Italia, lo sfogo di Frattesi: "Basta con questa etichetta, non è vero. Ecco cosa farei per Gattuso"
- Postato il 29 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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I 27 anni li ha compiuti pochi giorni fa, il 22 settembre, ma per Davide Frattesi c’è un buco di tre anni in cui un’esplosione annunciata è stata continuamente rimandata: il ragazzo prodigio del Sassuolo nell’Inter era sempre una comparsa, con Inzaghi prima e Chivu poi. Ora che è passato alla Lazio il centrocampista è rinato e se n’è accorto anche Mancini. Decisivo ieri con la Turchia, Frattesi, e non solo per il gol nell’azione corale più bella di tutta la partita. Si apre per lui un nuovo capitolo fatto meno di precarietà e più di presenze ma il giocatore non ha dimenticato i periodi difficili.
I motivi del rendimento intermittente
Intervistato da Rimedio ed Adani su Rai1 a fine partita Frattesi è rimasto un momento perplesso alla domanda sulle percentuali di responsabilità per i suoi alti e bassi (“domanda molto complessa, ci vorrebbe tanto tempo”), incalzato dal giornalista (“ce l’abbiamo, vai”) il giocatore ha prima divagato (“mi ci vorrebbero almeno dieci minuti“) poi è andato giù dritto alla questione: “Se negli ultimi anni ho giocato a intermittenza la colpa in parte è mia. C’è sempre spazio per fare bene, certo non è facile se giochi 10 minuti a partita e poi fai il titolare, così come non è facile giocare solo 10 minuti. Le colpe credo che stiano a metà”.
L’etichetta scomoda da cancellare
Ma il sassolino da togliersi dalle scarpe è un altro: “Poi c’è un altro discorso anche: c’è questa etichetta che mi so solo inserire ma anche guardando ad oggi non è così. La verità è che se un giocatore è in fiducia da il 100% al contrario fa solo quello che gli riesce meglio. Chi mi ha visto in campionato in queste prime quattro giornate si è accorto di quello che sono, è un’etichetta che voglio levarmi il prima possibile. Lavorerò sempre più forte”.
Con i turchi è stato tra i migliori: “Era tanto che non segnavo”. Gli suggeriscono: due anni. “Ecco, quindi ci tenevo ma soprattutto volevo dare una risposta come tutti gli altri ragazzi sul campo dopo il brutto esordio dell’altra sera. Questa sera abbiamo fatto divertire i nostri tifosi quindi siamo molto contenti. Un altro ko ci avrebbe fatto perdere quel po’ di entusiasmo che si era creato attorno a questa gestione. Oggi era fondamentale perché con un’altra sconfitta diventava complicato. Morale alto, entusiasmo che sta tornando e quindi era importantissimo vincere oggi”.
Il rapporto con Gattuso
L’ultimo pensiero è per Gattuso: “Gattuso mi chiama tutti i giorni perché gli manco, anzi lo saluto sono sicuro che ci sta guardando. Per me è stato fondamentale come lo sarà nel corso dell’anno perché è riuscito a darmi fiducia in un momento in cuoi anche io dubitavo delle mie qualità. Se mi chiedesse di andare a piedi da Roma e Milano lo farei per lui perché se lo merita”.