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Italia, da Maldini e la rivoluzione mancata a Mancini o Conte, il solito che avanza: l'illusione è durata 16 giorni

  • Postato il 27 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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Italia, da Maldini e la rivoluzione mancata a Mancini o Conte, il solito che avanza: l'illusione è durata 16 giorni

Sulla carta un qualunque lunedì 27 luglio non potrebbe certo rappresentare una data importante per la storia d’Italia. Di sicuro meno del 25 aprile 1945 o dell’11 luglio 1982, date che hanno in Sandro Pertini un valido comune denominatore. Eppure, questo lunedì 27 luglio ha detto tanto sulle caratteristiche del Bel(?)Paese.

Italia, la rivoluzione mancata

La rivoluzione di Maldini e Leonardo è durata soltanto 16 giorni: indubbiamente ce ne vollero meno per conquistare il Palazzo d’Inverno o la Caserma Moncada, ma ogni storia ha i suoi tempi, e quelli italiani sono sempre maledettamente lunghi. Sedici giorni per provare a voltare pagina, a imprimere una svolta ad un calcio italiano asfissiato da troppi anni di geriatrico poltronismo, malattia tipicamente tricolore. Sedici giorni per iniziare dalla cima, ossia dalla scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana: un ruolo secondo (forse) solo a quello del Presidente della Repubblica, per importanza e per rilevanza “politica” in un paese che vive di calcio, campanile, improbabili complottismi e atavico attaccamento alle cariche.

Il sogno Guardiola

In primis fu Pep Guardiola, che avrebbe ringraziato e restituito al mittente: la motivazione del rifiuto spaziava dall’ingaggio troppo oneroso alla volontà di un anno sabbatico, nel mezzo viene da pensare che una persona “schierata” come Pep (basti pensare alle sue posizioni sul genocidio in Palestina) avrebbe senza dubbio stonato con la classica ipocrisia perbenista che ingabbia il calcio italiano.

Il “no” a Pirlo

Da Guardiola a Pirlo, al netto delle considerazioni tecniche, il passo è stato molto breve: Maldini e Leonardo ci hanno messo faccia, braccia, gambe, testa e cuore. Ma sin dal primo momento lo scetticismo ha trovato terreno fertile sulla sponsorizzazione con Fonbet, il bookmaker russo di cui l’ex centrocampista è stato testimonial. Nel curriculum una visita a Mosca che è diventata improvvisamente il centro del dibattito, ben più di schemi o moduli. Al bando le questioni tecniche, al centro quelle politiche: perché la decisione di sconfessare subito la decisione di Maldini e Leonardo, prima ancora che venisse ufficializzata, non può non avere delle motivazioni che vanno oltre il rettangolo di gioco. In mezzo c’è la Russia, e se è vero che il ct della Nazionale italiana è meno importante solo del Presidente della Repubblica, non possiamo mica avere un ct sospettato di “putinismo”. Non oggi, non in Italia.

Thiago Motta, soluzione rifiutata

Non ha funzionato nemmeno la soluzione-ponte Thiago Motta: mentre era in corso la riunione tra il presidente Giovanni Malagò e le componenti federali in vista del Consiglio federale, una telefonata ha ufficializzato la scelta dei due ex dirigenti del Milan di lasciare l’incarico. Un colpo di scena che ha azzerato il lavoro svolto nelle ultime settimane e costringe ora la federazione a ripensare completamente la propria strategia.

Il battibecco Malagò-Abodi

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha lasciato intendere come il caso legato a uno sponsor russo possa aver avuto un peso nella scelta finale, definendo comunque l’intera gestione della vicenda una “brutta figura” per il calcio italiano. Immediata la replica di Malagò, che ha invitato a individuare i reali responsabili della situazione, sottolineando come anche la politica non sia estranea a episodi di questo genere. Solito botta e risposta, solito scaricabarile. L’Italia è un film visto tante volte.

Italia, tutto cambi perché nulla cambi

Ritorna alla mente il solito ritornello delle “riforme strutturali” da apportare al sistema-calcio italiano dopo l’eliminazione patita contro la Bosnia: solite parole al vento, smentite al primo accenno di cambiamento. Perché la scelta di Pirlo magari si sarebbe rivelata fallimentare, ma se un presidente concede fiducia a due dirigenti per designare un allenatore, non può smentirli prima ancora che quell’allenatore abbia messo piede in campo. Altrimenti, dov’è la fiducia? Ritorna dunque il “dubbio”: Malagò ha davvero deciso in autonomia? In attesa che i posteri elaborino un verdetto, va fatta una constatazione.

Mancini o Conte

Il calcio italiano tornerà subito alle care vecchie abitudini: l’importante è vincere la prossima partita, poi delle cause profonde di un movimento che non partecipa ai Mondiali da 12 anni, ne parleremo poi. Avanti dunque i nomi “nuovi” (servirebbero molte più virgolette): Roberto Mancini o Antonio Conte, magari Giorgio Chiellini direttore tecnico. Nulla da eccepire sulle qualità tecniche o umane, eppure si ha la sensazione di un’occasione mancata.

La visione di Maldini

Nessuna persona sana di mente può dire che Pirlo abbia la stessa esperienza di Mancini o Conte come allenatore, eppure lui avrebbe rappresentato un progetto nuovo: e Maldini ha già dimostrato di saper portare avanti con successo idee innovative, visioni in netto contrasto con quanto c’era prima. L’Italia, i tifosi italiani, Maldini e Leonardo, meriterebbero almeno di sapere perché la scelta di Pirlo è stata bocciata aprioristicamente. Ma da questo punto di vista possiamo stare tranquilli: siamo in Italia, il paese dove tutto si archivia.

Il solito che avanza

Mancini continua a essere indicato come uno dei candidati principali, anche se dall’interno della Lega Serie A emergerebbero ancora forti perplessità sul suo possibile ritorno. Conte rappresenta invece l’altra alternativa, ma anche in questo caso servirà verificare la disponibilità e la sostenibilità dell’operazione. Il tempo, però, stringe. Il Consiglio federale è ormai alle porte e la Figc dovrà arrivare all’appuntamento con una linea chiara. Dopo una giornata segnata da colpi di scena e tensioni, il calcio italiano si ritrova ancora senza una guida tecnica definita e con la necessità di ricostruire, quasi da zero, il progetto destinato a rilanciare la Nazionale. Parole già scritte, lette e sentite troppe volte.

Autore
Virgilio.it

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