Juve, Buffon difende Spalletti e bacchetta Bremer: il paragone con l’Italia di Lippi però è un clamoroso autogol
- Postato il 20 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Gigi Buffon ha analizzato il momento delicato attraversato dalla Juventus. Intervistato da La Gazzetta dello Sport all’indomani della pesante sconfitta casalinga contro la Lazio, l’ex capodelegazione azzurro ha preso posizione in difesa di Spalletti, riservando al contempo una stoccata a Bremer. Nel corso dell’intervista, il campione del mondo 2006 è tornato anche sulla scelta di affidare a Gattuso la guida della Nazionale in occasione dello spareggio contro la Bosnia costato all’Italia l’ennesima esclusione dal Mondiale.
- Buffon e la scelta di Gattuso
- Rino come Lippi
- Gigi bacchetta Bremer
- La difesa di Spalletti e il paragone con l’Italia del 2006
- Tifosi scatenati
Buffon e la scelta di Gattuso
Partendo proprio dall’allenatore della Lazio, Buffon non rinnega la scelta di portarlo in Nazionale in un momento così delicato: “Non ero il presidente e non credo lo sarò mai. Non ho scelto io, ma ho suggerito caldamente Rino perché sapevo che in poco tempo sarebbe riuscito a entrare in empatia con la squadra. Non siamo andati al Mondiale per un rigore e riproporrei altre mille volte Gattuso in quella situazione. Era il ct perfetto”.
Rino come Lippi
“I risultati della Lazio dimostrano le sue qualità. Nella sua capacità di gestione del gruppo e di saper far esprimere al meglio un giocatore mi ricorda Lippi. Per Marcello tutti si sarebbero buttati nel fuoco e così è per Rino. Contro la Bosnia, in dieci per 80’, con tre palle gol sbagliate e un’espulsione gigante su Palestra non vista, davvero qualcuno può parlare di disastro?”.
Gigi bacchetta Bremer
Sulle questioni di casa Juve, Buffon non manca di bacchettare Bremer: “L’ho fatto anche io, perché ho sempre parlato d’istinto. Capisco il suo sfogo, però quando parli devi sempre essere quello che dà di più e che si può permettere di dire certe cose. Devi essere il primo a metterti in discussione. È forse il giocatore atleticamente più impressionante del campionato, ma ha preso un bel po’ di metri da Dele-Bashiru sul terzo gol della Lazio”.
La difesa di Spalletti e il paragone con l’Italia del 2006
In merito alle responsabilità di Spalletti, l’ex numero uno bianconero non ha dubbi: “Luciano non cerca alibi e ha giocato con la Lazio tre giorni dopo Vigo, rientrando al Torino alle 5 di notte. Esonero? Se vedo una speranza è continuare con Spalletti”. Poi la stoccata alla dirigenza e il paragone oggettivamente azzardato: “Se cambi cinque allenatori in quattro anni, il problema non può essere sempre il tecnico. Senza dimenticare che gli mancano Yildiz, Locatelli, Thuram, Ekhator, Milik e Grabara. Non sarà la Juve più forte di sempre, ma è come se togli Cannavaro, Buffon, Totti, Nesta e Pirlo all’Italia. Devi ricostruire ma manca tutto”.
Tifosi scatenati
Dichiarazioni non certo banali che, a cominciare dalle ultime, hanno scatenato la reazione dei tifosi sul web: “Grabara sarebbe come lui? Ekhator come Totti e Locatelli come Pirlo?”, domanda qualcuno. E ancora: “Ok Yildiz, ok Thuram, passi pure Locatelli… ma chi sono Ekhator e Grabara?”. Ma anche su Spalletti non mancano le critiche: “Buffon è troppo fan di Spalletti!”, “Spalletti è un mediocre come chi lo ha scelto. Conte vinse il primo scudetto con Giaccherini, Estigarribia, Pepe, De Ceglie etc…”, “Per favore, smetti di parlare e di difendere il tuo amico Spalletti. Abbiamo tutti gli occhi”.