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Italia, non è il momento di festeggiare: il Saint-Denis è una trappola, la corazzata di Zidane spaventa Mancini

  • Postato il 29 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Italia, non è il momento di festeggiare: il Saint-Denis è una trappola, la corazzata di Zidane spaventa Mancini

Il 4-1 in Turchia ha rimesso in piedi gli Azzurri dopo il ko con il Belgio, ma venerdì arriva una Francia ancora imbattuta e capace di vincere a Bruxelles con nove cambi. A Saint-Denis l’entusiasmo per Zidane sarà un altro avversario per l’Italia che dovrà affrontare, oltre ad una nazionale già a sei punti in classifica e con zero gol subiti, per una gara già decisiva di Nations League.

Italia in ripresa

È questo il punto della sfida contro la Francia: l’Italia non può permettersi di confondere il poker di Bursa con una ‘guarigione’ completa. Il 4-1 contro la Turchia ha avuto il merito enorme di cancellare almeno in parte la brutta partenza contro il Belgio, ma il percorso del Mancini-bis è appena cominciato e il calendario non concede tregua.

Dopo lo 0-2 dell’Olimpico, la Nazionale ha reagito in Turchia con una prestazione molto più convincente, otto cambi nell’undici e quattro gol. Ora, però, arriva il test che può raccontare davvero quanto sia lontana la nuova Italia dalle grandi d’Europa.

La Francia vince anche con le seconde linee

A Bruxelles, Zidane ha fatto una cosa che dice molto della Francia che aspetta gli Azzurri. Fuori Kylian Mbappé, già infortunato e quindi indisponibile anche contro l’Italia, il tecnico ha cambiato nove giocatori rispetto alla gara vinta in Turchia. Non una formazione B incapace di reggere l’urto, ma un gruppo rinnovato che ha giocato, creato e alla fine trovato il colpo decisivo con Michael Olise.

È finita 1-0, gol di Olise all’88′, ma il risultato non racconta tutto. Zidane ha avuto risposte importanti dai giocatori lanciati dal primo minuto e ha incassato il secondo clean sheet consecutivo. “On change les joueurs mais pas la physionomie”, ha spiegato il c.t. francese dopo la partita: “cambiano gli uomini, non la fisionomia della squadra.”

Zizou, la Francia è già innamorata

Poi c’è tutto quello che non si misura con tattica e numeri. C’è Zidane. L’effetto Zizou in Francia è reale: già nei primi giorni della sua avventura da commissario tecnico si era registrato un forte entusiasmo popolare, con centinaia di tifosi accorsi a Clairefontaine per assistere all’allenamento aperto al pubblico. La sua nomina ha acceso un’attenzione particolare anche intorno alla Federazione e ai primi appuntamenti al Stade de France.

A Saint-Denis, poi, sarà un’altra storia. Sarà la prima partita di Zidane sulla panchina della Francia davanti al pubblico di casa. I biglietti per le prime due gare interne dell’era Zizou, contro Italia e Belgio, sono andati esauriti rapidamente: un altro segnale dell’attesa che circonda il nuovo corso.

Il precedente che pesa

C’è anche la storia, naturalmente. Italia-Francia non è mai una partita qualsiasi e Zidane lo sa bene. Il nuovo c.t. francese ha vissuto il calcio italiano da protagonista, conosce la lingua e ha un legame particolare con il nostro Paese. E poi c’è quella finale del 2006 che continua a fare da sfondo a ogni incrocio tra Azzurri e Bleus. Lui, quella notte di Berlino, fu uno dei protagonisti assoluti. Ora torna ad affrontare l’Italia, questa volta dalla panchina.

Il contesto, però, è completamente diverso. Questa volta non c’è una Coppa del Mondo in palio, ma una Nations League che serve anche a costruire il futuro. Per l’Italia è un altro pezzo di strada da compiere con il Mancini-bis; per la Francia è l’inizio del ciclo Zidane. E il confronto arriva subito nel luogo più suggestivo possibile: lo Stade de France, tornato a ospitare i Bleus proprio per questa nuova fase.

Saint-Denis, vietato farsi ingannare dal poker

Dunque, niente feste anticipate. Il 4-1 di Bursa va valorizzato – sicuramente – ma non celebrato troppo a lungo. Ha restituito all’Italia la possibilità di guardare avanti dopo la sconfitta con il Belgio, ma non ha cancellato i dubbi di una squadra che deve ancora trovare identità, continuità e gerarchie definitive.

Dall’altra parte ci sarà una Francia che ha già mostrato di poter vincere anche cambiando pelle. Zidane ha sei punti, due vittorie e un gruppo pieno di talento a disposizione. L’Italia ha risposto con un poker, ma ora deve capire se quella di Bursa è stata una svolta oppure soltanto una bella serata. A Saint-Denis, davanti a un pubblico innamorato di Zizou e contro una Francia che sembra poter cambiare nove uomini senza perdere competitività, arriverà la risposta.

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