Italia-Svezia a Napoli è stata vero volley? Sport e intrattenimento non vanno sempre d'accordo. Il più felice? Michieletto
- Postato il 11 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Uno scenario unico al mondo, ma un azzardo che alla fine ha prodotto uno spettacolo bello solo per le telecamere. Perché quello ammirato ieri sera in piazza del Plebiscito non era volley: non poteva esserlo, non almeno se l’intenzione era quella di giocare una partita di un campionato europeo, al netto di uno skyline unico e irripetibile che ha fatto innamorare coloro che hanno seguito la partita dalla TV. Napoli ha fatto la sua parte, ma San Vincenzo ha fatto sudare (e parecchio) San Gennaro. E poco male se in città non si vedeva una goccia d’acqua da chissà quante settimane: CEV e FIPAV si sono prese un bel rischio, e a conti fatti escono da tutto questo con la sensazione di una forzatura che si poteva evitare.
- Anche gli atleti concordi: "Difficile chiamarla partita..."
- Sport e intrattenimento, una coesistenza difficile
- Michieletto e la sua serata da ricordare
Anche gli atleti concordi: “Difficile chiamarla partita…”
Resterà indelebile la cartolina della Basilica di San Francesco da Paola che spunta dietro l’unico lato lasciato libero dalle tribune, con un gioco di luci rosse e blu a rendere il tutto ancora più suggestivo. Resterà anche l’entusiasmo dei 5.800 che hanno sfidato la pioggia, arrivati solo per godersi lo spettacolo di una partita diversa da tutte le altre.
Ma se si guarda il lato tecnico e agonistico, quella tra Italia e Svezia è stata una partita giocata sulle uova, con i giocatori preoccupati di non farsi male (benché i teloni abbiano aiutato, un po’ d’umido sul taraflex è rimasto per tutta la serata) e l’aspetto del gioco passato decisamente in secondo piano. È bastato interpellare i diretti interessati (cioè i giocatori) per capire cosa passava loro per la mente durante le fasi di gioco. “Non si può prendere questo sfida come punto di riferimento, se non per come l’abbiamo saputa addomesticare a livello mentale”, ha commentato Yuri Romanò.
“Ci tenevamo tantissimo a giocare in questa cornice, davanti al Presidente Mattarella e in un contesto così bello, al quale hanno lavorato tantissime persone impegnandosi in modo ammirevole, però è chiaro che è stata una partita diversa da tutte le altre, sia per ritmo, battuta e tempi di gioco”, l’analisi di capitan Giannelli. “Inoltre c’era tanto vento in alcune situazioni ed era difficile giocare, ma ce la siamo cavata bene, chiudendo in tre set contro una Svezia che a sua volta è stata brava a non lamentarsi, pensando solo a giocare”.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/CEVolleyballITA/status/2098157365174419759" profile_id="CEVolleyballITA" tweet_id="2098157365174419759"/]Sport e intrattenimento, una coesistenza difficile
Insomma, l’esperimento di portare il volley fuori dal palazzo è in parte riuscito, ma a quale prezzo? Detto che la sfida con la Svezia non avrebbe certo rappresentato il massimo a livello tecnico, averla giocata outdoor a settembre inoltrato ha rappresentato oggettivamente un azzardo bello e buono, con la pioggia che certo s’è divertita a rendere la cosa ancora più complicata.
Una serata evento che magari avrà fatto felici sponsor e amministrazioni locali, ma che in qualche modo ha confermato (se mai ce ne fosse bisogno) che non sempre la strada del business e dell’intrattenimento può sposarsi con il lato tecnico e agonistico.
Da domani l’Italia sarà impegnata al PalaPanini di Modena, il tempio del volley italiano, con la sfida con la Grecia che certamente potrà rappresentare una sorta di battesimo “ufficiale” dell’avventura azzurra a EuroVolley, quantomeno per le condizioni ambientali nelle quali le squadre andranno a giocare.
Michieletto e la sua serata da ricordare
A Napoli però una notizia bella e buona è arrivata: dopo quasi 8 mesi di attesa, Alessandro Michieletto è tornato in campo, gettato nella mischia da De Giorgi nel corso delle battute finali del terzo set. Un ritorno simbolico, ma con un valore anche tecnico: “Alessandro in questi due mesi e mezzo con noi ha incarnato valori come disponibilità, rispetto e senso di appartenenza, per questo meritava questa vetrina e questo ritorno”, ha commentato De Giorgi. “Ale è stato un esempio per tutti in queste settimane ed è perfettamente calato dentro la filosofia di questo gruppo”.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/Temmzvolley/status/2098161170456690887" profile_id="Temmzvolley" tweet_id="2098161170456690887"/]Il diretto interessato ha ringraziato per l’affetto, pur ammettendo di sentirsi un po’ in un limbo. “In questo Europeo non sarò in prima linea, ma spero che quando mi verrà chiesto di dare un contributo saprò esserne all’altezza. Prima della partita ero agitato, vuoi perché non giocavo da gennaio, vuoi perché tutte queste interruzioni e il rischio pioggia non hanno aiutato la concentrazione, ma alla fine è andato tutto bene e sono veramente contento. Fisicamente so di essere pronto, ma mi manca il campo, gli allenamenti 6 contro 6, l’attacco e muro, e così via. Un passo alla volta, e il primo è stato fatto”.