Jannik Sinner, "spezzarlo in due": il numero 1 brutale contro Djokovic
- Postato il 12 luglio 2026
- Sport
- Di Libero Quotidiano
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Jannik Sinner, "spezzarlo in due": il numero 1 brutale contro Djokovic
Jannik Sinner ha dominato, liquidato Novak Djokovic nella semifinale di Wimbledon. Una prestazione eccellente, impressionante, commentata da Guido Monaco nel corso di TennisMania, il format in onda sul canale YouTube di OA Sport e condotto da Dario Puppo. Monaco si è speso in una lunga riflessione sulla prestazione dell'azzurro, rimarcando la volontà del ragazzo di San Candido di "spezzare" Nole. Insomma, una decisione, una brutalità a cui Jannik, forse, fino ad oggi non ci aveva abituato.
Il giornalista di Eurosport ha analizzato il netto successo del numero uno del mondo contro il campione serbo, sottolineando come il divario visto sul Centrale sia stato il risultato di una combinazione precisa: da una parte un Sinner vicino alla perfezione, dall'altra un Djokovic non al massimo della condizione.
"Alcaraz ha un rendimento, sia di punte che di continuità, talvolta simile, anche con le sue differenze tecnico-tattiche, fisiche, rispetto a quello di Sinner, quindi chiaramente il rimpianto mio da sportivo ed appassionato di ieri è non aver visto, cioè per vedere una partita più equilibrata ieri ci volevano Djokovic più fresco e Sinner non così ingiocabile, ci volevano tutte e due però queste combinazioni per vedere un po’ più di partita, non perché Djokovic vincesse. Ieri è stata ingenerosa, e devo dire sono contento perché comunque Djokovic visto non si meritava triplo 6-2 per tutto quello che ha fatto in questo in questo torneo, ha tenuto il campo, poi quel numero delle palle break è anche perché c’era Djokovic che comunque spesso sulle palle break ha servito bene. Veramente 40 vincenti e 15 errori, servizio compreso ovviamente, stiamo parlando di una prestazione monstre, stiamo parlando di una cosa che rasenta la perfezione".
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Monaco ha quindi allargato il discorso al percorso compiuto da Sinner nello Slam londinese, evidenziando come l'altoatesino abbia attraversato il torneo senza concedere spazio agli avversari nei momenti decisivi. "Non ci si può, non ci si dovrebbe, avvicinare a una sfida così intrigante e così attesa, così bella, così storica come Sinner-Djokovic parlando delle eventuali, o grandi, piccole o gigantesche, difficoltà di Sinner, non dovrebbe essere questo il contesto. Certo, finora la prima partita è stata per me la più difficile, perché veniva da un trauma, e quindi era chiaro che entrare in campo da detentore del titolo contro un giocatore che comunque si è espresso bene, è stato tosto l’impatto, poi dopo è vero che Struff ha giocato la partita più coraggiosa, più corretta, eccetera, avendone anche i mezzi, però poi sono 3 set a 0, 3 set a 0, 3 set a 0, e quando c’è stato da stringere un attimo la vite della palla break o del tiebreak è stata la mattanza tutte le volte".
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Particolarmente significativa, infine, la lettura data dal commentatore sul piano mentale. Secondo Monaco, la sconfitta subita da Sinner agli Australian Open sarebbe rimasta impressa nella mente dell'azzurro, trasformandosi in una motivazione ulteriore in vista della sfida con Djokovic. "Quella sconfitta in Australia se l’è era legata, se l’era messa lì sul calendario ed aspettava il momento, io ero sicuro sicuro ieri, qualcuno mi ha chiesto un pronostico, questo è stata la mia risposta 'Se ho capito qualcosa di questo ragazzo oggi fa di tutto per spezzarlo in due'. Questa era la mia sensazione a casa, poi bisogna andare in campo, bisogna essere un fenomeno come Sinner, perché poi lui ieri riesce ad alzare questo famoso livello, eccetera, perché oltre avere tutte le qualità che conosciamo, lui in queste sfide si esalta, lui in queste sfide non sente la pressione, lui queste sfide non vede l’ora, tutto quello che fa da giorno X a giorno Z è per arrivare a queste sfide. Questa è questa la grandezza, ancora di più, di Jannik, dove gli altri arrivano già contenti è un po’ stanchi, che ne so, molto tesi, lui arriva e riesce a fare insomma quello che è successo ieri. Djokovic aveva bisogno di un percorso vecchio stile per averne quel pochino in più, ma non per vincere, attenzione, non per vincere, magari per un long set, strappargli un set, eccetera, perché col Sinner di ieri non poteva fare di più".