Kia Niro, la prova de Il Fatto.it – Il suv che sceglie l’ibrido senza rimpianti – FOTO
- Postato il 8 luglio 2026
- Prove Su Strada
- Di Il Fatto Quotidiano
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Non solo elettrico. Anzi. Nel rilanciare la Niro, Kia ha “sollevato” il Cuv già consegnato in Europa in oltre 630.000 esemplari dalla responsabilità di essere esclusivamente a batteria. Con l’importante restyling della seconda generazione, il modello resta a listino nel vecchio continente solo come full hybrid, ossia con un sistema di propulsione basato sul millesei benzina a iniezione diretta accoppiato ad un’unità elettrica e a una piccola batteria da 1,32 kWh. La maggior parte dei clienti aveva finora già preferito questa soluzione, che ha consumi dichiarati nel ciclo misto di omologazione compresi fra i 4,6 e i 5,1 l/100 km.
Un’opzione razionale e anche equilibrata con i suoi 138 Cv di potenza, i suoi 265 Nm di coppia e la su andatura di punta di 170 orari con un’accelerazione da 0 a 100 di 11,3”. La Niro, che in futuro sarà anche trifuel con un’alimentazione a Gpl sempre molto apprezzata in Italia, offre un design ancora più moderno e un abitacolo sempre molto spazioso. E anche un vano bagagli capiente che beneficia non soltanto dei 4,43 metri lunghezza, ma anche dei 2,72 di passo: la capacità annunciata è compresa fra 451 e 1.424 litri. Con queste caratteristiche si presta ad essere la sola auto di famiglia, tra l’altro anche per percorrenze anche importanti, teoricamente abbondantemente oltre gli 800 chilometri.
All’esterno si notano nuovi paraurti (anteriore e posteriore) con fari verticali e una nuova firma luminosa oltre al portellone dietro interamente ridisegnato e alla scomparsa dell’alloggiamento della targa. La presenza su strada appare più “imponente”, anche se è lo spazio all’interno che continua a fare la differenza: la sensazione è di stare più larghi, un’impressione che trasmettono diversi modelli del costruttore coreano. Che nel tunnel centrale ha inserito un vano con due portabicchieri “a scatto” (appaiono schiacciando un apposito bottone) che diventa così ancora più versatile nell’utilizzo. La spinta ibrida trasferisce anche più rumore, soprattutto in fase di accelerazione.
Lo sterzo è morbido, un po’ come l’impostazione della vettura, che è più votata alla comodità che alla sportività, come è quasi naturale che sia. Sull’altare dell’estetica e della funzionalità interna è stata sacrificata la visibilità laterale posteriore, penalizzata dal montante “C” decisamente ampio. Nella plancia sono stati inseriti in maniera ergonomica due schermi, sempre orizzontali, dalla diagonale maggiorata: finora erano da 10.25”, adesso sono da 12.3.
Kia garantisce anche una gamma ampliata di Adas (sistemi di assistenza) con un “livello superiore di dotazioni di serie per un’elevata sicurezza e comfort di guida”. Il prezzo parte dai 34.250 euro dell’allestimento business, l’entry level con cerchi da 16” e parecchi equipaggiamenti che comprendono anche i fari Full LED. Dieci i colori della carrozzeria tra cui si può scegliere: quello di serie è il rosso Runaway. Per qualsiasi altra tinta occorre mettere mano al portafoglio: per otto bastano 750 euro aggiuntivi, per il perlato bianco Snow 950.
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