Italia, Capello: perché non accetterei la Nazionale, il Milan il mio errore più grande, Ronaldo leader negativo
- Postato il 3 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Dalla Nazionale che rifiuterebbe al Milan, suo errore più grande quando vi tornò lasciando Madrid, fino al “no” a Ronaldo al fenomeno, sconsigliato a Silvio Berlusconi, che poi lo acquistò comunque. Fabio Capello ha raccontato qualche aneddoto interessante all’evento organizzato a Ferrara, città in cui ha giocato da giovanissimo, per i 150 anni del Corriere della Sera.
- Capello e la città di Ferrara, legame indissolubile
- Capello e la cessione di Ronaldo il fenomeno
- Capello e il rifiuto alla Nazionale
Capello e la città di Ferrara, legame indissolubile
A Ferrara, Fabio Capello ha avviato la sua lunga carriera nel mondo del calcio. Era il 1961 quando appena 15enne, dal Friuli si trasferì in Emilia entrando nel settore giovanile della Spal, che poi lo fece debuttare in Serie A nella stagione 1963-1964. Da lì, dopo 5 anni, il passaggio alla Roma, quindi la Juventus e infine il Milan, dove nel 1981, dopo aver smesso di giocare, cominciò ad allenare la Berretti rossonera fino al grande salto in prima squadra nel 1987.
Ferrara gli è rimasta nel cuore. A 18 anni conobbe quella che è diventata poi sua moglie: “Avevo 18 anni, ci incontravamo sull’autobus, io studiavo da geometra, lei faceva le magistrali. Ferrara mi ha formato anche come uomo, quando ci torno mi vengono in mente quei giorni”.
Capello e la cessione di Ronaldo il fenomeno
Nel suo racconto, Capello ha parlato dei campioni allenati nel corso della sua carriera, al Milan, alla Juventus, al Real Madrid, e alla Roma. Talenti cristallini, come gli olandesi Van Basten e Gullit, Beckham e Ibrahimovic e campioni rimasti col colpo in canna: “Antonio Cassano, talento vero, ma ha perso tante occasioni come Mario Balotelli”.
Tra i fuoriclasse assoluti Capello inserisce ovviamente Pelè, Maradona, Messi. Nella classifica degli italiani al primo posto c’è Gianni Rivera, poi Roberto Baggio, Del Piero e Totti. Un discorso a parte lo merita Ronaldo il fenomeno: “Al Real Madrid ho dovuto mandarlo via, perché faceva una vita non compatibile con il vincere. Gli chiesi ‘quanto pesavi quando hai vinto il Mondiale?’, mi rispose “84 chili, ora sono 94’. Era un leader negativo”.
Al brasiliano, mandato via da Madrid perché, secondo Capello non si allenava come doveva e non coinvolgeva i compagni di squadra, è legato un aneddoto divertente, che riguarda anche Silvio Berlusconi, suo presidente al Milan dal 1986 al 1996 e poi di nuovo nella sfortunata stagione 1997-1998: “Lasciare Madrid per tornare al Milan è stato il mio errore più grande“. Un giorno lo chiama per chiedergli di Ronaldo: “Presidente, è bravo, ma è ingrassato e sempre in discoteca”, gli risponde Capello. Un giudizio che rimane inascoltato: “Il giorno dopo la Gazzetta scrive: Ronaldo al Milan”.
Capello e il rifiuto alla Nazionale
Capello è un giramondo. Oltre che in Italia e in Spagna, ha allenato l’Inghilterra, dal 2007 al 2012, i cinesi del Jiangsu Suning nel 2017-2018 e prima ancora la Nazionale russa, dal 2012 al 2015, riportata al Mondiale dopo tre mancate qualificazioni.
Le stesse vissute di fila dall’Italia, la cui panchina non è assolutamente nei pensieri di Capello: “Non andiamo ai Mondiali perché non abbiamo calciatori di livello, servirebbe ricostruire, ma non accetterei un’altra missione, non voglio che qualcuno mi venga a dire che sono diventato un vecchio rimbambito”.