Italia, più pregi che difetti: certezza Donnarumma e il primo big in bilico, cosa lascia la Nations League a Mancini
- Postato il 6 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Bisogna essere onesti: dopo il tremendo esordio in casa contro il Belgio, chi avrebbe scommesso sull’Italia? Invece, Mancini ha tenuto fede al suo impegno (“mi farò perdonare”), proponendo una Nazionale più fresca, più brillante e più ambiziosa. E che può ambire anche al primo posto nel girone di ferro di Nations League con la Francia delle stelle. Certo, il fallimento Mondiale è una ferita ancora aperta e non tutto si cancella da un giorno all’altro. O comunque non in quattro partite e qualche giorno di ritiro. Alcuni dei difetti che caratterizzavano la Nazionale prima di Spalletti e poi di Gattuso sono rimasti. Ma la nuova Italia varata da Mancini lascia ben sperare. E finalmente l’ottimismo ha preso il sopravvento.
Italia, cosa lascia la Nations League a Mancini: i pregi
La prima indicazione positiva è il ringiovanimento. Mancini ha allargato il gruppo e nella prima lista del nuovo corso ha inserito nove debuttanti: Pessina, Ghilardi, Kayode, Kouadio, Romano, Doumbia, Sebastiano Esposito, Vergara e Zoma. E alcuni dei nuovi hanno già mostrato di poter stare nel progetto: Kayode ha avuto spazio importante, Vergara ha convinto tutti e Pio Esposito sembra già un veterano. La scelta di puntare sui giovani ha dato alla Nazionale maggiore un’energia diversa, aumentando concorrenza e possibilità di scelta. Esattamente ciò che mancava in precedenza. Il percorso è appena iniziato: Mancini ha già fatto capire di voler costruire una squadra meno dipendente dai nomi del passato.
Italia, carattere e gioco: la reazione dopo la sconfitta con il Belgio
La sconfitta con il Belgio avrebbe potuto lasciare scorie pesanti. L’Italia ha invece reagito subito, vincendo in Turchia e poi giocando alla pari contro la Francia a Parigi. L’1-1 dello Stade de France, con il gol di Bastoni e le parate decisive di Donnarumma, ha dato un segnale importante: questa squadra può giocarsela anche contro le super potenze. Poi, a Bologna, è arrivato il 3-1 sulla Turchia nonostante nove cambi rispetto alla sfida con la Francia. Un altro elemento positivo per Mancini, che ha potuto allargare ulteriormente le proprie rotazioni.
Donnarumma e Bastoni, le certezze dell’Italia di Mancini
Donnarumma è stato mostruoso a Parigi. Il capitano è una delle poche certezze assolute di questa Nazionale e ha confermato di poter fare la differenza nei momenti più complicati. L’altra certezza è Bastoni, protagonista di una vera rinascita dopo l’espulsione di Zenica contro la Bosnia che era costata all’Italia il Mondiale. Il difensore dell’Inter ha segnato contro la Francia e si è ripetuto contro la Turchia. Si chiama personalità: una caratteristica che Mancini cercava nella nuova Italia. Anche Calafiori ha dimostrato di essere imprescindibile: l’esperienza accumulata all’Arsenal lo ha trasformato in un calciatore di altissimo livello.
Italia, il turnover di Mancini: 34 convocati e spazio ai giovani
I 34 convocati per questa finestra di Nations League rappresentavano una dichiarazione d’intenti: nove erano alla prima chiamata e il ct ha poi distribuito minuti e responsabilità con grande libertà. In questa fase di rifondazione e rilancio Mancini ha chiamato in causa quasi tutti, equiparando i giovani ai senatori. E responsabilizzando ogni risorsa a sua disposizione. La Nations League è servita a gettare le basi dell’Italia che sarà. Un’Italia che non si affiderà più a un unico blocco ristretto di titolari.
I difetti: la difesa resta un problema, troppi gol subiti
Il bilancio positivo non cancella un problema che gli azzurri si trascinano da troppo tempo: l’Italia ha sempre concesso almeno una rete nelle quattro partite disputate in questa Nations League. Anche quando ha mostrato le cose migliori. Il Belgio ha segnato due volte all’Olimpico, la Turchia una a Bursa, la Francia ha trovato il vantaggio a Parigi e anche il ritorno con i turchi a Bologna si è chiuso con un gol subito. Il nuovo corso di Mancini vuole un’Italia più aggressiva e propositiva, ma l’atteggiamento offensivo comporta pure qualche rischio. La difesa deve quindi migliorare nella gestione delle transizioni e delle situazioni in cui la squadra perde palla. Per competere contro le big, concedere così tanto può diventare un problema.
Romano e Kean, qualche esperimento è stato azzardato
Non tutti gli esperimenti di Mancini hanno funzionato allo stesso modo. La scelta di Alessandro Romano dall’inizio contro il Belgio, in una partita che rappresentava anche il debutto del nuovo ct, ha mostrato quanto fosse delicato affidarsi subito a un giocatore ancora inesperto a questi livelli. Anche l’impiego di Kean largo a destra ha prodotto risultati alterni: il centravanti ha avuto occasioni e una buona seconda parte contro il Belgio, ma resta da capire se quella posizione possa diventare una soluzione stabile.
Un big a rischio: Barella deve temere Frattesi
Ora che il ct ha allargato la rosa dei convocabili, anche i senatori devono guardarsi le spalle. Il caso più eclatante è quello di Barella, rimasto fuori dalla trasferta in Turchia e utilizzato soltanto nel finale contro la Francia. Al suo posto ha giocato Frattesi, che ha confermato il suo magic moment anche in Nazionale. No, Barella non è uscito dal progetto, per carità. Ma forse le gerarchie non sono più così marcate come nel recente passato.
Inacio e il rischio Brasile: perché Mancini avrebbe dovuto farlo giocare
Nell’ultima partita contro la Turchia tutti si aspettavano che Samuele Inacio giocasse almeno qualche minuto. Il talento del Borussia Dortmund era stato convocato proprio anche per allontanare l’interesse del Brasile, ma in questa Nations League non ha trovato spazio. Una scelta che lascia una porta aperta ad Ancellotti: il nuovo regolamento FIFA, infatti, rende importante il percorso nelle partite ufficiali (ne servono quattro) per consolidare la scelta internazionale. Inacio ha già manifestato la sua volontà di giocare per l’Italia, ma nel calcio – si sa – nulla è per sempre.