Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

James Comey, l'ex capo dell'Fbi si è consegnato alla polizia: "Ha minacciato di morte Trump con questa foto"

  • Postato il 29 aprile 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 6 min di lettura
James Comey, l'ex capo dell'Fbi si è consegnato alla polizia: "Ha minacciato di morte Trump con questa foto"
James Comey, l'ex capo dell'Fbi si è consegnato alla polizia: "Ha minacciato di morte Trump con questa foto"

L'ex direttore dell'Fbi, James Comey, si è consegnato alle forze dell'ordine presso il tribunale federale del Distretto orientale della Virginia. È stato brevemente arrestato prima della sua prima comparizione in aula. L'udienza è durata meno di 10 minuti. Comey è accusato di aver minacciato il presidente Donald Trump e di trasmissione di una minaccia tramite i canali del commercio interstatale, secondo i documenti giudiziari.

In un messaggio video pubblicato ieri su Substack, ha dichiarato di essere "ancora innocente". Le accuse sono state presentate nel Distretto orientale del North Carolina, ma la prima comparizione di Comey è avvenuta nel tribunale di Alexandria, in Virginia. Il giudice William E. Fitzpatrick era in aula. Comey è entrato e uscito dall'aula attraverso un ingresso laterale riservato agli imputati. Indossava un abito scuro e non ha parlato durante l'udienza. Gli è stato permesso di lasciare il tribunale senza condizioni per la sua scarcerazione. Oggi non è stata presentata alcuna dichiarazione di colpevolezza. "Non vedo perché sarebbero necessarie in questo caso", ha detto Fitzpatrick.

 

[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47493031]]

 

Al centro della clamorosa vicenda giudiziaria la foto di una passeggiata sulla spiaggia pubblicata da Comey sui social. Nominato da Barack Obama e confermato dal tycoon durante il suo primo mandato, il 65enne già vice procuratore degli Stati Uniti si difende definendo l'accusa basata su "elementi vendicativi. In quel post su Instagram si vedeva una serie di conchiglie a formare i numeri "86 47", accompagnata dal commento "una curiosa formazione di conchiglie durante la mia passeggiata in spiaggia".

Nel gergo della ristorazione, il numero "86" indica l'atto di eliminare o rimuovere definitivamente una voce dal menu, mentre il "47" farebbe riferimento, secondo le accuse, a Trump che è il 47esimo presidente degli Stati Uniti. Il post creò subito un polverone tra i repubblicani ma nessuno avrebbe mai potuto immaginare che avrebbe portato alla seconda incriminazione per Comey. L'allora segretario del dipartimento per la sicurezza interna, Kristi Noem, annunciò che l'ex capo dell'Fbi sarebbe stato oggetto di un'indagine per quello che definì un incitamento "all'assassinio" del tycoon. La direttrice dell'Intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, disse che avrebbe dovuto essere "mandato in galera".

Il post fu cancellato poco dopo con le scuse del funzionario che scrisse di "non essersi reso conto che alcune persone associano quei numeri alla violenza". Ma un anno e un attorney general dopo - per molti osservatori Pam Bondi è stata silurata dal presidente non solo per il caso Epstein ma anche per la scarsa incisività nel perseguire i suoi nemici - un gran giurì della North Carolina ha emesso un atto d'accusa per due capi d'imputazione. Il primo è di aver minacciato "con consapevolezza e volontà di uccidere e infliggere lesioni fisiche" al presidente americano, mentre il secondo è di aver espresso quella minaccia in un altro Stato. Il nuovo ministro della Giustizia americano, l'ex avvocato del tycoon Todd Blanche, ha sottolineato che malgrado "il caso sia unico, e questa incriminazione spicchi per il nome dell'imputato, la sua presunta condotta è dello stesso genere che non tollereremo mai e che indagheremo sempre e perseguiremo sempre".

Continua a leggere...

Autore
Libero Quotidiano

Potrebbero anche piacerti