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Italia, Bianchedi si dimette da capo delegazione della Nazionale: la polemica con Abodi e i possibili risvolti sul caso Malagò

  • Postato il 30 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Italia, Bianchedi si dimette da capo delegazione della Nazionale: la polemica con Abodi e i possibili risvolti sul caso Malagò

Diana Bianchedi ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di capodelegazione della Nazionale azzurra di calcio, incarico che aveva assunto solo il 9 agosto. La decisione è stata formalizzata con una lettera, e arriva in seguito alle polemiche sulla possibile incompatibilità con la carica di vicepresidente vicaria del Coni. Di conseguenza, la decisione di dimettersi consentirà a Bianchedi di partecipare al voto in Giunta Coni sul possibile commissariamento della Figc.

Italia, Bianchedi dice addio

Con una lettera, l’ex schermitrice ha comunicato la sua rinuncia all’incarico. “A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capo delegazione della Nazionale. Una decisione maturata – ha spiegato – per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della Figc e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport”.

La lettera di Bianchedi

“Valori che oggi – aggiunge – vengono ingiustamente messi in discussione. Inoltre, scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche. Una squadra che ho trovato compatta, motivata, con grandi professionisti, a partire dal commissario tecnico, passando ai giocatori e a tutto lo staff. Li ringrazio per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere. Ricordiamoci che lo sport è, e deve essere, primariamente questo. Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano” ha concluso Bianchedi.

Le parole di Abodi

“Qui non c’è un tema né personale né politico. Il tentativo di metterlo su questo piano è un tentativo di confusione, della quale non ha bisogno un sistema che ha bisogno di ripartire. Nel momento in cui è il Coni che prende una decisione, metterla sul piano politico è una mortificazione nei confronti del Coni che credo che il Coni non meriti”. Erano state le parole del ministro dello Sport, Andrea Abodi, a Sky, a chi gli chiedeva se l’ipotesi del commissariamento della Figc fosse una manovra politica contro il presidente Giovanni Malagò. “Serve affrontare con decisione, ognuno con le proprie convinzioni, un argomento che comunque è sottoposto alla valutazione non di una persona ma di più persone, questo deve essere anche un fattore di garanzia: deciderà la Giunta, deciderà il Consiglio nazionale. Più garanzie di queste non ce ne sono”.

I club di Serie A contro la nomina di Bianchedi

La nomina di Bianchedi non era piaciuta a molti club della serie A, per i quali l’ex schermitrice non aveva alcuna esperienza legata al mondo del calcio ed era considerata inadatta al ruolo che è stato di Gigi Riva, Luca Vialli e Gigi Buffon. L’annuncio di Bianchedi era stato da subito al centro delle polemiche, delle quali era stato oggetto Malagò. Il Corriere della Sera infatti aveva scritto: “Cosa accade se il capodelegazione della Nazionale ha un impegno pure come vicepresidente Coni?”.

I precedenti Di Centa e Salis

Lo stesso quotidiano aveva citato casi in cui dirigenti Coni assunsero altre cariche e quindi si dimisero dal ruolo nel Comitato: “Nel 2006 la vicepresidente Di Centa, divenuta poi onorevole, si dimise. Così pure Salis nel 2025, una volta eletta sindaco di Genova. E ancora: lo stesso Malagò in passato segnalò al comitato etico del Cio l’incarico di Di Centa con Sport e Salute, sollevando dubbi”. Ed alla fine, Bianchedi si è effettivamente dimessa.

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Virgilio.it

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