Italia, Mancini riparte dal 4-3-3: già definite le gerarchie, pronto l'undici anti-Belgio, Scalvini si ferma
- Postato il 22 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Il conto alla rovescia è iniziato. Venerdì sera, allo Stadio Olimpico di Roma, l’Italia farà il suo esordio in Nations League contro il Belgio. Un appuntamento che riporta alla mente un’altra prima volta nello stesso impianto: il 16 giugno di cinque anni fa, quando gli Azzurri inaugurarono il cammino europeo che si sarebbe concluso il 12 luglio con la vittoria ai rigori contro l’Inghilterra nella finale di Wembley.
- Italia, le scelte di Mancini
- Il nuovo corso dell'Italia
- Italia, focus sugli attaccanti
- Le scelte con il Belgio
- Tonali sarà il faro del centrocampo
Italia, le scelte di Mancini
Roberto Mancini, tornato sulla panchina della Nazionale, sembra intenzionato a ripartire da uno dei marchi di fabbrica del suo primo ciclo: il 4-3-3. Non è però escluso che, anche a gara in corso, l’assetto possa trasformarsi in un 4-2-3-1. Rispetto alla formazione che iniziò quella storica avventura europea sono rimasti soltanto tre giocatori: Gianluigi Donnarumma, Giovanni Di Lorenzo e Nicolò Barella. Il nuovo corso, però, non potrà essere una semplice replica di quello del 2021. Sono cambiati gli uomini, ma soprattutto le caratteristiche della rosa. Quella Nazionale aveva costruito gran parte della propria identità sul doppio play Jorginho-Verratti, sul possesso palla e sulla capacità del 4-3-3 di modificarsi continuamente durante la costruzione del gioco. L’Italia attuale presenta invece una struttura fisica differente.
Il nuovo corso dell’Italia
Accanto a Barella, unico centrocampista rimasto con caratteristiche in qualche modo assimilabili a quelle dei “piccoletti” di allora, Mancini ha a disposizione giocatori più strutturati come Doumbia, Pio Esposito, Kean, Zaniolo, Calafiori e Scamacca. Da qui la necessità di adattare i principi del passato alla nuova rosa: più corsa e fisicità, maggiore verticalità e un possesso meno esasperato. L’obiettivo resta comunque quello di una squadra aggressiva, propositiva e capace di prendere l’iniziativa. La gestione delle energie sarà un altro elemento determinante. Dopo il Belgio, infatti, l’Italia dovrà affrontare la doppia sfida con la Turchia e la trasferta in Francia. Un calendario fitto, con quattro partite in meno di due settimane, che renderà inevitabile il ricorso al turnover. Mancini dovrà inoltre fare i conti con diverse assenze. Contro il Belgio non ci sarà Bastoni, squalificato, mentre sono indisponibili Cristante, Locatelli, Buongiorno, Palestra e Dimarco. Al posto dell’esterno è stato convocato Ruggeri. Da valutare anche le condizioni di Scalvini, che non si è allenato regolarmente a Coverciano a causa di un problema alla caviglia.
Italia, focus sugli attaccanti
«Preferisco rischiare di prendere un gol in più, ma attaccare». È uno dei concetti che Mancini ha riproposto rispetto al suo primo ciclo. Ed è proprio questo atteggiamento che il ct vuole ritrovare contro il Belgio: aggressività, coraggio nell’uno contro uno e una mentalità offensiva. Durante gli allenamenti il tecnico ha dedicato particolare attenzione anche agli attaccanti. Mancini si è soffermato con Pio Esposito e successivamente con Sebastiano Esposito, lavorando sui movimenti offensivi. Un segnale del lavoro specifico che il nuovo commissario tecnico sta portando avanti per costruire meccanismi offensivi adatti alle caratteristiche dei giocatori convocati. Il primo allenamento ha confermato il 4-3-3 come possibile sistema di partenza, ma Mancini sembra intenzionato a non considerarlo uno schema rigido. Le caratteristiche della rosa consentono infatti di passare al 4-2-3-1 senza modificare radicalmente i principi di gioco.
Le scelte con il Belgio
Zaniolo, sempre più utilizzato da seconda punta rispetto al ruolo di esterno puro, può diventare una pedina importante per modificare la struttura offensiva. Lo stesso discorso vale per Maldini, che può agire anche da trequartista. La duttilità di alcuni elementi permette quindi all’Italia di cambiare pelle durante la partita senza perdere equilibrio. La necessità di gestire il calendario internazionale spinge inoltre verso una Nazionale più flessibile. Il turnover non dovrà riguardare soltanto gli uomini, ma anche la capacità di cambiare assetto e caratteristiche mantenendo riconoscibile l’identità della squadra. Partendo dal 4-3-3, le indicazioni emerse finora consentono di delineare una possibile formazione. In porta ci sarà Donnarumma. Sulle fasce difensive potrebbero agire Kayode e Calafiori, mentre al centro, vista la squalifica di Bastoni, si va verso una coppia formata da Mancini e uno tra Scalvini e Coppola. Sulla corsia sinistra, invece, Ruggeri rappresenta l’alternativa arrivata dopo il forfait di Dimarco.
Tonali sarà il faro del centrocampo
A centrocampo sembrano difficili da escludere Barella e Frattesi. Tonali, non ancora al massimo della condizione, potrebbe invece essere gestito e trovare spazio successivamente. Resta da individuare il giocatore incaricato di dettare i tempi davanti alla difesa. Romano rappresenta una delle soluzioni, mentre bisognerà verificare le condizioni di Mandragora. Un’altra possibilità porta a Fagioli, eventualmente spostato in una posizione più arretrata. Il reparto offensivo è invece quello che presenta più variabili. Una delle soluzioni più interessanti potrebbe prevedere Zaniolo, Pio Esposito e Kean nel tridente. Un attacco fisicamente importante, ma con caratteristiche sufficienti per attaccare la profondità e sfruttare anche l’ampiezza. L’alternativa prevede Pio Esposito come riferimento centrale e una maggiore varietà sugli esterni, con Inacio o profili più equilibrati come Cambiaghi e Vergara. Le prossime sedute a Coverciano saranno decisive per chiarire le gerarchie.