossima settimana si dovrebbe riunire una nuova conferenza dei capigruppo. Di fatto, insomma, i giorni per l’esame in commissione si sono ridotti ormai a poco più di due.

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