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Jannik Sinner, una (pazzesca) decisione: no al "medical time-out"

  • Postato il 30 maggio 2026
  • Sport
  • Di Libero Quotidiano
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  • 2 min di lettura
Jannik Sinner, una (pazzesca) decisione: no al "medical time-out"
Jannik Sinner, una (pazzesca) decisione: no al "medical time-out"

Oltre al malessere che ha colpito Jannik Sinner, c'è un altro mistero su quanto accaduto al Roland Garros. In molti, infatti, dopo averlo visto perdere al torneo parigino a causa di un malore sul campo, si sono chiesti perché il numero uno del mondo non ha chiamato un medical time out nel terzo set, sul punteggio di 5-2 a suo favore, quando già si vedono i sintomi del suo crollo fisico. "Se si fosse fermato, forse - analizza anche Il Fatto Quotidiano – avrebbe trovato nel serbatoio le residue energie per compiere l’ultimo passo e rimanere in vita nello Slam di Parigi.

"Avrebbe potuto chiamare prima il medical time out, se si era già accorto del malessere, e non aspettare sul 5-4 0-40 quando la situazione del terzo set si era già complicata. Magari un paio di game prima avrebbe interrotto il flusso negativo, cinque minuti di stop gli avrebbero permesso di rifiatare e di raccogliere i pensieri per fare l’ultimo sforzo", è stato il commento dell'ex tennista Andreas Seppi alla Gazzetta dello Sport.

 

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Il sospetto comunque è che l'altoatesino abbia voluto rispettare il regolamento del tennis che vieta di chiamare uno stop medico per crampi. E il crollo di Sinner è cominciato proprio in questo modo. A maggior ragione dopo la polemica che è stata scatenata a Roma, nel terzo set del match contro Daniil Medvedev. In quel caso Sinner ha chiamato il medical time out per farsi trattare la coscia destra indispettendo l'avversario. I crampi non sono infatti considerati infortunio di gioco e, regolamento alla mano, non possono essere trattati chiedendo i tre minuti d’intervento del fisioterapista. Ma al contrario, il loro trattamento può avvenire soltanto durante i cambi di campo e nel minuto di pausa previsto.

 

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Autore
Libero Quotidiano

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