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Juventus-Milan, è tempo di verità: ma Spalletti rischia molto più di Amorim. Perché l'esame dell'ex ct vale doppio rispetto al portoghese

  • Postato il 5 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Juventus-Milan, è tempo di verità: ma Spalletti rischia molto più di Amorim. Perché l'esame dell'ex ct vale doppio rispetto al portoghese

Sono state le due grandi delusioni della passata stagione: Juventus e Milan vedranno la Champions in tv la settimana prossima e dovranno accontentarsi della coppetta minore che prende il via tra 10 giorni. Ovvio che un altro anno fuori dall’Europa dei grandi sarebbe un fallimento e lo scontro diretto di domani all’Allianz è il primo spartiacque per capire il reale valore delle due grandi del Nord. Ma non si parte alla pari, chi rischia di più è Spalletti. Ecco perché.

L’esame per Spalletti

Madama ha vinto nelle prime due giornate ma convincere è un’altra cosa: gol sbagliati, confusione e rischi a Frosinone e qualche stento anche contro il Parma con l’ombra di un possibile rigore negato dopo l’intervento scomposto di Alajbegovic, in area, su Keita. A mercato finito la Juve è questa, con Sarr e Woltemade in più ma senza gli infortunati Yilldiz, Thuram ed Ekhator. Spalletti va dicendo che la squadra è più forte dell’anno scorso ma bisogna dimostrarlo. La sensazione che questo non sia stata la campagna acquisti che sognava è forte: sono arrivate le terze o le quarte scelte, ha deciso tutto o quasi Carnevali ma chi sta sulla panchina che scotta è Spalletti.

Le assenze di Yildiz e Thuram

L’anno scorso l’ex ct aveva l’alibi di essere entrato a stagione in corso ma ora ci si aspetta di vedere la sua mano. I rinforzi, piacciano o meno, sono arrivati. Sbagliare non si può più. La pressione però c’è e la Juve la sente, dover affrontare il Milan senza il suo uomo migliore, il talento turco, e senza l’unico tuttocampista come Thuram, con i nuovi arrivati che hanno fatto sì e no due allenamenti non è il massimo.

I progressi di Amorim

Non si può dire che il Milan non abbia nulla da perdere, questo no. Ma entro certi limiti Amorim arriva più deresponsabilizzato e più sereno al suo primo vero big match della sua avventura italiana. Cammino finora simile a quello della Juve: vittoria 2-1 a Torino con i granata e successo a San Siro per 2-0 sul Parma. Perché l’allenatore portoghese avrebbe meno pressioni? Perché a differenza di Spalletti è arrivato da pochi mesi e ha cambiato tanto, sta facendo esperimenti in serie (specie sui ruoli dei giocatori, da Loftus-Cheek a Rabiot), sta ridando fiducia a ex esuberi come Musah, sta lanciando giovani come Cisse, sta stravolgendo i movimenti della difesa. Un incidente nel percorso di crescita glielo si potrebbe ancora perdonare anche se è chiaro che, dopo i forti investimenti fatti sul mercato, anche Cardinale si aspetta risultati importanti a fine stagione.

E’ il momento in cui arriva la partitissima a lasciare sulla graticola soprattutto Spalletti. L’ex ct deve ritrovare i gol di Kolo Muani, una brillantezza di gioco, l’entusiasmo di chi è rimasto a sorpresa pensando che sarebbe andato via – da Douglas Luiz a Nico Gonzalez – e il cinismo sotto porta. Il Milan di Amorim è più avanti in questo ed ecco perchè l’esame vale doppio per don Luciano.

Autore
Virgilio.it

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