Kostyuk trionfa a Madrid: Andreeva ko, ma domina la tensione Ucraina-Russia. Le lacrime di Mirra e l'urlo di Marta
- Postato il 2 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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L’ucraina Marta Kostyuk conquista Madrid e il suo primo Masters 1000 in carriera, battendo in finale la russa Mirra Andreeva 6-3, 7-5 in un match segnato soprattutto dalle tensioni. Nubi in cielo e gelo in campo: l’ultimo atto del torneo WTA diventa una partita nella partita, una storia che va oltre lo sport e sfocia nella geopolitica.
Trionfa la numero 23 del ranking, che si conferma imbattibile sulla terra rossa. Ma gli occhi del pubblico del Manolo Santana, così come quelli delle telecamere, si soffermano anche sugli sguardi e sugli atteggiamenti delle due giocatrici. Kostyuk è irremovibile: come già accaduto in semifinale contro Anastasia Potapova e in precedenza anche con la bielorussa e numero uno del mondo Aryna Sabalenka, l’ucraina non concede alcuna stretta di mano alla giovane avversaria per via della sua nazionalità.
- WTA Madrid, Kostyuk aggressiva: Andreeva in tilt
- La reazione (vana) di Andreeva
- Finale ad alta tensione: niente stretta di mano
WTA Madrid, Kostyuk aggressiva: Andreeva in tilt
Da un lato Andreeva, numero 8 del mondo: a soli 19 anni è la prima teenager a raggiungere tre finali WTA 1000 dal 2009; dall’altro Kostyuk, forte di una striscia di 11 vittorie consecutive sulla terra rossa e con la possibilità di entrare in top 15 in caso di successo.
Marta parte forte, col piede pigiato sull’acceleratore e un’aggressività che spiazza Mirra fin dai primi scambi. Famelica e determinata l’ucraina, capace di imporre subito il proprio ritmo e di prendere in mano il gioco. Troppi, invece, gli errori della russa, che fatica a trovare continuità e a contenere la pressione dell’avversaria. Nel sesto game Kostyuk piazza l’allungo decisivo, ottiene il break e porta a casa il primo set, 6-3.
La reazione (vana) di Andreeva
Nel secondo set si registra una reazione d’orgoglio da parte della russa classe 2007, che riesce a portarsi avanti fino al 3-1, approfittando anche di un leggero calo di intensità dell’avversaria. Kostyuk sembra accusare il colpo per qualche game, con il match che si fa più equilibrato e teso, ma poi riesce a rimettersi in carreggiata con lucidità e a ricucire lo svantaggio.
Si arriva così sul 4-4, in un parziale sempre più combattuto, in cui le due giocatrici alternano grandi giocate a errori piuttosto banali, segno della tensione e dell’importanza del momento. A sbagliare qualcosa in più, però, è Andreeva nei momenti decisivi, con Kostyuk che ne approfitta con freddezza e concretezza. È lei a prendere in mano il finale del match – come quando conquista un punto addirittura in caduta – e a chiudere i conti, consegnandosi così il trionfo più prestigioso della sua carriera. Marta festeggia con una capriola, Mirra scoppia a piangere coprendosi il volto con l’asciugamano. Poi la vincitrice si lascia andare a un urlo liberatorio per il suo Paese: “Slava Ukraini!”, “Gloria all’Ucraina!”.
Finale ad alta tensione: niente stretta di mano
Già da tempo Kostyuk ha scelto di non salutare le avversarie russe che non condannano pubblicamente l’invasione ordinata da Vladimir Putin. E non ha certo cambiato idea in occasione della finalissima del Mutua Madrid Open contro la tennista allenata da Conchita Martinez.
Niente stretta di mano, né foto insieme al termine del match: un gesto ormai diventato simbolico, che si ripete anche sul palcoscenico più importante. Un atteggiamento coerente con la linea mantenuta negli ultimi anni, dentro e fuori dal campo. E torna alla mente anche l’episodio dell’esibizione in programma in Francia nel dicembre 2023, saltata all’ultimo momento proprio per il rifiuto della 23enne ucraina di scendere in campo contro Andreeva, poi affrontata e battuta lo scorso gennaio a Brisbane.