Italia, perché Maldini e Malagò stanno cercando di convicere Guardiola a diventare ct
- Postato il 21 luglio 2026
- Di Panorama
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Generazione sintesi AI in corso…
Il viaggio di Paolo Maldini e Leonardo a Barcellona per cercare di convincere Pep Guardiola a sedersi sulla panchina della nazionale, è una mossa in cui il risultato finale – che accetti o no la proposta – non è l’unica chiave di lettura. Le cronache raccontano che il tecnico catalano sia aperto a fare due chiacchiere con due pesi massimi del calcio mondiale, ma allo stesso tempo sia fermo nel proposito di prendersi un periodo sabbatico dopo aver chiuso il decennio al Manchester City e aver dichiarato a tutti la volontà di dedicarsi alla famiglia e ad altri progetti.
Propositi certamente sinceri, ma è anche vero che certi discorsi bisogna farli per essere sicuri di non coltivare in futuro un rimpianto. Maldini e Leonardo hanno lo status e il carisma sufficiente per potersi sedere al tavolo di Guardiola e illustrare i propri piani come, sembra, starebbe pensando di fare anche la Football Association scottata dall’amaro epilogo del Mondiale e decisa a separarsi da Tuchel. Dunque, se esiste uno spazio meglio percorrerlo fino in fondo.
Guardiola ct dell’Italia? Il nodo dell’ingaggio da top
Maldini e Leonardo sono volati a Barcellona con il mandato pieno di Giovanni Malagò, neo presidente della Federcalcio che ha scelto di impostare il suo mandato su basi diverse rispetto al passato. La chiamata dell’ex leggenda rossonera e dell’advisor da lui voluto sono state un gesto forte di rottura ed è logico che siano seguite da altrettanti azioni forti nel riempire la casella più in vista dell’intero piano di ricostruzione della filiera delle nazionali.
Malagò continua a ricordare che per avvicinare un cosiddetto “mammasantissima” è necessario che si incastrino molte tessere del puzzle compreso, non ultima, quella del budget per il suo compenso. Però è chiaro che, se Guardiola dovesse aprire alla proposta azzurra, il problema dei soldi potrebbe essere affrontato con qualche arma persuasiva in più verso i club della Serie A e verso il parco sponsor della Figc, fermo restando che Pep è un’industria da decine di milioni di euro di ricavi all’anno legati non solo al suo ingaggio.
Cosa succede se Guardiola rifiuta l’offerta della Figc
Il tentativo per Guardiola, dunque, certifica la volontà di pensare in grande e in maniera rivoluzionaria. A prescindere dall’esito dello stesso. E lascia anche mano più libera per l’eventuale piano B qualunque esso sia, compreso Roberto Mancini che rimane in silenzio alla finestra e in tanti descrivono come l’uomo di Malagò a dispetto della contrarietà di molti dirigenti della A. Anche di Maldini e Leonardo? Questo è da comprendere una volta esaurita (positivamente, è chiaro, ma anche negativamente) la parentesi Guardiola.
E’ chiaro che c’è una forbice troppo larga nel passaggio da Guardiola a Pirlo, difficile da sostenere agli occhi dell’opinione pubblica e con la certezza che non esista alcun margine d’errore da qui al 2030 ma anche pensando all’Europeo di due anni prima. La sintesi è che Malagò potrebbe essere più forte anche senza Guardiola, ma dopo aver assecondato in maniera concreta il tentativo di prenderlo. Ecco perché il viaggio a Barcellona di Maldini e Leonardo ha a che fare anche con la politica calcistica italiana e non solo con il tentativo, forse disperato, di dare alla nazionale il ct migliore possibile.