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Jannik Sinner, Boris Becker sconvolto: "Quello che non è normale"

  • Postato il 22 maggio 2026
  • Sport
  • Di Libero Quotidiano
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Jannik Sinner, Boris Becker sconvolto: "Quello che non è normale"
Jannik Sinner, Boris Becker sconvolto: "Quello che non è normale"

Jannik Sinner si avvicina a un obiettivo che ha quasi il sapore della storia: la doppietta Roma-Parigi, riuscita l’ultima volta a un italiano nel 1976 con Adriano Panatta. Un traguardo che inevitabilmente accende confronti e aspettative, ma che trova anche un’analisi lucida nelle parole di Boris Becker. Il 24enne di Sesto Pusteria sta vivendo un momento di forma straordinario sulla terra battuta, e proprio questo ha spinto Becker a intervenire sul suo percorso. 

L’ex campione tedesco, uno che di Slam se ne intende, non ha dubbi sulla portata di quello che sta facendo l’azzurro. “È la parola giusta: storico”, spiega Becker, riferendosi alle ultime imprese di Sinner. “Sulla terra quello che sta facendo sembra normale, ma non lo è — ha aggiunto — C’è un solo giocatore che ha vinto tre Masters 1000 consecutivi su questa superficie, ovvero Nadal”. Il punto centrale, secondo Becker, non è tecnico ma mentale. La continuità con cui Sinner riesce a ripartire dopo una vittoria importante è ciò che lo distingue dal resto del circuito: “Il 95% dei giocatori dopo un torneo come Montecarlo perderebbe un po’ di focus. Lui invece si resetta subito”.

 

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È qui che, per l’ex numero uno del mondo, si vede la differenza tra un ottimo giocatore e un campione destinato a restare. Non è solo questione di colpi o preparazione, ma di equilibrio mentale nel gestire pressione e aspettative. Il paragone con i grandi del tennis, inevitabilmente, entra nel discorso. Becker cita Novak Djokovic come termine di riferimento, ma invita alla cautela: “Per seguire Novak bisogna restare a questo livello per dieci anni — aggiunge — In questo momento sta andando in quella direzione, ma deve costruire il suo percorso”.

 

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Intanto Sinner si prepara al Roland Garros con un calendario particolare, che potrebbe prevedere anche un periodo di stop prima di Wimbledon. Una scelta che Becker non boccia, anzi approva: “Non è una macchina, ha bisogno di recuperare”. A Roma, intanto, l’azzurro ha mostrato anche un lato diverso, più leggero. “Si stava godendo il momento”, racconta Becker, ricordando una finale in cui Sinner è apparso sorprendentemente rilassato. Ora lo sguardo è su Parigi, dove i nomi da battere non mancano: da Alexander Zverev a Casper Ruud. Ma per Becker c’è un dettaglio che può fare la differenza più di tutto: la percezione degli avversari: “I suoi coetanei spesso entrano già battuti — dice — mentre i più giovani giocano liberi”. E in questa dinamica, secondo il tedesco, Sinner ha già trovato una delle sue armi più forti.

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Autore
Libero Quotidiano

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