Italia, Guardiola ct la suggestione che affascina: perchè non sarebbe fantacalcio, lo scenario
- Postato il 24 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Mentre si parla di un improbabile ripescaggio dell’Italia al Mondiale, tra inviati speciali e il ministro dello Sport Abodi che respinge ogni possibilità, forse qualcuno sta pensando al vero futuro della Nazionale e del calcio italiano. La verità è che il terzo Mondiale saltato consecutivamente è solamente la punta dell’iceberg del problema strutturale del nostro sistema. Qualcuno sembra ancora non capirlo, si pensa subito al nome piuttosto che al vero cambiamento da attuare. Allora serve qualcun’altro che faccia capire che direzione deve prendere il calcio italiano se vuole tornare a essere competitivo, e quel qualcuno potrebbe essere Pep Guardiola.
- Guardiola via dal City a fine stagione? La situazione
- Pep e il legame con l'Italia
- Il nodo economico
- Gli endorsement per Guardiola: da Bonucci ad Adani, ma Rivera non ci sta
Guardiola via dal City a fine stagione? La situazione
Può facilmente sembrare fantacalcio, ma, dati i risvolti degli ultimi giorni, non sembra più una follia poter immaginare Guardiola commissario tecnico della Nazionale italiana. Partiamo da un presupposto, dato per scontato specialmente in Spagna: Guardiola a fine stagione dovrebbe lasciare il Manchester City. Nonostante un altro anno di contratto, il ciclo dell’ex Barcellona con i Citizens sembra essere arrivato alla chiusura, ma prima Guardiola vuole chiuderlo con una rimonta ai danni dell’Arsenal che avrebbe dell’incredibile, regalando l’ennesimo campionato inglese al Manchester City prima di andarsene dopo 10 anni in cui ha vinto tutto. Rimane vivissima la possibilità di chiudere il double con la conquista anche della FA Cup. Ciò che è certo è che la testa dell’allenatore ora è solamente sugli obiettivi sportivi, non ha preso una decisione sul suo futuro e difficilmente lo farà prima che finisca la stagione.
Pep e il legame con l’Italia
Sicuramente lo stress della scorsa stagione che lo aveva portato a martoriarsi testa e naso, che aveva fatto preoccupare il mondo del calcio sulle sue condizioni, è diminuito. Ma la volontà di rallentare è ancora forte in Pep, senza però lasciare quello che gli riesce meglio. Una Nazionale sembra fare al caso suo. Poche settimane fa, fu chiesto a Guardiola cosa vedesse nel suo futuro: “Mi piacerebbe lavorare per una Nazionale un giorno”. L’ipotesi di vedere Guardiola sulla panchina della Nazionale però non si fonda solamente su questo unico stralcio. Il catalano ha un legame profondo con l’Italia e non l’ha mai nascosto: la Serie A è stata la sua prima lega dopo una vita passata al Barcellona. L’esperienza alla Roma ma soprattutto quella con il Brescia di Carletto Mazzone, città dove ha lasciato un pezzo di cuore e spesso e volentieri si incontra con ex compagni o dirigenti dell’epoca.
Il nodo economico
Le speranze di vedere Guardiola sulla panchina dell’Italia si affievoliscono quando si inizia a palare di soldi. Oggi Pep percepisce uno stipendio di 24,8 milioni di sterline al Manchester City. Numeri che la Figc non può neanche immaginare per un commissario tecnico. Tornando indietro nel tempo, il più pagato fu Antonio Conte, con 4,1 milioni di euro di stipendio. Ma in quella situazione intervenne il suo sponsor tecnico a coprire metà dell’ingaggio, ovvero Puma, che guarda caso è il brand di cui Guardiola è ambassador. Queste però, per il momento, non possono che essere solamente ipotesi accampate, che però trovano fondamenta nel recente passato. Una delle poche cose certe è che se Guardiola accettasse l’offerta dell’Italia, non sarebbe certamente per i soldi, ma per un progetto degno di nota.
Gli endorsement per Guardiola: da Bonucci ad Adani, ma Rivera non ci sta
L’ipotesi di vederlo sulla panchina azzurra era nata con le parole di Leonardo Bonucci a Madrid per i premi Laureus: “Se veramente c’è voglia di ricominciare io ripartirei da Pep Guardiola, perché chiamare uno come lui vorrebbe dire apportare un cambio netto rispetto a tutto quello che è stato il passato. Penso sia molto difficile, però sognare in questo momento non costa nulla”. Endorsement che era arrivato anche da Lele Adani: “Nessuno ha la sua credibilità e la sua influenza nel mondo”, aveva scritto Adani sul Corriere della Sera. “Il tecnico catalano ha cambiato la storia calcistica di tre Paesi. Guardiola ha avuto la sensibilità e quella rara intelligenza dei grandi che gli ha permesso di non fotocopiare il suo modello originario e distribuirlo per ogni Paese, ma ha adattato la sua filosofia, senza mai perderne lo spirito, ai nuovi mondi”. C’è anche però chi non è d’accordo, come Gianni Rivera: “Guardiola? In Italia? No, per favore. Non è italiano. Non ho dubbi. Deve essere italiano. Punto”.