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Jonny, condannato in via definitiva per mafia l’ex parroco di Isola Scordio

  • Postato il 8 luglio 2026
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Jonny, condannato in via definitiva per mafia l’ex parroco di Isola Scordio

Il Quotidiano del Sud
Jonny, condannato in via definitiva per mafia l’ex parroco di Isola Scordio

Processo Jonny, la Cassazione respinge i ricorsi e diventa definitiva, tra le altre, la condanna a 8 anni per l’ex parroco di Isola Scordio.


ISOLA CAPO RIZZUTO – Diventa definitiva la condanna a 8 anni di reclusione per associazione mafiosa nei confronti di Edoardo Scordio, l’ex parroco di Isola Capo Rizzuto che ideò il sistema attraverso cui la cosca Arena lucrava sui migranti. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, che ha respinto i ricorsi degli imputati che hanno scelto il rito ordinario. Il processo è quello scaturito dall’inchiesta che nel maggio 2017 sfociò nella maxi operazione Jonny. Il blitz con cui la Dda di Catanzaro inflisse un duro colpo alla potente cosca Arena, che aveva allungato i tentacoli sul Cara S. Anna, struttura per migranti tra le più grandi d’Europa.

Scordio figura chiave

Il 79enne Scordio è, insieme a Leonardo Sacco, ex governatore della Misericordia di Isola e vice di quella nazionale, la figura chiave. Sacco ha scelto però il rito abbreviato, che coinvolge la maggior parte degli imputati e approderà in Cassazione nei prossimi giorni. Ritenuto il broker finanziario della cosca, Sacco, secondo l’accusa insieme al parroco, avrebbe dissipato denaro pubblico attinto dalle risorse milionarie finalizzate al centro d’accoglienza. Parliamo di 36 milioni nel corso di circa 15 anni di gestione dell’appalto, già confiscati dalla Corte dei Conti che ha condannato Sacco e Scordio per danno erariale.

Le altre pene definitive

Definitiva anche la condanna per l’ex consigliere comunale Pasquale Poerio (52), di Isola Capo Rizzuto, a 2 anni e 7 mesi. Per l’ex agente di polizia penitenziaria Francesco Cantore (51), di Scandale, condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Ma anche per Domenico Poerio (52), di Isola Capo Rizzuto, a 12 anni: partecipe del sodalizio, il suo compito era la gestione delle slot machines. Cantore e Domenico Poerio erano stati peraltro assolti nel primo processo d’Appello. Per loro è stata confermata la condanna di primo grado.

Respinti i ricorsi difensivi

I giudici supremi hanno, dunque, respinto le argomentazioni degli avvocati Giuseppe Aloi, Francesco Catanzaro, Nico D’Ascola, Giuseppe Napoli, Tiziano Saporito, Giuseppe Tortora, Chiara Veneto. Regge l’impianto accusatorio fondato sull’assunto del controllo mafioso, da più di un decennio, delle attività imprenditoriali connesse al funzionamento dei servizi di accoglienza del Cara, affidati a imprese appositamente costituite dalla ‘ndrangheta per spartirsi i fondi ed evitare interdittive antimafia.

Dalle crociate antimafia ai conti in Svizzera

Dalle crociate antimafia ai conti in Svizzera e al drenaggio di ingenti risorse pubbliche in favore della “bacinella” della consorteria criminale. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando don Scordio invitava i cittadini di Isola, negli anni di piombo, a deporre le armi in piazza ed esortava i mafiosi a convertirsi. I pentiti accusavano il rosminiano non solo di essere l’ideatore dell’affaire Misericordia ma di riciclare tesori nelle banche elvetiche. La pax mafiosa si ebbe grazie al business dell’accoglienza, che doveva soddisfare i voraci appetiti delle famiglie di ‘ndrangheta.

LEGGI ANCHE: Tentacoli sul Cara S. Anna, Sacco e Scordio condannati a pagare 34 milioni per danno erariale

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